Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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Versi in musica

Dove le parole finiscono inizio la musica
                                     (Heinrich Heine)

 

La parola musica apre intorno a noi un mondo di connessioni, contaminazioni, richiami e narrazioni. Il vocabolo derivante dalla lingua greca mousikè indicava, infatti, l’insieme delle Arti presiedute dalle Muse, dee figlie di Zeus e Memoria e custodiva l’unione tra musica, poesia e danza. Da questo universo mitico ha origine il rapporto ancestrale tra musica e letteratura: i poemi classici, le ballate medievali, l’opera ne sono un esempio. Nella sua anima più classica, la corrispondenza testo-musica è fondamentale, basti pensare a La signora delle Camelie che ha ispirato La traviata di Verdi, oppure alle Novelle Rusticane di Verga che hanno portato alla composizione di Cavalleria Rusticana di Mascagni. Ma anche l’anima rock non è avulsa da questo tipo di influenza: cantautori e rock band hanno attinto e continuano ad attingere a piene mani ai personaggi dei romanzi o ai versi dei poeti nella stesura delle loro canzoni. L’ispirazione può essere palese sin da titolo e ritornello oppure più velata, attraverso il ricorso a versi e parole che conoscono così una nuova vita. Nell’ambito della Festa della musica che si terrà a Pistoia nel mese di giugno proponiamo una selezione di brani memorabili della musica leggera e rock di musicisti che hanno trovato ispirazione per i loro testi nella letteratura. A dimostrazione dello stretto rapporto che lega le arti, segnaliamo anche il premio Nobel che nel 2016 si è aggiudicato Bob Dylan per aver creato nuove espressioni poetiche nella tradizione della canzone americana.

 

The ghost of Tom Joad di Bruce Springsteen (CD 1995)
Furore di John Steinbeck, Bompiani, 2017
L’album di Bruce Springsteen è una rilettura in chiave moderna del capolavoro Furore di Steinbeck, pietra miliare della letteratura americana che noi oggi possiamo leggere grazie alla lungimiranza di Elio Vittorini e alla traduzione di Bompiani nel 1940. Furore è uno dei pochi romanzi che è riuscito a darci una rappresentazione nuda e cruda della realtà di quegli anni, senza tralasciare nessun particolare. Bruce Springsteen sembra essere stato colpito da questa crudezza ed è per questo che prende ispirazione dalla storia della famiglia Joad per narrare quella che è la verità americana degli anni Novanta. L’obiettivo di Bruce Springstenn è infatti quello di raccontare un pezzo di America dimenticata da tutti : Uomini camminano lungo i binari vanno in un posto da cui non si ritorna […] . Benvenuti nel nuovo ordine mondiale. Famiglie dormono nelle loro macchine nel Sudovest, senza casa, senza lavoro, senza pace, senza riposo.

Romeo and Juliet di Dire Straits (tratto dall’album On the night) (CD 1993)
Romeo e Giulietta  di William Shakespeare, Einaudi, 2003
Hanno più di quattrocento anni di differenza i versi scritti da William Shakesperare nell’immortale tragedia Giulietta e Romeo e quelli che escono invece dalla penna di Mark Knopfler per la canzone Romeo and Juliet. Il Romeo dei Dire Straits, teneramente innamorato, si accinge a cantare una serenata malinconica sotto la finestra dell’amata Juliet, che però lo accoglie con distacco e indifferenza. Il dialogo tra i due giovani si trasforma così in un monologo di Romeo che, dopo aver ricordato le promesse non mantenute dalla ragazza, richiama alla mente i momenti piacevoli trascorsi assieme, cercando di persuaderla a riprendere il loro rapporto.

Blur, the best of (CD 2000)
Tenera è la notte di Francis Scott Fitzgerald, Einaudi, 2005
Tender is the night: l’incipit di questo inno all’amore firmato da Damon Albarn e dal suo gruppo è un richiamo diretto al celebre romanzo del 1934 di Francis Scott Fitzgerald, Tenera è la notte che a sua volta rendeva omaggio a un verso di Ode to a Nightingale del poeta inglese John Keats. Se in Tender dei Blur eTender is the night di Fitzgerald sono un uomo e una donna a separarsi, creando uno sfondo malinconico, in Ode to a Nightingale è l’usignolo a separarsi dalla vita e dal suo canto.

Animals  dei Pink Floyd (CD 1994)
La fattoria degli animali di George Orwell, Mondadori, 2003
Animals è un urlo di denuncia e ribellione, che rappresenta le condizioni sociali e politiche del Regno Unito negli anni Settanta. Sono molte le ispirazioni che hanno condotto i Pink Floyd a comporre l’album, tra le quali un’opera letteraria di George Orwell, La fattoria degli animali, un romanzo satirico di grande impatto sociale, ambientato in una fattoria in cui gli animali si ribellano all’uomo, per divenire padroni del proprio pezzo di mondo. Sia questo romanzo che l’album dei Pink Floyd, altro non sono che allegorie volte a denunciare le dittature politiche che nella storia si sono susseguiti.

The Raven di Lou Reed (CD 2003)
Il corvo e altre poesie di Edgar Allan Poe, Mondadori, 1991
The Raven è un concept album di Lou Reed pubblicato a gennaio del 2003 ed ispirato alle poesie e ai racconti di Edgar Allan Poe. Si tratta della più ambiziosa opera di Lou Reed, un album che sconfina in qualcosa di diverso dalla sequenza di tracce musicali per assurgere a piena rivisitazione (in chiave moderna e con lo stile che contraddistingue il musicista) di alcuni dei racconti e delle poesie di Edgar Allan Poe. Sulla scia di POEtry, un musical rappresentato dallo stesso Lou Reed e Robert Wilson, il maestro del gotico del diciannovesimo secolo viene riscritto e suonato da Reed che non ha esitato a manipolare e ad arrangiare le parole di Poe, saltando, elidendo e aggiungendo pezzi propri.

Non al denaro, non all’amore né al cielo di Fabrizio De Andrè (CD 2002)
Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, a cura di Fernanda Pivano, Einaudi, 2001
L’album di De Andrè è un famoso tributo all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, uscita per la prima volta nel 1943 da Einaudi, con la traduzione di Fernanda Pivano. Per ciascuna canzone De Andrè si ispira direttamente a una delle poesie di Masters, ne seleziona infatti nove su duecentoquarantaquattro in modo molto accurato per trasformarle in vere e proprie poesie, musicate da un giovanissimo Nicola Piovani.

Fleurs di Franco Battiato (CD 1999)
I fiori del male di Charles Baudelaire, Giunti, 1996
Grazie al contributo del filosofo Manlio Sgalambro, nell’ambito dell’adattamento della traduzione, Franco Battiato ha scritto la canzone Invito al viaggio, ispirandosi proprio alla lirica L’invitation au voyage contenuta nella raccolta Les Fleurs du mal di Baudelaire. Il viaggio a cui invitano i versi liberi del cantautore e le rime baciate del poeta è quello interiore che sottende un vagare tra luoghi sognati (chissà se mai esistiti) verso l’infinito.

Signora Bovary di Francesco Guccini (CD 2007)
Madame Bovary  di Gustave Flaubert, Einaudi, 2015
Guccini è un grande lettore, come dimostrano tantissime delle sue canzoni, ricche di riferimenti letterari. Tra queste ricordiamo Don Chisciotte e Cyrano, oltre che Signora Bovary che dà il nome all’album di cui fa parte. Il personaggio citato da Guccini, la donna adulterina annoiata dalla sua vita, assurge a rappresentante di tutti noi. Queste sono le parole attraverso cui il cantautore la descrive: piccola borghese che si strascina giorno per giorno in una vita forse inutile...

Sono solo canzonette di Edoardo Bennato (CD 1980)
Le avventure di Peter Pan di James Matthew Barrie, Giunti junior, 2004
Sono solo canzonette è un concept album uscito nel 1980 ispirato alla storia di Peter Pan. Tra fantasia e ragione, sogno e realtà, Bennato gioca in questi testi la carta dell’ironia per addentrarsi dentro il mondo magico di Peter Pan.

Il gatto e la volpe di Edoardo Bennato (CD 1996)
Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, Giunti, 2011
La canzone di Bennato è tratta dall’album uscito nel 1977 Burattino senza fili, un concept album tutto dedicato alla storia del burattino che prende vita. Il gatto e la volpe sono, così come narrati nell’opera di Collodi, due bricconi che si propongono come impresari all’ingenuo Pinocchio.

I milanesi ammazzano il sabato degli Afterhours (CD 2008)
I milanesi ammazzano al sabato di Giorgio Scerbanenco, Garzanti, 1970
Dichiarato fin dal titolo, il cd musicale della band di Manuel Agnelli è il richiamo al romanzo di uno dei più importanti giallisti italiani, Giorgio Scerbanenco. Nel disco degli Afterhours I milanesi ammazzano il sabato per contrastare la noia e la malinconia della vita. Nel libro di Scerbanenco, invece i milanesi ammazzano di sabato, perché sono talmente stressati da avere il tempo libero di fare un omicidio, solo nel fine settimana. Sullo sfondo di entrambe le prove (una letteraria, l’altra musicale) c’è Milano, con il suo carattere chiuso, la sua nebbia, il suo sapore ruvido

Terra e libertà di Modena City Ramblers (CD 2014)
Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez, Feltrinelli, 2005
Remedios la bella è un bizzarro personaggio di Cent’anni di solitudine, famosissimo romanzo dell’autore latino americano Gabriel García Márquez che parla della storia di sette generazioni della famiglia Buendìa, attraverso la quale si racconta una piccola parte della storia della Colombia. A questo bizzarro personaggio e al mondo di Macondo è dedicato il terzo lavoro dei Modena City Ramblers, l’album che ha subito una forte influenza della letteratura sudamericana. Infatti Terra e libertà è ispirato a scrittori come Luis Sepùlveda, Paco Ignacio Taibo II (sua la frase d’introduzione nel libretto Non si può vivere senza utopia), Daniel Chavarria e soprattutto Gabriel Garcia Marquez (buona parte dei personaggi di cui narrano le canzoni di questo album hanno lo stesso nome dei protagonisti di Cent’Anni Di Solitudine). Questa ispirazione viene dai viaggi che i Ramblers hanno fatto nel periodo precedente alla realizzazione di Terra e Libertà in America Latina e in Africa (deserto Saharawi).

 

 

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