Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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Una piccola storia

Presentazione del libro Una piccola storia. Storia di un italiano qualunque. Carteggio luglio 1943-settembre 1945, di Filippo Benizzi, a cura di Francesca Banchini e Giulia Barontini. Serravalle Pistoiese, Alvivo, 2019

Sabato 5 ottobre 2019, ore 17.00 - Auditorium Terzani

Interviene Giorgio Petracchi
Saranno presenti le curatrici e gli studenti della Scuola secondaria di primo grado Martin Luther King di Pistoia
Modera Mauro Banchini

Invito
(pdf, 180 Kb)


Realizzato dagli studenti della scuola secondaria di primo grado Martin Luther King di Pistoia nell'ambito del laboratorio "Le storie che fanno la Storia", il libro ricostruisce la vicenda di Filippo Benizzi, maestro elementare della scuola di Granaglione, partendo da un suo carteggio con la moglie, Aurelia. Oltre 140 lettere, scritte fra il 1943 e il 1945, trascritte e commentate, insieme a verifiche fatte presso l'Archivio storico dell'esercito di Roma, hanno permesso di riportare alla luce una storia sconosciuta agli stessi familiari: la vicenda di un uomo che dopo l'8 settembre 1943 viene richiamato per essere arruolato come ufficiale con la Repubblica di Salò. Un uomo che insegna in un tranquillo paesino dell'Appennino, ha una moglie e una figlia piccola, non è mai stato fascista e non ha intenzione di diventarlo dopo la caduta della dittatura e dopo che è stato proclamato l'armistizio, e per questo escogita un espediente per sottrarsi al suo destino.
Filippo Benizzi aveva uno studio in cui nessuno poteva entrare, nemmeno la moglie con cui aveva condiviso gran parte della vita. Qui conservava i quotidiani che comprava ogni giorno, ma anche libri, quaderni e ricordi degli anni in cui era stato insegnante. Solo dopo la sua morte, avvenuta nel 1992, i familiari hanno avuto accesso alla piccola stanza, e riordinando le sue cose la figlia Gabriella per prima ritrovò le lettere ormai ingiallite dal tempo. Per lunghi anni questi vecchi documenti sono passati di mano in mano all'interno della famiglia, finché uno dei bisnipoti, Francesco, che fraquentava il laboratorio "Le storie che fanno la Storia", ha chiesto alla madre il permesso di portarle a scuola per poterci lavorare con i compagni. È così che è nato il libro. Gli studenti del laboratorio in un primo momento hanno esitato a leggere e rendere pubblico il carteggio, visto il riserbo con cui l'autore l'aveva custodito per tutta la vita. Alla fine però hanno deciso di portare avanti il lavoro nella convizione che sia importante conoscere la storia e far capire a tutti, anche a chi non l'ha mai vissuta, cosa è stata la guerra.

 

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