Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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S.A.L.I.G.I.A.!

 

Superbia, Avarizia, Lussuria, Invidia, Gola, Ira, Accidia
In occasione delle due conferenze di Olivia Cialdi sul tema I sette vizi capitali (martedì 4 e 11 aprile 2017), la biblioteca ha voluto realizzare un percorso di lettura, visione e approfondimento sul web che si snoda tra le diverse risorse informative disponibili, con l’intento di offrire ai lettori una opportunità aggiuntiva di riflessione. L’argomento scelto dalla presidente dell’APPT (Associazione Psicologi Psicoterapeuti Toscana), alleata della biblioteca da tanti anni, ha in sé il fascino irresistibile della più accreditata tradizione filosofica e teologica ed assieme la forza dirompente della quotidianità: perché gli uomini e le donne di tutti i tempi, compresi quelli dei giorni nostri, fanno i conti – in misura variabile – con questi “eccessi” del comportamento umano che forse, almeno in parte, hanno visto ridurre la loro connotazione di peccato morale, per assumere nella consapevolezza dei singoli quella più laica di patologia del comportamento individuale.

Se nel corso dei secoli, da Aristotele in poi, la trattazione filosofica e teologica di questi “abiti del male” ha subìto numerose trasformazioni, nel sentimento comune contemporaneo è però ancora viva – merito di lontani trascorsi scolastici – la trattazione che dei sette vizi capitali ha fatto Dante Alighieri nella sua Commedia, ponendo gli indimenticabili personaggi che si sono macchiati di tali peccati nell’Alto Inferno, tra il secondo e il quinto cerchio, e ponendo nei sette cerchi del Purgatorio il percorso della loro espiazione. Inoltre, Lussuria, Superbia e Cupidigia sono raffigurati nel canto I dell'Inferno sotto forma di bestie selvatiche, rispettivamente la lonza (vv. 31-43), il leone (vv. 44-48) e la lupa (vv. 49-60), incontrati dal Poeta nella “selva oscura” all'inizio della sua straordinaria avventura filosofica, teologica e umana.


(versione pdf)

 

in occasione delle due conferenze di Olivia Cialdi sul tema “I sette vizi capitali” (martedì 4 e 11 aprile 2017), la biblioteca ha voluto realizzare un percorso di lettura, visione e approfondimento sul web che si snoda tra le diverse risorse informative disponibili, con l’intento di offrire ai lettori una opportunità aggiuntiva di riflessione. L’argomento scelto dalla presidente dell’APPT (Associazione Psicologi Psicoterapeuti Toscana), alleata della biblioteca da tanti anni, ha in sé il fascino irresistibile della più accreditata tradizione filosofica e teologica ed assieme la forza dirompente della quotidianità: perché gli uomini e le donne di tutti i tempi, compresi quelli dei giorni nostri, fanno i conti – in misura variabile – con questi “eccessi” del comportamento umano che forse, almeno in parte, hanno visto ridurre la loro connotazione di peccato morale, per assumere nella consapevolezza dei singoli quella più laica di patologia del comportamento individuale.

Se nel corso dei secoli, da Aristotele in poi, la trattazione filosofica e teologica di questi “abiti del male” ha subìto numerose trasformazioni, nel sentimento comune contemporaneo è però ancora viva – merito di lontani trascorsi scolastici – la trattazione che dei sette vizi capitali ha fatto Dante Alighieri nella sua Commedia, ponendo gli indimenticabili personaggi che si sono macchiati di tali peccati nell’Alto Inferno, tra il secondo e il quinto cerchio, e ponendo nei sette cerchi del Purgatorio il percorso della loro espiazione. Inoltre, Lussuria, Superbia e Cupidigia sono raffigurati nel canto I dell'Inferno sotto forma di bestie selvatiche, rispettivamente la lonza (vv. 31-43), il leone (vv. 44-48) e la lupa (vv. 49-60), incontrati dal Poeta nella “selva oscura” all'inizio della sua straordinaria avventura filosofica, teologica e umana.

 

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