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Panta rei, di Andrea Dami

 

15 novembre 2019 - 15 gennaio 2020  - Art Corner

Appunti di Andrea Dami
Sei digigrafie a colori su carta.

Lo scorrere dell’acqua del fiume davanti ai nostri occhi non è mai la stessa, com’è lo scorrere della vita verso l’ignoto. Ho ascoltato la voce del fiume che attraversa il mio sguardo: lui sa tutto disse Herman Hesse.
Continuo ad ascoltarlo: è la storia, avrebbe detto Tiziano Terzani, nel suo fluire che ha raccolto sia le “acque” di superficie, sia quelle di altri “fiumi” che, come ci ricorda Lev Tolstoj, sono come gli uomini: ora stretti, ora ampi, ora limpidi, ora tranquilli, ora rapidi, ora tiepidi, ma anche torbi, generando così un reticolo di esperienze e di sedimentazioni vitali.
Quell’equilibrio liquido è rotto da un sasso affiorante. Altri sono nascosti, pronti ad ostacolare il suo “cammino” ora tranquillo.
Un inaspettato riflesso tra quelle leggere increspature in continuo movimento genera in me una forte emozione, mentre esse, sempre diverse, si susseguono, sembrano divertite dei miei occhi immersi in quella superficie di cielo solcato da voluttuose nuvole che si rincorrono al vento. Laggiù, all’orizzonte, riceverà nuovi flussi da altri affluenti e condividerà con essi il misterioso percorso verso l’infinito “oceano”.
Alcune volte cerco di fermare l’attimo.

 

La stampa è un antico processo che permetteva, e permette ancora oggi, di riprodurre un immagine su un supporto cartaceo attraverso una pressione (con un torchio) sulla “matrice”, che si può realizzare incidendo direttamente con un bulino la lastra di metallo, o “graffiando” uno strato di bitume preventivamente steso sulla superficie metallica, lasciando poi all’acido il compito di “mordere” la lastra (acquaforte, acquatinta…), o incidendo con sgorbie una tavoletta di legno (xilografia), ma anche disegnando con inchiostro grasso una pietra calcarea, perfettamente levigata, che sfrutta un processo fisico-chimico, quello di repulsione fra acqua e l’inchiostro (litografia). Questo processo litografico si arricchì di un nuovo procedimento che sostituì la pietra con supporti metallici (di zinco prima e di alluminio poi) che, ricoperti con “gelatina” (sensibile alla luce), permisero di riportarvi direttamente immagini fotografiche (fotolitografia); queste “impronte” dirette portarono a un nuovo processo di stampa, in cui l’immagine dalla lastra-matrice (come la pietra litografica) viene riportata su un rullo di gomma (caucciù) e da questo trasferita alla carta (stampa offset).
Oggi, nella “stampa d’arte”, assistiamo ad una nuova evoluzione nel sistema di riproduzione di immagini dalla matrice alla carta, che viene chiamata digigrafia che si avvale di sistemi informatici e si aggiunge alle tecniche tradizionali come la xilografia, l’acquaforte, la litografia… e che io uso in questo progetto – qui esposto – che ho chiamato PANTA REI.
La grafica e i colori del mio lavoro artistico li ottengo con l’ausilio di una “penna” elettronica (che diventa pennello, lapis, pennarello…) su un supporto piano e il software crea un file, la “matrice”, che attraverso la stampa digitale a getto d’inchiostro viene trasferita su carta. Questa tecnica digigrafica, oltre ad offrire il vantaggio di avere il controllo sulla produzione delle stampe, come qualcuno ha detto, è un’alternativa tra l’opera unica e il poster.

Andrea Dami si è diplomato all’Istituto d’Arte di Pistoia e dal 1963 ha partecipato a premi e mostre con disegni, tempere e oli. Dal 1966 ha realizzato anche scenografie, videoinstallazioni e video. Alcune mostre personali: Emozioni e antichi ricordi: castelli e pievi del territorio pistoiese (acquerelli e fotografie), Castello di Larciano, Valencia (Spagna), Bielefeld (Germania); Il nastro d’Arianna (materializzazioni e videosculture), Osteria dei Pellegrini – Monsummano Terme; Andrea Dami per Mozart nel bicentenario della morte (materializzazioni), Centro Mirò – Montecatini Terme; Giardini (materializzazioni), Palazzo Pretorio – Buggiano Castello (Pistoia); Le vie del ferro (sculture sonore), Rocca Paolina – Perugia; L’ombelico del Mondo (sculture sonore), Cripta della Basilica di Santa Croce e stazione ferroviaria di Santa Maria Novella – Firenze; L’ala dell’angelo (con campanacci) (scultura sonora), Museo della gente dell’Appennino pistoiese – Rivoreta (Cutigliano, Pistoia), Sussurri (opera sonora), Rocca Paolina – Perugia; Fantasmi (opere sonore e sculture di metallo), “La Barbagianna – Una casa per l’arte contemporanea” – Pontassieve; Arte al verde (grande scultura sonora), Casa Capecchi – Sarripoli (Pistoia); Angoli di memoria (scultura sonora), Loggia di Piazza – San Marcello P/se; Il lago che non c’è (installazione sonora), San Lorenzo in Ariano – Vinci (Firenze); Il fiore di Leonardo (da Pisa) (scultura sonora), Palazzo Pretorio – Certaldo (Firenze); L’ala dell’angelo (di Michelucci) (scultura sonora, permanente), Casa Studio Venturino Venturi – Loro Ciuffenna (Arezzo); L’arte domanda. Non scaccia i pensieri (opera grafica), Accademia d’Arte – Montecatini Terme; Intersezione 43°56’N – 10°53’EO (installazione sonora), Fabroniana 2009 – Pistoia; Incontri (installazioni sonore, permanenti), “Parco d’arte” – Gualdo Cattaneo (Perugia); Il collezionista di farfalle (opere di metallo), Galleria-libreria Lo spazio – Pistoia; Segni di croce (opere grafiche, fotografiche e piccole sculture), Castello Villa Smilea – Montale; Vibrazioni (installazioni sonore, permanenti), “Parco d’arte” – Gualdo Cattaneo; Presente-passato (installazioni sonore, permanenti), Torre Nord, Castello Villa Smilea – Montale; Segnali (opere grafiche), Casore del Monte (Marliana); Butterfly (opere grafiche), Palazzo Puccini – Pistoia; Farben Colori Kiänge Suoni Schmetterlinge Farfalle (opere grafiche e sculture sonore), Stadtmuseum – Langenfeld (Germania); Fuoriquadro (opere grafiche), “La Barbagianna” – Pontassieve (Firenze); Andrea Dami – Pistoia 80 (fotografie), “ARCHI-TE’” – Firenze e Libreria-Galleria d’arte – Pistoia; Croce sonora (esposizione permanente), Rathaus – Langenfeld; Assenze (opere di carta, di stoffa e sculture sonore), Mac,n - Museo di Arte Contemporanea e del Novecento – Monsummano Terme; Pinocchio e la farfalla rossa (scultura di legno), “Enigma Pinocchio” – Villa Bardini – Firenze.

 

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