Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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I verbi della San Giorgio.

 

Le opere del tempo

23 maggio 2023 - 24 giugno 2023 - Vetrine e spazi espositivi interni

Le opere del tempo: pitture 2018-2023 / Simone Giaiacopi


Inaugurazione con l'artista: giovedì 25 maggio 2023 alle ore 17.30

Invito
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Case quasi in rovina e talvolta invase dalla vegetazione, tessuti in cui scorgiamo i singoli fili dell’ordito e della trama, frutti e ortaggi descritti nella vita di ogni dettaglio: la pittura di Simone Giaiacopi è un catalogo delle forme del visibile, compone cicli che inseguono le opere degli uomini e della natura e che nelle loro geometrie rigorose rivelano le passioni della realtà e dell’immaginazione. Con una stupefacente abilità stilistica, con un senso acuto della materialità delle cose e della pittura stessa, Giaiacopi ci parla di una cura paziente, metodica e amorosa per la superficie e la profondità delle cose e del tempo.

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La pittura di Simone Giaiacopi rivela uno sguardo estremamente contemporaneo sulla realtà, e insieme mantiene un rapporto originale e continuo con la tradizione. Non possiamo pensare oggi nessuno rapporto con il mondo visibile che non sia mediato dai sistemi di riproduzione (e ormai, di creazione) analogici e digitali: la fotografia è ormai un nostro organo sensoriale di percezione. I quadri di Giaiacopi partono sempre da una reinvenzione e da una reinterpretazione di un’immagine fotografica: hanno abbandonato qualunque illusione di approccio immediato alle cose. Al tempo stesso, però, la stupefacente cura pittorica, la passione del dettaglio, l’esattezza di ogni singola pennellata, l’impostazione rigorosa e classica di ogni quadro, con il suo aspetto insieme solenne e amorevole, rivelano una costante rilettura dei grandi maestri del passato e del presente. Questa duplicità sta anche nella scelta dei soggetti: case, tessuti, frutti e ortaggi sono del tutto contemporanei, e hanno anche sempre qualcosa di passato, di antico, addirittura di arcaico. Il tempo che scorre (sia quello che genera e fa crescere manufatti e organismi vegetali, sia quello che li porta alla decadenza) si sedimenta sulle tavole, con la lucentezza degli oli.
La poesia dei quadri di Giaiacopi è questa somma di esattezza e di sovradeterminazione simbolica, di astrattezza e di materialità, di geometria e di concretezza vitale.

[Raffaele Donnarumma]

 

Simone Giaiacopi, nato a Viareggio (LU) nel 1974 ma cresciuto a Massa, in Valdinievole, ha iniziato a dedicarsi alla pittura dopo un dottorato in Chimica all’Università di Pisa, conservando una curiosità anche scientifica per i suoi soggetti. I suoi interessi sono andati al ritratto, al paesaggio rurale e urbano, alla natura morta. In particolare, si è dedicato a cicli in cui ha messo insieme oggetti del lavoro manuale, edifici in abbandono del suo territorio, alberi, frutti e ortaggi, tessuti. In ciascuna di queste serie, c’è qualcosa che ha a che fare con l’esperienza vissuta in prima persona o della sua comunità. Per molti anni la sua tecnica esclusiva è stata l’olio su tavola; di recente, si è avvicinato a una tecnica mista che prevede foto, penne biro colorate, olio. Il grande amore per la resa realistica dei dettagli, incontra nel suo tratto anche a una certa astrattezza, che predilige inquadrature frontali e colloca gli oggetti in spazi vuoti. Il tratto probabilmente più evidente della sua opera è il contrasto fra una resa quasi fotografica e una materia pittorica che a uno sguardo ravvicinato si rivela spessa ed evidente soprattutto nella restituzione di spazi e volumi con qualità diverse di pennellate, ora lisce, ora grumose, ora lucide, ora opache.

 

 

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