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La rassegna della Mediateca

In occasione del suo novantesimo compleanno una selezione di film da (ri)vedere per celebrare una grande attrice che ha fatto la storia del cinema italiano


Monica Vitti compie oggi, 3 novembre 2021, 90 anni ed è con sincero affetto che le facciamo idealmente i migliori auguri di buon compleanno. Alle molte iniziative a lei dedicate in questi giorni, vogliamo aggiungere il nostro contributo, segnalando la possiblità di rivedere alcune tra le sue migliori interpretazioni cinematografiche grazie alle collezioni video della REDOP, la Rete Documentaria della Provincia di Pistoia. La nostra rassegna comincia con i lungometraggi diretti da Michelangelo Antonioni, di cui la Vitti fu una sorta di musa ispiratrice, oltre che compagna prima e amica poi. Dopo, appunto la cosìddetta "Trilogia dell'incomunicabilità" a cui si può associare Deserto rosso, Monica Vitti si allontana progressivamente dalle interpretazioni drammatiche per abbracciare la commedia brillante che caratterizzerà gran parte della sua carriera. Il passaggio a questo genere più popolare, che sfrutta le sue innate doti comiche, avviene nella nostra selezione con il film di Luciano Salce "Ti ho sposato per allegria" recitato in coppia con Giorgio Albertazzi. L'attrice romana viene così diretta, a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta, dai più grandi registi della commedia italiana, affiancando i mattatori del genere - ovvero Ugo Tognazzi, Alberto Sordi, Vittorio Gassman e Nino Manfredi - e divenendo così il quinto componente di questo gruppo di mostri sacri che ha dominato le scene della commedia italiana. Vogliamo segnalare, oltre ai film in rassegna, La cintura di castità (Italia 1967) di Pasquale Festa Campanile con Tony Curtis, Noi donne siamo fatte così (Italia 1971) diretto da Dino Risi con Carlo Giuffré, L'anatra all'arancia (Italia 1975) di Luciano Salce con Ugo Tognazzi e Io so che tu sai che io so (Italia 1982) di e con Alberto Sordi.
Monica Vitti nei suoi quasi quarant'anni di carriera è stata non solo attrice di cinema e di teatro, ma anche doppiatrice, sceneggiatrice, regista e scrittrice (Sette sottane e Il letto è una rosa entrambi usciti negli anni Novanta).

 

L'avventura un film di Michelangelo Antonioni (Italia Francia 1960)
Anna (Lea Massari), figlia di un ambasciatore e fidanzata di Sandro (Gabriele Ferzetti), viene invitata con la sua amica Claudia (Monica Vitti) sullo yacht di un ricco costruttore per una gita nelle vicinanze delle isole Eolie. Sbarcati su un piccolo scoglio, Anna e Sandro intraprendono una discussione, ma quando, a causa dell'avvicinarsi di un temporale, tutti rientrano a bordo dell'imbarcazione, Anna è sparita. Lo yacht deve ripartire a causa dell'imminente tempesta, ma Sandro e Claudia rimangono sullo scoglio per cercarla.
Premio Speciale al Festival di Cannes 1960 e primo episodio della "trilogia".

 

La notte un film di Michelangelo Antonioni (Italia 1961)
Dopo pochi anni di matrimonio, l'amore tra Lidia (Jeanne Moreau) e Giovanni (Marcello Mastroianni) è ormai finito, sprofodato nella noia e in una crescente incomunicabilità. I due coniugi vanno a visitare Tommaso, un loro amico in fin di vita, che trascorre le ultime ore in una elegante clinica. La dolorosa visione dell'uomo porta Giovanni a ricercare una qualsiasi distrazione, mentre Lidia vaga senza meta nella città deserta. La sera i due raggiungono la villa di un industriale che vuole ingaggiare Giovanni per fargli scrivere un libro sulla sua impresa. Giovanni rimane affascinato da Valentina (Monica Vitti), la figlia dell'ospite che annoiata legge in disparte, e finisce per corteggiarla. Lidia, a sua volta, accetta senza grande convinzione le attenzioni di uno sconosciuto, ma si allontana decisamente quando lui si fa più pressante. Durante la festa arriva la notizia della morte di Tommaso e l'alba sorprende Lidia e Giovanni l'uno accanto all'altra, ancor più tristi e disillusi. Nel parco della villa, i due riescono finalmente a parlare apertamente della loro relazione e con un impeto improvviso, quasi disperato, Giovanni abbraccia sua moglie sull'erba.
Antonioni vince l'Orso d'oro al Festival di Berlino 1961 e il David di Donatello come migliore regista, mentre Monica Vitti si aggiudica il Nastro d'Argento come migliore attrice non protagonista.

 

L'eclisse un film di Michelangelo Antonioni (Italia Francia 1962)
Vittoria (Monica Vitti) fugge la noia della vita monotona grazie agli incontri con Piero (Alain Delon), un giovane procuratore di borsa, a cui si è legata da poco. Quando però un ubriaco ruba l'auto di Piero e perde la vita accidentalmente, Vittoria ha modo di constatare il cinico comportamento del giovane procuratore, che si preoccupa principalmente della carrozzeria danneggiata. Dopo uno dei loro incontri, Vittoria viene invitata da Piero ad un ulteriore appuntamento, al quale nessuno dei due si recherà. Un'amara riflessione si va affermando nei giovani, ma sopratutto nella ragazza, ovvero quella di una inesorabile solitudine degli uomini.
Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes 1962 e terzo ed ultimo episodio della "trilogia".

 

Deserto rosso un film di Michelangelo Antonioni (Italia Francia 1964)
Giuliana cade in uno stato di nevrosi depressiva in seguito ad un incidente d'auto e all'assenza del marito. Corrado (Richard Harris), un amico del marito, attratto dalla donna, tenta di aiutarla ad uscire dalla sua solitudine intrecciando con lei una relazione, senza però i risultati sperati. Fallito il tentativo di suicidio, Giuliana continuerà la sua vita in precario equilibrio tra rassegnazione e pazzia.
Alcuni associano Deserto rosso ai tre precedenti con i quali andrebbe a formare una "tetralogia dei sentimenti o dell'incomunicabilità".
Primo lungometraggio a colori nella produzione del regista ferrarese e prima collaborazione con il direttore della fotografia Carlo di Palma che si aggiudica nel 1965 il Nastro d'Argento per la migliore fotografia. Deserto rosso vince il Leone d'oro come miglior film al Festival di Venenzia 1964.

 

Ti ho sposato per allegria un film di Luciano Salce (Italia 1967)
Pietro (Giorgio Albertazzi), un giovane avvocato, e Giuliana (Monica Vitti), una ragazza con un passato abbastanza turbolento, si sposano dopo essersi conosciuti in una festa d'artisti. Nonostante le premesse e l'incapacità di Giuliana d'essere una buona casalinga, il matrimonio sembra andare nel migliore dei modi, tanto che Pietro invita madre e sorella a pranzo. L'incontro, però, va nel peggiore dei modi e la novella sposa provoca un disastro dietro l'altro. Pietro, per nulla impensierito, sembra trovare il massimo godimento in tutte le malefatte della moglie. Tratto dall'omonima commedia teatrale di Natalia Ginzburg.

 

La ragazza con la pistola un film di Mario Monicelli (Italia UK 1968)
Rapita per errore da Vincenzo Macaluso (Carlo Giuffré), una giovane siciliana di nome Assunta (Monica Vitti) si lascia sedurre senza opporre resistenza, poiché segretamente innamorata di lui. Il giorno dopo, l'uomo decide di partire per il Regno Unito al fine di evitare le conseguenze, fuggendo di fronte alle sue responsabilità. Assunta, ferita nell'orgoglio, lascia il paese armata di pistola per difendere il suo onore. Essa trova l'indirizzo di Vincenzo, ma questi riesce a sfuggirle. Un giorno Assunta riconosce il suo seduttore nelle vesti di un portabarelle di un ospedale e lo segue. Svenuta alla vista di un'operazione, la giovane viene aiutata da un dottore che si prende cura di lei, tanto che riesce a cambiare la mentalità della ragazza convincendola a studiare e a lavorare. Colpito da questo cambiamento, ora è Vincenzo che vuole sposarla. Assunta finge di accettare e, dopo una notte con lui, lo abbandona per tornare dal dottore inglese.
Nastro d'Argento e David di Donatello 1969 a Monica Vitti come migliore attrice protagonista.

 

Dramma della gelosia un film di Ettore Scola (Italia Spagna 1970)
Oreste (Marcello Mastroianni), un muratore romano, sposato con una donna molto più anziana di lui, conosce la procace Adelaide (Monica Vitti) ad una manifestazione politica e s'innamora subito di lei. L'amore di Oreste per la giovane donna è pienamente ricambiato fino a quando lei non conosce Nello (Giancarlo Giannini), un bel pizzaiolo toscano. La donna, attratta allo stesso modo da entrambi gli uomini, cerca di dividersi equamente tra i due, gettando, però, Oreste in uno stato di disperata gelosia. Quando Adelaide decide di sposare Nello, Oreste ne rimane sconvolto e uccide involontariamente la sua ex amante. Condannato a cinque anni, grazie all'attenuante della seminfermità mentale, il muratore, scontata la breve pena, ritorna in libertà ormai in preda a una forma di delirante follia.
Premio a Marcello Mastroianni al Festival di Cannes 1970 come miglior interprete maschile.

 

Ninì Tirabusciò, la donna che inventò la mossa un film di Marcello Fondato (Italia 1970)
Una giovane romana, Maria Sarti (Monica Vitti), sogna di diventare una vera attrice di teatro. Dopo alcune infelici esperienze artistiche, s'improvvisa cantante in un cabaret di Napoli. Con la canzone "Ninì Tirabusciò" e un movimento d'anca che manda in visibilio il pubblico, la "mossa", Maria diventa la nuova stella del varietà, ma scandalizza i benpensanti fino a subire un processo per oscenità dal quale esce assolta. Trasferitasi in seguito a Torino, la donna è oggetto dell'amore di un giovane ufficiale e, ad una festa, viene provocata da una dama dell'aristocrazia che Maria sfida a duello, guadagnando l'attenzione dei giornali. In cerca del vero amore e, in qualche modo, di rinnovamento artistico, Maria si unisce, infine, a un gruppo di futuristi, salvo poi abbandonarli, delusa, per esibirsi di fronte ai soldati in partenza per il fronte, con la sua celebre "mossa".
David di Donatello 1971 a Monica Vitti come migliore attrice protagonista.

 

Teresa la ladra un film di Carlo Di Palma (Italia 1973)
Teresa, nata da una famiglia numerosa, abbandona la casa paterna per cercare lavoro. Lasciati dieci posti in sette anni, finisce per fare la sguattera a casa del capostazione, il cavalier Nardecchia a Campo di Carne. Qui ha un figlio, ma non riesce a sposarne il padre se non diversi anni dopo. Questi, convinto fascista, muore nel corso dello sbarco degli Alleati in Sicilia e  Teresa decide di trasferirsi a Roma, dove è costretta purtroppo a vivere di espedienti. Finita in prigione nell'imminenza della "Liberazione", quando ne esce tenta inutilmente la fortuna in giro per l'Italia del dopoguerra. Tornata di nuovo nella Capitale, finisce in carcere e poi addirittura in manicomio. Invecchiata e sfiduciata, fa ritorno nella natìa Anzio alla ricerca di un po' di serenità.

 

Polvere di stelle un film di Alberto Sordi (Italia 1973)
Roma 1943. La soubrette Dea Dani e il comico Mimmo Adami sono sposati e guidano una scalcinata compagnia d'avanspettacolo. Dopo l'armistizio, gli uomini della compagnia vengono imprigionati dai fascisti, ma Dea, concedendo le proprie grazie a un federale, ne ottiene la liberazione. Anziché esibirsi a Venezia davanti alle "camicie nere", a causa dell'intervento dei partigiani che dirottano la nave, la compagnia si ritrova a Bari ad allestire uno spettacolo per le truppe alleate. Lo spettacolo "Polvere di stelle" nel famoso teatro "Petruzzelli" ha grande successo e Mimmo e Dea vivono il loro sogno di gloria. Ma gli eventi riportano i teatranti alla dura realtà e, grazie alla liberazione di Roma, importanti compagnie di varietà giungono a Bari. Delusi, i due coniugi, sono costretti a tornarsene nella Capitale a cercare, invano, scritture degne di loro.
David di Donatello 1974 a Monica Vitti come migliore attrice protagonista.

 

La Tosca un film Luigi Magni (Italia 1973)
14 giugno 1800, il giorno della battaglia di Marengo, il patriota lombardo Cesare Angelotti evade dal carcere di Castel Sant'Angelo e si rifugia nella chiesa di Sant'Andrea, dove il pittore Mario Cavaradossi, di tendenze giacobine, sta lavorando ad un affresco. Costui, che è l'amante di Floria Tosca, famosa cantante, nasconde Angelotti in una casa di campagna. Sfruttando abilmente la gelosia di Tosca, il barone Scarpia, reggente della polizia pontificia, scopre il rifugio del patriota, che per non consegnarsi ai gendarmi si uccide. Per averlo protetto, Cavaradossi è arrestato e condannato a morte. Sentendosi colpevole, Tosca, rinchiusa anche lei a Castel Sant'Angelo, sta per concedersi a Scarpia in cambio della vita dell'amato, ma, ottenuto un salvacondotto per due, e l'assicurazione che Mario sarà fucilato per finta, uccide il barone. Cavaradossi viene invece fucilato sul serio, per cui Tosca, disperata, si getta dagli spalti del castello.

 


 

 

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