Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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L'incipit della settimana - 2146

Passati i venti metri, l'acqua diventa pesante.
Ti schiaccia verso il fondo lentamente, poi accelera. Il corpo si dispone verso il basso. Testa all'abisso, piedi alla luce della superficie. Si scende come i paracadutisti prima di sganciare il paracadute. Le braccia leggermente scostate dai fianchi, le gambe appena aperte. Si chiama caduta liberà perché dopo i venti metri l'acqua non è più la stessa cosa. La sua densità, il fatto di stare a galla, tagliarla in due con la prua della canoa sono leggi della fisica che appartengono a un altro mondo. A una certa profondità le macchie di alghe e roccia diventano strane come le nuvole, ma non le nuvole bianche che attraversano la baia nei cieli di settembre. Nuvole al crepuscolo, scure e gonfie su un cielo impenetrabile. Il mare al rovescio. Non c'è resistenza. Invece di galleggiare, si affonda. Invece di annegare, si vola.

Una comunità risorge dalle acque che l'hanno sommersa e si ingegna per sopravvivere in quel mondo apocalittico; i giovani si fanno esploratori delle profondità marine e gradualmente conquistano una quotidianità fatta di relazioni sociali, innamoramenti, ore trascorse a scuola. Ma il nemico incombe e potrebbe arrivare, a bordo delle sue navi, in qualsiasi momento.

2146 di Marco Marmeggi, Einaudi Ragazzi, 2020

Altri consigli di lettura sono disponibili alla pagina L'incipit della settimana

 

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