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In piccioletta barca: la vita e la Commedia di Dante nei libri per ragazzi

 

O voi che siete in piccioletta barca,
desiderosi d’ascoltar, seguiti
dietro al mio legno che cantando varca,
tornate a riveder li vostri liti:
non vi mettete in pelago, ché forse,
perdendo me, rimarreste smarriti. (Paradiso, Canto II)

Rassegna bibliografica - Atrio d'ingresso - 13 settembre - 27 novembre 2021


Quanta acqua è passata sotto i ponti, quante miglia di distanza ha solcato la piccioletta barca con la quale Ettore Janni, nel lontanissimo 1921, per primo si cimenta nella narrazione celebrativa della figura di Dante. E' a questo autore che possiamo far risalire, infatti, il primo approccio mediato alla Divina Commedia, e la ripresa degli studi per avvicinare l’infanzia a un pilastro della nostra identità nazionale. In quegli anni, ricorda Sabrina Fava, si insisteva su una “ narrazione celebrativa e nazionalistica della figura di Dante ritenuto “figlio glorioso” della nazione che “non fu mai avvolto dall’ombra” della dimenticanza “perché aveva le ali della Poesia che lo portavano” (Janni, 1921).
Il medesimo tono, per lo più propenso a esaltare le virtù e a deprecare i vizi umani, si registra nella narrazione del viaggio “in piccioletta barca” - per l’appunto - compiuto da Dante e Virgilio nel regno degli inferi, dove le scelte operate mettono in risalto di preferenza i personaggi pubblici, coloro che hanno lasciato tracce imperiture di se stessi nella storia ufficiale."

Un anno dopo, con il suo Dante dei piccoli, Dino Provenzal pubblica un nuovo adattamento della Divina Commedia che resterà in catalogo, con varie edizioni, fino agli anni Sessanta. Qui la narrazione procede in forma dialogica con il racconto garbato e semplice dei passi del poema da parte di uno zio esperto di Dante, sollecitato dalle domande e dalla curiosità dei propri nipoti.

L’ esigenza di alfabetizzazione e divulgazione dell'opera di Dante che muove da questi primi adattamenti e trasposizioni, dalle successive riduzioni per i bambini della scuola elementare che nella maggior parte dei casi non avrebbero avuto accesso alla conoscenza della Divina Commedia, limitandosi ad una conoscenza per sommi capi e all’acquisizione a memoria di alcuni dei passaggi più conosciuti, subisce un cambiamento molto significativo alla metà del '900, quando si fa avanti l'idea di un possibile intrattenimento attraverso l'opera dantesca.

Sarà così che la Divina commedia passerà anche negli ingranaggi del fumetto. Nel ‘49 esce infatti L’Inferno di Topolino, la prima delle grandi parodie Disney, ad opera di Guido Martina (testi) e Angelo Bioletto (disegni): 73 tavole reinventate in una spericolata riscrittura in terza rima che mescola versi originali e versi ispirati alla contemporaneità da 'il professore’ della Disney Italia, che trasporta nell'universo disneyano le grandi personalità e i luoghi di maggior rilievo dell'universo dantesco. Un filone, quello del fumetto, che, con risultati diversissimi (alcuni dei quali irrispettosi della bellezza originaria del testo), giunge fino ai giorni nostri, come documentano, in mostra, il manga monumentale di Go Nagai, in bianco e nero, che segue fedelmente il viaggio dantesco, quello di Seymour Chwast, grande designer statunitense, con il suo Dante in impermeabile, cappello occhiali e pipa, più somigliante a un detective di Raymond Chandler che al divin poeta, o alle strisce comiche della Divina Commedia a fumetti di Marcello Toninelli.

Il panorama editoriale italiano offre oggi molte opportunità di lettura a bambine e bambini che vogliano accostarsi alla Divina Commedia, anche per la tendenza dell’editoria italiana a sfruttare commercialmente anniversari e ricorrenze, e a rifugiarsi, spesso, nell’adattamento dei classici. In genere, è evidente il tentativo di svecchiare Dante e di avvicinarlo alla sensibilità dei piccoli lettori, e fortunatamente, ci sono opere che riescono a conciliare la complessità del testo dantesco con l'esigenza di intrattenimento che è tipico di un'educazione alla lettura del bambino, la dimensione della piacevolezza. “ La questione non è più soltanto di intelligenza, di capacità di comprensione, ma soprattutto - sostiene Antonelli - di affabulazione. Prima di parlare di Dante e del suo poema, bisogna trovare il modo di conquistare l’interesse di chi legge.”

Assieme ad opere di più breve respiro, spesso proprio per la contingenza da cui sono nate, troviamo perciò diversi adattamenti fatti da bravi scrittori nell’ottica di avvicinare futuri lettori e lettrici ai temi dell’opera, sia tentativi riusciti di riduzione e resa in versi, che sensibilizzano l’”orecchio acerbo” alla fruizione del testo poetico.

La rassegna bibliografica presenta una selezione dei libri usciti più di recente, e a nostro giudizio meritevoli di considerazione, tra i tantissimi titoli dedicati a Dante nell’occasione di questo centenario: parafrasi e riscritture, riassunti e Commedie destinate ai bambini, riduzioni in versi, ricostruzioni e racconti favolistici di vicende e personaggi legati a Dante, versioni satiriche e a fumetti, testi dedicati a temi particolari della Commedia, opere di fantasia con richiami danteschi. Tutte opere per le quali vale comunque la pena di ricordare quanto Paolo Di Paolo chiarisce nel suo racconto de La Divina Commedia (Junior, 2015):

“Non dovete pensare - dice l’autore rivolgendosi ai lettori - che queste pagine siano sostituibili all’originale. Questa è solo la porta di ingresso, il viaggio vero e proprio va fatto attraverso i versi di Dante, la loro complessità, la loro musica”.

 

 

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