Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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I verbi della San Giorgio.

 

Fake news: cosa sono e come posso riconoscerle?


La pubblicazione e diffusione di notizie false è diventata in questi anni un fenomeno dilagante, capace di danneggiare gravemente tutti, influenzare l'opinione pubblica su temi importanti come la salute e la sicurezza, condizionare la politica, distruggere la reputazione di figure pubbliche e non solo.
Si tratta di un tema di cruciale attualità, che riguarda tutti i cittadini e che tocca un principio cardine delle nostre società democratiche: il diritto a una corretta informazione. Sappiamo distinguere il vero dal falso? Cosa comporta condividere notizie false in rete? Come si fa a fermare la diffusione di bufale online?  Il percorso di appronfondimento è volto a insegnare a riconoscere le notizie false, individuarne le fonti, indagare sulla veridicità delle stesse, sviluppare uno spirito critico legato alla consapevolezza delle opportunità e dei potenziali rischi di applicazioni e social media e alle problematiche legate alla validità e all'affidabilità delle informazioni disponibili.

Il modulo, rivolto alle classi della scuola secondaria di primo grado, rientra nell’ambito del progetto BILL (Biblioteca della legalità) a cui la Biblioteca San Giorgio aderisce dal marzo 2020. I testi selezionati, come quasi tutti quelli suggeriti nella bibliografia sul tema proposto, fanno parte del corpus dei 200 titoli che compongono la BILL.

In previsione dell'incontro del 15 marzo 2021 con Daniele Aristarco, è necessario leggere il suo libro Fake: non è vero ma ci credo (Einaudi Ragazzi, 2018)

Fake news, di Gérald Bronner, illustrazioni di Jean-Paul Krassinsky. Sonda, 20
“Fake news”, è un fumetto nella sua parte portante, ma è introdotto e seguito da contributi scritti del giornalista informatico Paolo Attivissimo, del segretario nazionale del Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze) Massimo Polidoro e di Davide Vandermeulen, che è ideatore e direttore della collana in cui si inserisce il libro. Gérald Bronner è professore di sociologia all’università Paris Diderot, studioso di diverse forme di complottiamo e autore di molte pubblicazioni, mentre Jean-Paul Krassinski è disegnatore e sceneggiatore.

Riconoscere le fake news in classe: percorsi per una comunicazione consapevole in rete , di Maria Cecilia Averame. Pearson, 2018
Web, social network, messaggistica istantanea, giochi online, informazioni, media literacy: internet arriva ad adulti e ragazzi con una forza dirompente. Non solo tramite computer, ma anche tablet e smartphone, con un utilizzo quotidiano sempre più disinibito e incontrollato. La capacità di un individuo di partecipare alla vita online è considerata una vera e propria cittadinanza digitale e, come quella tradizionale, comporta diritti e doveri, competenze e conoscenze necessarie per rapportarsi agli altri. Lo studente, a partire dal termine del primo ciclo di scuola superiore, deve acquisire "buone competenze digitali, usare con consapevolezza le tecnologie della comunicazione per ricercare ed analizzare dati e informazioni, per distinguere informazioni attendibili da quelle che necessitano di approfondimento, di controllo e di verifica e per interagire con soggetti diversi nel mondo". Ma a questa naturalezza dell'approccio tecnologico spesso non segue una competenza nell'uso e nel discernimento di come questo flusso di dati arriva ai ragazzi. Quali sono le fonti che generano informazione? Come è possibile giudicare l'autorevolezza di questo o quel canale non ufficiale? Quali tecniche sono utilizzate in rete, consciamente o meno, per affermare la superiorità delle proprie idee a danno di quelle degli altri? "Riconoscere le fake-news in classe" parte da queste e altre domande pratiche per gettare un ponte tra cultura digitale e retorica classica, tra fact-checking e fallacie della comunicazione, mostrando come sia necessario, per insegnare a muoversi nel digitale con competenza ed attenzione, avere una conoscenza tanto della tecnologia quanto del pensiero umano e dei suoi meccanismi.

Fake news: cosa sono e come imparare a riconoscere le notizie false , di Michelangelo Coltelli, Noemi Urso. Cesati, 2019
M. Coltelli è fondatore di BUTAC-Bufale un tanto al chilo, uno dei blog di fact-checking più letti in Italia, insieme al suo braccio destro Noemi Urso. Il libro segnala strumenti e luoghi del web a cui affidarsi per verificare i fatti e vederci più chiaro.

Fake news: sicuri che sia falso? Gestire disinformazione, false notizie e conoscenza deformata, di Andrea Fontana. Hoepli, 2018

Penso, parlo, posto: breve guida alla comunicazione non ostile , di Carlotta Cubeddu e Federico Taddia . Il castoro, 2019
Fake news, haters e cyberbullismo sono termini ormai entrati nel vocabolario comune. Soprattutto in quello dei ragazzi, che sono molto spesso le prime vittime dell’uso improprio dei mezzi virtuali e del linguaggio. Partendo dal Manifesto della comunicazione non ostile dell’associazione Parole O_Stili, questo libro tratta tutti i nodi della comunicazione online e offline e accompagna i giovani lettori verso una comunicazione più eticamente corretta e consapevole per oggi e per il domani. Attraverso schemi, domande, spunti ed esempi su come affrontare le situazioni più frequenti, questo libro vuole porsi come testo di riferimento per i ragazzi, ma anche per genitori e educatori.

Far web. Odio, bufale, bullismo: il lato oscuro dei social
, di Matteo Grandi Rizzoli, 2017
Insulti, discriminazioni di ogni genere, misoginia, istigazione alla violenza, omofobia, fake news dal retrogusto razzista e anti-scientifico, revenge porn. Solo per citare le manifestazioni più evidenti. Non c'è alcun dubbio che la Rete, in particolare con i social media, sia diventata un luogo nel quale scaricare rabbia e frustrazioni senza sensi di colpa, in cui attaccare ferocemente personaggi pubblici o emeriti sconosciuti con la sola colpa di avere opinioni diverse. A monte di questa valanga di fango sembra esserci l'idea che Internet sia una zona franca, un Far Web in cui non esistono regole, in cui vige l'impunità e dove è legittimo e pratico farsi giustizia da sé. Ma è poi davvero colpa della Rete se la gente odia? Siamo veramente disposti a mettere in gioco la nostra libertà d'espressione per portare avanti una crociata indiscriminata contro l'odio online? Qual è, in questa partita, il ruolo che giocano le diverse piattaforme? Quanto incide su certe derive la mancanza diffusa di educazione digitale? E qual è il quadro normativo a cui fare riferimento oggi? In questo saggio pop brillante e ricco di esempi tratti dalla cronaca recente, Matteo Grandi, una delle voci più influenti del web, indaga da vicino il fenomeno dell'inquinamento della Rete in tutte le sue manifestazioni, per spiegarci di cosa parliamo quando parliamo di odio e social media.

#iocredoallesirene.Come vivere (e bene!) in un mare di fake news, di Andrea Fontana, Hoepli, 2017
E se le fake news non esistessero, ma fossero piuttosto i nostri cervelli a essere fake? Questo agile saggio ribalta il tema delle 'false notizie' e della post-verità, affrontandolo da un altro, radicale, punto di vista. Viviamo in una condizione sociale fatta di finzione positiva e siamo noi a creare un mare di 'informazione falsata' senza nemmeno accorgercene. Le fake news non sono solo sinonimo di imbroglio ma, oggi più che mai, anche sintomo di una serie di ansie apicali legate alla nostra contemporaneità, dispersa su più piattaforme di conoscenza e dominata dalle logiche dei deep media. Abbiamo quindi la necessità di capire le nuove regole di questo gioco e sviluppare competenze per stare in una dimensione comunicativa in cui la contro-fattualità diventa pratica di vita online e offline. Che ci piaccia o no, dobbiamo imparare a vivere in mondi dove esistono le Sirene.

Il falso e il vero. Fake news: che cosa sono, chi ci guadagna, come evitarle, di Gabriella Jacomella. Feltrinelli, 2017
Tutti gridano alle fake news, o altrimenti dette bufale. Ma cosa sono esattamente? C'è chi accusa i giornali e i mass media di essere "finti" (Trump e dintorni), e c'è chi pensa che solo loro possano salvarci dalle bufale. La verità è che le bufale (o, meglio, la "cattiva informazione") rischiano di annidarsi un po' ovunque. Le bufale esistono da sempre: dalla Donazione di Costantino (con la smentita di Lorenzo Valla, il primo degli "hoaxbusters") alla Guerra dei Mondi di Orson Welles. Già nell'Ottocento c'era chi si inventava gli scoop sugli alieni per vendere più copie dei giornali (The Great Moon Hoax). E che vogliamo dire del mostro di Loch Ness? Ci sono state bufale scientifiche, bufale burlone, e bufale più pericolose, come i Protocolli dei Savi di Sion. Qualcosa, però, è cambiato nell'era di Internet: la rapidità di creazione e diffusione delle bufale e degli scherzi. Un gruppo di ricercatori (quasi tutti italiani) ha realizzato delle mappe che tracciano la diffusione delle bufale su Twitter, dimostrando che ci vogliono dalle dieci alle venti ore perché la smentita "raggiunga" la notizia falsa. E non è neanche detto che chi ha letto la bufala poi legga anche la sua correzione. Una bella differenza rispetto al tempo in cui, per avere una notizia, bisognava aspettare i giornali o i telegiornali della sera! E immaginate la fatica di un giornalista che ha pochi minuti a disposizione per capire se la notizia è da pubblicare, o se è solo l'invenzione di un mitomane. Dagli attentati ai "morti famosi", i casi in cui la fretta è cattiva consigliera sono tantissimi.

Anime elettriche. Riti e miti socia
l, di Ippolita. Apogeo, 2016
Le nostre identità digitali sono composte da sentimenti e informazioni sempre più strettamente intrecciati tra loro. Quando condividiamo via web ci sentiamo al contempo gratificati e più informati. Sempre presenti e a contempo proiettati altrove, siamo come anime elettriche in estasi permanente. Perché nella ribalta mediatica dei servizi gratuiti, dove ci esercitiamo nella disciplina della pornografia emotiva, si disegna una diversa unità tra mente e corpo. Ci troviamo in uno spazio continuo di sollecitazioni e senza accorgerci siamo alla mercé di un potere dopante e manipolatorio. Ma la partita è tutta da giocare. Con uno sguardo antiproibizionista Ippolita fa un nuovo giro dietro le quinte della società del controllo, alla ricerca di via di fuga e strategie di autodifesa



Documenti

Manifesto della comunicazione non ostile
Come diventare detective antibufala, di Paolo Attivissimo
Il cercatore di fake news 
-Tra le risorse Open di MLOL invece segnaliamo Il disinformatico, un podcast del blogger Paolo Attivissimo che da anni sulla rete 3 della Radio Svizzera Italiana offre “consigli, avvisi e trucchi per vivere indenni i rischi del web e delle tecnologie informatiche” impegnandosi anche a scovare fake news , bufale e leggende metropolitane. Un ascolto utile per capire come queste notizie nascano e si diffondano
Come riconoscere le fake news

Risorse web

Se incontrando una notizia online volete verificare rapidamente se si tratta di una bufala ed eventualmente smascherarla, esistono siti e blog “specializzati”:

Butac-Un tanto al chilo
Si occupa della lotta alla falsa informazione con post attuali e in continuo aggiornamento, fra i quali è facile trovare l’eventuale smentita delle notizie che vi insospettiscono. Visto che uno dei primi criteri per verificare la veridicità di una dichiarazione o di un’informazione è accertarsi dell’attendibilità della fonte, anche la blacklist di Butac può tornare utile. Raccoglie (e permette di ricercare) tutti i siti italiani di disinformazione, pseudogiornalismo, pseudoscienza o pseudomedicina oltre che di notizie false e se la vostra notizia proviene da uno di essi di certo c’è poco da fidarsi.

Bufalopedia. Un catalogo di indagini e risorse antibufala
Un blog, o per meglio dire, un catalogo (come lo chiamano gli stessi autori) di indagini antibufala compilato da Paolo Attivissimo in collaborazione con Elena Albertini. Paolo Attivissimo è uno storico giornalista e consulente informatico, traduttore tecnico, divulgatore scientifico, cacciatore di bufale, studioso della disinformazione nei media.

Bufale.net
Allarmismo, bufale, disinformazione su Facebook e su Internet. Bufale.net cercherà di smascherarle fornendo ai lettori lo spunto per capire se una notizia è alterata, falsa, presentata in maniera diversa...insomma una BUFALA.

Debuking
Bufale e dintorni, ovvero notizie false, ingannevoli, phishing, scam, spam. Servizio di debuking e informazione gratuito

Debunking.it
Diffondere le bufale è inutile, irrazionale e in alcuni casi, pericoloso. Debunking.it cercherà di porre un occhio anche su notizie false e disinformazione.
L'Associazione Factchekers, un gruppo di giornalisti, ricercatori, sviluppatori web ed esperti di social media, ha sviluppato la Guida galattica per esploratori di notizie e il Quiz interattivo- Sai distinguere una notizia vera da una falsa

Valigia blu
Collettivo di analisi del giornalismo che cambia, con riflessioni e materiale utile sulla comunicazione e l’informazine online e offline. Senza pubblicità e al servizio della community

Cicap
Sito del CICAP, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, un'associazione di promozione sociale, scientifica ed educativa, che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze, del paranormale, dei misteri e dell'insolito con l'obiettivo di diffondere la mentalità scientifica e lo spirito critico. Il CICAP nasce nel 1989 per iniziativa di Piero Angela e di un gruppo di scienziati, intellettuali e appassionati.

Il blog di Davi Puente
Blog del giornalista David Puente responsabile del progetto Fact-checking di Open.online.

Scienzainrete
Giornale online sulla ricerca scientifica di Zadig, in collaborazione con il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica. Oltre alla divulgazione, Scienza in rete segue con attenzione alcuni temi, come la politica della ricerca, la salute, l’ambiente, etica e nuove tecnologie. Con una rubrica Vero o falso sui temi controversi

Scientificast
 E’ stato il primo podcast indipendente a tema scientifico in Italia. Fondato nel 2007 si propone di diffondere la cultura scientifica, rivolgendosi soprattutto a coloro che ne sono più lontani e adottando uno stile divulgativo semplice, divertente ma rigoroso.

Dataroom di Milena Gabbanelli
Dataroom è la rubrica di data journalism di Milena Gabanelli: inchieste e approfondimenti per spiegare i fatti con l'ausilio di dati e nuove tecnologie

Risorse web - Video e webinar

Video Andrea Vico, Fake news e buone fonti

Webinar Dalle bufale alla realtà: il ruolo della scienza nella vita quotidiana, di Luca Perri


Testi di approfondimento per ragazzi

Cacciatori di bufale: come riconoscere e smascherare le notizie infondate e le leggende metropolitane nella realtà e nel Web, di Fulvia Degl'Innocenti e Chiara Segré Sonda, 2017
Fulvia Degl’Innocenti, autrice di molti romanzi e albi illustrati, alcuni dei quali tradotti anche all’estero, e Chiara Segré, biologa che da anni si occupa di divulgazione scientifica, anche lei con all’attivo romanzi, saggi e albi che hanno ricevuto premi e riconoscimenti. La loro è una vera e propria guida per smascherare le fake news, suddivisa in due parti: nella prima vengono analizzate le false notizie più note e curiose, spiegandone la nascita, la diffusione, in un viaggio nel tempo. Dalla costruzione delle piramidi alle catene di sant’Antonio, dai fantasmi alle foto false, con dimostrazioni che si basano sui documenti storici per far comprendere dove sta la verità. Nella seconda parte è il lettore a essere invitato a “scendere in campo” come un vero e proprio investigatore e cacciatore di fake news: qui vengono forniti gli strumenti per riconoscerle, con tanto di esperimenti per ricrearle. Con una particolare attenzione a quanto gira in rete e con indicazioni di siti che hanno smascherato varie bufale. Divisa in due parti, una teorica e una pratica, una guida per smascherare le fake news nel web Età 11-13 Recensito da Rotondo Fernando in LiBeR n. 115, p. 7

Penso parlo posto, di Federico Taddia e Carlotta Cubeddu, Illustrazioni di Gud - In collaborazione con Parole O_Stili. ll Castoro, 2019
Un libro che, partendo dal Manifesto della comunicazione non ostile dell’associazione Parole O_Stili, introduce a un percorso pratico per rivoluzionare il linguaggio online e offline, e a costruire una comunicazione più eticamente corretta e consapevole per il domani. Una guida ricca di illustrazioni, fumetti, schemi, domande ed esempi reali per mettersi in discussione e cambiare il mondo, una parola alla volta. Si può ascoltare la presentazione al link https://www.raiplayradio.it/audio/2019/07/Penso-Parlo-Posto-Breve-guida-alla-comunicazione-non -ostile-e25ce82b-c38d-4ecb-814f-f3bc213ad261.html

The game: storie del mondo digitale per ragazzi avventurosi, a cura di Alessandro Baricco Feltrinelli, 2020
Tra mappe da decifrare e arcipelaghi da esplorare, isole sconosciute e città in continua evoluzione, Alessandro Baricco, con un linguaggio semplice e ironico, guida i giovani lettori in un viaggio avventuroso alla scoperta di quello che c'era prima e di come tutto è stato creato. Se hai una mappa del posto in qualche modo ti salverai. Il Game è un territorio che abbiamo fondato, dove ci ritroviamo quando usiamo uno smartphone, scarichiamo una app o giochiamo a un videogame. Sembra un luogo divertente nel quale entrare e da cui uscire tutte le volte che vogliamo, ma le sue regole non sono così semplici. Per abitarlo senza paura e migliorarlo, lo navigheremo dagli anni della sua fondazione fino alle soglie del futuro. Scopriremo come lo abbiamo generato e ci prepareremo così alla prossima mossa. Siete pronti a partire?

E se nessuno mi becca? Breve trattato di etica per ragazzi, di B. Weinstein, Il castoro, 2013
Ci sono domande a cui è difficile trovare risposte convincenti: che fare quando a comportarsi male sono i genitori? Quando si può non rispettare una promessa? Bisogna essere sempre sinceri, a costo di essere brutali? Posso lasciare la mia ragazza con un'email? Piccole questioni, situazioni quotidiane che ogni ragazzo si trova ad affrontare, ma che possono e devono essere fonte di crescita personale. Partendo da cinque principi pratici, con tantissimi esempi concreti a casa, a scuola, con gli amici, questo libro mira a guidare i ragazzi verso la costruzione di una convivenza più rispettosa e serena con gli altri ma anche, e soprattutto, con se stessi. Per diventare adulti nel senso più nobile del termine, senza necessità di scorciatoie. Età di lettura: da 11 anni.

Spia nella rete, di Riccardo Meggiato. Apogeo, 2017

Tienilo acceso: posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello, di Vera Gheno e Bruno Mastroianni. Longanesi, 2018


Letture

L’anno in cui imparai a raccontare storie di Lauren Wolk. Salani, 2018
Ambientato nel 1943, all'ombra delle due guerre, è il racconto di una ragazzina alle prese con situazioni difficili ma vitali: una nuova compagna di classe prepotente e violenta, un incidente gravissimo e un'accusa indegna contro un uomo innocente. Annabelle imparerà a mentire e a dire la verità, perché le decisioni giuste non sono mai facili e non possiamo controllare il nostro destino e quello delle persone che ci sono vicine, a prescindere da quanto ci impegniamo. Imparerà che il senso della giustizia, così vivo quando si è bambini, crescendo va difeso dalla paura, protetto dal dolore, coltivato in ogni gesto di umanità. Età di lettura: da 12 anni.

L' arte di sparare balle, di Jordan Sonnenblick ; traduzione di Sara Reggiani. Giunti, 2011
San Lee è un adolescente con qualche problema: tanto per cominciare, è di origine cinese; la sua vita è stata tutta un trasferirsi da una città all'altra, da una scuola all'altra; lui e sua madre vivono in grande povertà e la madre si affanna a lavorare ore extra come infermiera. Quando San arriva nell'ennesima nuova scuola, si chiede chi dovrà essere stavolta, a quale modello ispirarsi per essere accettato. L'ispirazione gli viene quando l'insegnante di studi sociali assegna una ricerca sulle religioni orientali, Zen compreso. E dato che San ha già studiato un po' di questa roba in una scuola precedente, ci fa un figurone. Soprattutto fa colpo su Woody, una ragazza molto particolare e fuori degli schemi che comincia a guardarlo con ammirazione. Così, quasi senza volerlo, San si ritrova a essere considerato un Maestro Zen da buona parte della scuola e si vede costretto a recitare una parte sempre più difficile.

In equilibrio perfetto, di Zita Dazzi, Sinnos, 2016
Amanda ha 16 anni e un bel po’ di problemi: una mamma gravemente malata, un padre inaffidabile che la fanno sentire sola. Amanda è un’ adolescente e - come volte accade - è poco empatica e molto concentrata su se stessa. Amanda è innamorata di Luca, bello e imprendibile, irresistibile: ma è davvero così in gamba? E poi c’è Bruto. Il solito secchio scontato? Nello spazio di pochi mesi , passando attraverso delusioni, sofferenze, casi di cyberbullismo, ma anche scoperte, e affetti forti e inattesi, Amanda cresce e impara a scegliere e a comprendere. A non farsi imbrogliare e a dare valore a scelte e persone “giuste”, a perdonare e comprendere.

Pizzagate, racconto di Fabio Geda, in Parole ostili: 10 racconti a cura di Loredana Lipperini. Laterza, 2020

Gli ultimi giorni dell’umanità, racconto di Giuseppe Genna, in Parole Parole ostili: 10 racconti a cura di Loredana Lipperini. Laterza, 2020

 

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