Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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I verbi della San Giorgio.

 

Alphabetodilallo

La scrittura è fatta di lettere, e sia. Ma di che cosa sono fatte le lettere?
(Roland Barthes, Lo spirito e la lettera)

 

Invito
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Vetrine e Spazio espositivo  - 24 giugno - 26 agosto 2017


Inaugurazione sabato 24 giugno 2017, ore 17 - Auditorium Terzani

In mostra oltre cinquanta disegni che compongono l'Alphabetodilallo: lettere dell'alfabeto, " fortezze d'inchiostro che si stagliano contro il 'cielo mutevole del linguaggio' - scrive Di Lallo -  che vengono reinventate, ridisegnate, proprio per evitare che si dissolvano nella quotidiana ripetizione. Ogni lettera - sostiene l'artista - può invece avere una vita plurima. Dal modo in cui le guardo, esse possono assumere il carattere di oggetti riconoscibili o di frammenti fantastici. La loro rappresentazione può essere arricchita e non impoverita da una trasformazione. E il gioco della trasformazione può avvenire con una sovrapposizione, un intrigo o un'accumulazione di segni. Ciò che importa è che la lettera sia sempre leggibile. Il suo contorno, il suo profilo e la sua sagoma possono sfumare, ma non devono smarrirsi".
La mostra è arricchita da disegni, libri d'artista, libri oggetto, pezzi unici, materiale documentario che danno conto della poliedrica attività di Lino Di Lallo.

"Il principio era il Colore. Poi è stato il Verbo. La parola ha cercato di dire l'infinita meraviglia dei colori che "fanno" il mondo, di reinventarli, evocarli, raccontarli, surrogarli, tentando eroicamente un equivalente fatto di analogie e metafore. Per Lino Di Lallo tra Colore e Parola, tra Arte e Letteratura non c'è opposizione, ma integrazione, corrispondenza d'amorosi sensi: la loro congiunzione astrale produce cortocircuiti fantastici, ininterrotti cimenti dell'armonia e dell'invenzione.
Prima di corrispondere a un suono, ogni lettera è disegno, è una micropittura, un concentrato di possibilità. Di Lallo usa le lettere come prismi. Colpendole, la luce si scompone rivelando inesauribili tesori cromatici, che si compongono in una fuga di allegre geometrie, a suggerire un qui che è anche un favoloso altrove. Un Big Bang in perpetuo divenire, così come lo può registrare un caleidoscopio ben temperato. Vi possono restare impigliati volti, occhi, matite, scarpe, grattacieli, città (o sogni di città, le calviniane città invisibili), filamenti agitati da invisibili venti cosmici (lo Pneuma della creazione originaria?). Collages teneri, sorridenti, divertiti, in cui l'alba del colore, della parola e del suono coincidono.
"I colori stimolano alla filosofia", scriveva Wittgenstein, citato da Di Lallo in un suo libro di vent'anni fa, Quo lapis?, che dava conto dei suoi pirotecnici esperimenti didattici nelle scuole toscane, dove la Parola e il Colore diventavano le particelle subatomiche frullate da un acceleratore low cost e a km zero. Favorendone le collisioni, maestro e allievi ci introducevano agli stessi misteri gaudiosi della creatività che si celebrano in questo nuovissimo Alfabeto.
Scriveva Goethe, che annetteva più importanza ai suoi studi sul colore che alla sua stessa arte poetica: "Se l'occhio percepisce un colore, viene subito messo in attività ed è costretto per sua natura, in modo tanto inconscio quanto necessario, a produrne subito un altro che insieme al dato includa la totalità della gamma cromatica. Ogni singolo colore stimola nell'occhio, mediante una sensazione specifica, l'aspirazione alla totalità".
L'esperienza del colore come aspirazione alla totalità accomuna arte, scienze, filosofia e lettere nella stessa sfida conoscitiva che ha coinvolto maestri come William Turner, van Gogh, Gauguin, Kandinskij, Klee, Albers. Di Lallo parla il loro stesso linguaggio. Se all'arte chiediamo di portarci un po' più in là del punto dove stiamo, le sue invenzioni cromatiche e verbali sono altrettanti aquiloni che ci sottraggono alla forza di gravità. Mettono la stessa allegria che prova un bambino alla scoperta del mondo."
(Ernesto Ferrero)

 

Lino Di Lallo è nato a Rotello (CB) il 2 giugno 1946. Architetto, scrittore, artista visivo e performer, vive e lavora a Firenze, dove si è laureato con Eugenio Battisti, Maestro indimenticato. Ha pubblicato le raccolte di poesia La disperazione (1980) e Penniscopio (1987), entrambe con El Bagatt di Bergamo; Quo lapis? Inventare una scuola colorata (Einaudi 1994), frutto delle sue ricerche didattiche; ALPHABETO (Il Formichiere 2015). Quattro pubblicazioni con il Pulcinoelefante: Tre aforismi artefatti (2008); con Sebastiano Vassalli O. (2008); Aforismi di stretta brevità (2014); con Ernesto Ferrero N. (2014). Per le edizioni di Fuocofuochino, Aforismi artefatti (2013).
In occasione della mostra ALPHABETODILALLO esce presso l’editore Il Formichiere Tavolozza d’autore, in tre volumi. È una raccolta di colori immaginari o “fantasiati” in letteratura e in arte; colori che non appartengono alla pura e tradizionale geografia della tavolozza o al guardaroba dell’iride, accompagnati da lavori grafici e testi creativi. Nei suoi scritti fa largo uso giocoso di farfallonerie, besguizzi, cherebizzi, frascherie, stiracchiature, zazzeraie, buacciolate, tantafere, frottole e trottole. Infatti è cultore e coltivatore diretto di pianticelle giocose, parodiche e satiriche, impetuosamente umoristiche, ma è anche uno studioso e un rigoroso ricercatore in biblioteche e archivi storici.
Si è sempre occupato del rapporto parola-immagine, di cui i libri Quo lapis? e ALPHABETO e Tavolozza d’autore sono una chiara testimonianza. Predilige esporre le proprie opere tra i libri delle biblioteche. Tra le sue varie mostre ricordiamo Alphabetica, ultimo manoscritto del secondo millennio, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (1994); Quasi pagine, libro d’artista, libro oggetto, libro ambiente, Biblioteca San Giorgio di Pistoia (2007); Uomini di lettere, Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa di Firenze (2014); ALFABETODILALLO, Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa di Firenze (2015).
Come grafico ha realizzato una serie di manifesti, fra i quali quelli per il Festival di poesia a Firenze, dal 1985 al 1989, conservati presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Manifesto e depliant per la Parola separata, Prima edizione del Festival Internazionale di Poesia Dialettale, Musica, Teatro, Danza, a Sassari, ottobre1988. Manifesto e depliant per la mostra Le Riviste della Contestazione, 1967-1969, organizzata dal “Centro di Documentazione”, dalla Biblioteca Forteguerriana e dagli Istituti Culturali del Comune di Pistoia, febbraio 1989.

 

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