Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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Alessandro Ciantelli: verso l'astrazione

 

7 marzo - 2 aprile 2020 - Spazi espositivi

La mostra è prorogata fino al 9 maggio 2020

Alessandro Ciantelli verso l'astrazione
Mostra a cura di Maurizio Tuci

Inaugurazione sabato 7 marzo, ore 17

Agosto 2018. Le Sale Affrescate del Comune di Pistoia ospitano la bellissima antologica di Alessandro Ciantelli. La mostra è curata dagli storici dell’arte Andrea Baldinotti, Cristina Tuci e da chi scrive e copre mezzo secolo di attività dell’artista. Racconta la caparbia volontà di Alessandro di contribuire, con la sua pittura, alla conservazione della memoria di quella civiltà contadina che lo ha allevato e nutrito a Spazzavento, Barile e Pontelungo, registrando sulla tela, con puntigliosa attenzione, i momenti di disfacimento culturale, ma anche materiale, di campi e case, redole e fosse, animali e cristiani, che piano piano sparivano sullo sfondo lasciando il campo ad una “modernità” senza carattere nè anima.

La mostra ebbe un notevole successo. Furono apprezzati il linguaggio pittorico schietto, la passione dell’artista nel farsi carico di un impegno così gravoso e, in definitiva, il risultato qualitativo raggiunto nei decenni.
Oggi, alla Biblioteca San Giorgio, Ciantelli prova a fare il passo successivo. Lo fa, con difficoltà, perchè un’ esperienza di un’ antologica seria sfianca, obbligandoti a ripercorrere decenni di lavoro creativo, piacevole, ma anche duro. Lo fa perchè il senso di moto che ti pervade porta inevitabilmente a dovere ricominciare da un punto preciso, a volte lontano nel tempo, a costruire un progetto, a seguirlo fedelmente, realizzandolo al meglio, per quanto possibile.
Ecco, per fortuna, come a volte succede, è arrivato un aiuto esterno. All’artista, nella primavera dell’anno successivo, il 2019, è capitato un grosso colpo di fortuna: un viaggio in Normandia. E per uno abituato a vivere la propria vita e a svolgere le proprie idee in pochi chilometri quadrati, tra la poggiata di Giaccherino e la strada che lega i paesi sottostanti, è stato come salire sul treno della fantasia in discesa e mollare i freni.

Al ritorno è corso nello studio di Barile e, senza por tempo in mezzo, ha ricominciato a dipingere. Finalmente liberato, almeno sembra, dai problemi precedenti, dall’obbligo cioè di testimoniare pittoricamente la scomparsa della cultura contadina. Legato invece saldamente ad esperienze quasi astratte, Alessandro ha imboccato, di corsa, la via che, senza intellettualismi, porta diritta alla felicità del dipingere e si è lasciato andare.

Sono comparsi paesaggi marini, quasi fauves tanto semplici quanto efficaci dove, la semplificazione della realtà ormai un segnale ineludibile per l’artista, si combina con pochi colori puri di straordinaria qualità: il bianco, il bleu e poco altro. Anche in questo caso una realtà filtrata dal sogno, dalla memoria, dalla magia cristallina specchio di una sensibilità come sempre raffinata. Poi è apparso anche il secondo stadio di questa nuova progettualità. Prima un piccolo delizioso bozzetto, poi un paio di “pezzi” più maturi e il progetto di un quadro “grande, molto grande”. Finalmente anche Alessandro Ciantelli ha spiccato il volo, si è alzato da terra ed è saltato definitivamente oltre il fossato nell’astrazione, in quell’accogliente, tiepido terreno da cui è difficile tornare indietro. Colori “giusti”, rosa, celeste, verde, bruno, imbrigliati nelle consuete “cornici” a ribadire che ormai la rappresentazione del reale è un modello superato e la struttura del quadro va ricercata nelle viscere di chi dipinge.
La mostra è straordinaria, sorprendente! E siamo solo all’inizio... (Maurizio Tuci)

 

 

Alessandro Ciantelli nasce a Pistoia. L'estrazione contadina non gli impedisce di iniziare a dipingere giovanissimo, appena tredicenne. Anzi la cultura della terra, del lavoro dei campi, lo accompagnerà sempre fornendogli, all'occorrenza, un prezioso viatico, quello del radicamento alle cose concrete, al progredire, passo dopo passo, esperienza dopo esperienza, senza strappi, ma con continuità e determinazione. Anche la formazione autodidatta è stata trasformata da Ciantelli in una virtù: si è trovato, infatti, libero da legami accademici a navigare in un mare tempestoso, ma controllabile con serenità di spirito e modestia operativa.
Dopo i primi tentativi legati a esperienze "novecentesche", Ciantelli è sfociato in una pittura ricca di colore e materia. Paesaggi, nature morte, dove affiorano citazioni morlottiane, ma risolti percorrendo una personalissima strada luminosa e leggera. Questa freschezza gli ha consentito in anni recenti di aggiungere alle composizioni frammenti di memoria che amplificano il tratto umano delle sue opere, che pur tendendo alla massima semplificazione della forma, non abbandonano mai i segni lasciati dall'uomo.
Dopo le molte collettive dal 1981 (Galleria Valiani Pistoia) si presenta spesso al giudizio pubblico con personali ricche di novità mai banali. Dopo quelle importanti del Comune di Pieve a Nievole (2002) e Parigi (2007), le ultime sono state effettuate alla Vi Banca (2010) e alla IPIBI (2010) di Pistoia. Molti importanti critici si sono interessati al suo lavoro.(Tratto dal catalogo Alessandro Ciantelli le stagioni della memoria, Pistoia, 2018)

 

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