Biblioteca San Giorgio, Pistoia


Salta i link dei verbi.

I verbi della San Giorgio.

Sei qui: Zio Vanja

Zio Vanja

Luogo: Teatro Manzoni


Tipo evento: Altro


Quando: 1 novembre 2013 dalle ore 21:00,
2 novembre 2013 dalle ore 21:00,
3 novembre 2013 dalle ore 16:00


Stettacolo "Zio Vanja" di Anton Cechov, regia di Marco Bellocchio.
Con Sergio Rubini, Michele Placido, Pier Giorgio Bellocchio e Anna Della Rosa.

L'apertura di stagione, prima nazionale a Pistoia, è firmata da Marco Bellocchio, tra i registi più anticonformisti della storia del cinema italiano. Soltanto tre regie teatrale in oltre 40 anni (dopo Timone d'Atene di Shakespeare al Piccolo di Milano con Salvo Randone e Franco Parenti nel 1970 e Macbeth al Teatro di Roma nel 2000 ancora con Michele Placido), ma tanto teatro nel suo cinema: da Enrico IV di Pirandello con Mastroianni a Il principe di Homburg di Kleist fino al film per la tv da Il gabbiano, di Cechov appunto, protagonisti Laura Betti, Remo Girone, Pamela Villoresi e Giulio Brogi. Coraggioso, puntuale, deciso, ha saputo portare avanti le sue idee laiche, difendendole con la forza espressiva dell'arte, entrando nella complessità degli argomenti, dalla politica sessantottina alle conseguenze drammatiche degli anni di piombo, dalla follia dei manicomi all'incapacità di amare delle persone comuni.

La trama ha il suo inizio nella casa di campagna ereditata dal professor Serebrjakov, cognato di zio Vanja e padre di Sonia. La prima moglie, sorella di Vanja, è deceduta e il professore si è risposato con Helena. Tra amori e vicissitudini di vario genere, Serebrjakov comunica a Vanja che è intenzionato a vendere il podere e questo fa uscire fuori tutto il temperamento del povero zio, che alla fine tenta di uccidere il professore con dei colpi di pistola, che miseramente non andranno a segno. Alla fine l'agiato ereditiere e Helena torneranno in città, lasciando a Vanja la possibilità di continuare ad amministrare la tenuta. Zio Vanja è uno dei capolavori assoluti del teatro cechoviano, in cui si intrecciano le monotone conversazioni e le banalissime vicende di un gruppetto di personaggi. La ricostruzione minuziosa di atmosfere sospese e vagamente inquietanti, l'indifferenza abulica dei personaggi intorno agli eventi, l'indefinito senso di attesa di una catastrofe incombente rendono questo testo una geniale anticipazione della drammaturgia novecentesca.

 

Ad un clic da te