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Trans Limina. Opere di Velio Ferretti

(Invito,
pdf, 592 Kb)

8 - 25 settembre 2018 - Vetrine e spazio espositivo
Inaugurazione sabato 8 settembre, ore 17.30

A cura di Anna Brancolini e Alessandro Mannelli

Ancora i consueti materiali umili e quotidiani, ricchi del sapore e del profumo di un passato filtrato attraverso il recupero memoriale; ancora gli strappi sulla iuta, metafora, forse, delle lacerazioni dell’esistenza o di varchi sperati e sognati verso un altrove indistinto; ancora quelle aperture nella rete metallica, che ci proiettano al di qua e al di là del piano spaziale dell’opera, verso il gorgo dell’abisso o un punto d’approdo salvifico.
Ma la ricerca artistica ora va al di là del concetto di soglia e supera quell’ambigua dialettica tra ordine e caos e tra costrizione e libertà su cui indugiavano, puntigliose, le opere precedenti.
Si instaura così un nuovo dialogo con la materia ed il colore: ricercata, la prima, per le sue diverse tattilità e accarezzata o graffiata come per assecondare i diversi moti dell’animo; più vario, sfaccettato e chiaroscurale il secondo, capace di evocare forme indistinte, tremuli orizzonti o mute presenze, quasi fantasmi strappati ad una dimensione lontana, mentre le superfici fremono di palpiti emotivi o di vibrazioni sfuggenti e i bagliori bizantini dell’oro sembrano suggerire traiettorie interculturali ed una rinnovata dialettica tra sacro e profano.

(Anna Brancolini, luglio 2018)

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Il muro

Guarda, tocca quella ruvidezza; senti sotto le dita il granello di sabbia, la malta; vedi le ombre che nascono sulla sua superficie al passaggio dei raggi del sole.
Accarezzalo, il muro.
Scopri la maglia della rete che si nasconde al suo interno, che emerge talvolta, oppure s'affonda per poi tornare prepotente in superficie; addirittura divenire protagonista orgogliosa di questa ricerca nella quale si è aperta, poi richiusa; e poi ancora riaperta per farci scoprire che esiste la possibile via di fuga.
Ma il muro resiste; contiene la rete; e il muro diviene il nuovo confine.
Il muro, il nuovo orizzonte.
Il muro il tema centrale, oggi, di un percorso che riconosce nel suo “limes” non la chiusura ma la speranza di un oltre, la consapevolezza di un'architettura del mondo nel quale il muro vive con i suoi graffiti, le sue ferite, i suoi attrezzi che l'artista/uomo utilizza alla maniera del mastro artigiano.
E i suoi colori; l'oro dei muri appassiti dal tempo, il blu profondo, e i rossi imponenti e sfacciati, i gialli lacerati e galleggianti, i bianchi sporcati dal segno della grafite che appare in trasparenze sofferte.
Forse tutto questo prelude ad una visione onirica tridimensionale, dove quei muri ricercati, trovati, rappresentati, macerati e maturati dentro l'anima e sopra la tela 'sono' confine.
Eppure quegli stessi muri sono capaci di generare al loro interno i tagli, le fenditure che divengono varchi dello spazio e nel tempo.
Di questo si nutre il percorso d'artista, e della capacità di farci intravedere un possibile futuro da dietro le reti dei nostri molteplici inganni.

(Alessandro Mannelli, agosto 2018)

Nato nel 1952 a Pistoia città dove ha trascorso gran parte della vita, ora divide tempo e lavoro tra Pistoia e l’Isola d’Elba.
L’incontro, fin dall’inizio passionale, di Velio con la pittura risale alla metà degli anni Sessanta. Le opere di quegli anni e dei successivi sono ispirate dai maestri pistoiesi del ‘900 di orientamento figurativo, ma agli inizi degli anni '80, sente la necessità di sganciarsi dalla rappresentazione, se pur interpretata, del mondo reale ed inizia così un percorso verso una pittura “astratta” più evocativa, emozionale. Recenti esposizioni personali a Pistoia, Firenze, Lucca e Viareggio.

 

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