Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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I verbi della San Giorgio.

 

Tesori di carta e altro

14 ottobre - 14 dicembre 2023 - ArtCorner, ArtTeche e ArtBox

Tesori di carta e altro 

Libri di artista di Andreina Argiolas, Gianluigi Balsebre, Maria Grazia Brusegan, Antonella Capponi, Fabio De Poli, Stefano Turrini

a cura di Alessandra Scappini


Sabato 14 ottobre, alle ore 17, inaugurazione della mostra con gli artisti

Invito
(pdf, 1,3 Mb)

Promuovere e valorizzare il libro d’artista come creazione preziosa capace di distinguersi come espressione di una poetica individuale e opera che integra una molteplicità di aspetti tali da caratterizzare il lavoro di una o di un artista nel suo proporsi al vasto pubblico: questo è un obbiettivo che la Biblioteca San Giorgio di Pistoia sta realizzando attraverso una serie di esposizioni che si sono susseguite nel corso degli ultimi anni. In alcune di esse sono stati presentati i libri-opere di artisti che partecipano anche in veste di organizzatori e con nuove creazioni in “Tesori di carta”. Il libro d’artista rivela un’enorme ricchezza di proposte, di idee, una varietà di immagini e di parole, un bagaglio culturale che riflette ciò che consiste ed è conservato nel fondo di ognuno. Quando tale “fondo” si esprime e manifesta nell’invenzione di un libro-opera, dando luogo alla realizzazione di ciò che ogni artista ha potuto immaginare, si estrinseca e libera un mondo. È ciò che ognuno conserva dentro se stesso, alimenta e arricchisce come un grande patrimonio, un bene personale come portato di sé, che desidera diffondere agli altri, far conoscere al pubblico at large. Il libro d’artista, infatti, è alla portata di tutti, quindi, non solo i frequentatori di biblioteche, i collezionisti, gli amatori o gli appassionati possono dedicare tempo per sfogliarli, osservarli, scoprirne le specificità, ma chiunque ne sia incuriosito, poiché si rivolge ad ogni target, ad ogni età, ad ogni “lettore” di immagini e di idee. Spesso il libro d’artista non è considerato un’opera e, quando ne parliamo, qualcuno manifesta dubbi e perplessità, chiedendosi se trattasi di un catalogo di opere o di un diario personale. Talora neppure i collezionisti lo considerano opera autonoma. Il libro d’artista è creazione, invenzione, narrazione come storytelling, combinando immagini e testi con estrema libertà, secondo i propri moti interiori, ma anche le proprie impressioni e contingenze. In verità, può essere elaborato in base ad un progetto predisposto in maniera completa o, invece, affidato al caso, escludere i testi, parlando per immagini, o anche le stesse pagine, ridotte, eliminate, per connotarsi come un’espressione prossima a rendere l’idea di un’opera scultorea, per cui può assumere volume, densità, consistenza sia per il tessuto di molteplici pagine che lo compongono, sia anche solo e soltanto perché costituito scegliendo un altro materiale rispetto alla carta. Immergersi in questo mondo sollecita a procedere nella scoperta, come un itinerario di viaggio senza fine, o meglio di innumerevoli viaggi dal percorso indefinito, conducendo a sperimentare, traendone spunti per immaginare e creare. Tutti “tesori” definiti “di carta”, poiché il libro come significante e significato nel nostro linguaggio, puramente nominalistico, si delinea nell’immaginario individuale e collettivo come immagine e modello convenzionale, “forma archetipica” di un “volume” solitamente cartaceo; in verità, sappiamo che un libro-opera può deragliare dall’utilizzo della carta, considerando che l’artista si proietta verso la scelta di altri materiali, ed, attualmente, in relazione allo sviluppo in espansione diffusa delle tecnologie, un libro-opera può connotarsi anche come creazione digitale, ripetibile come un’edizione limitata rispetto all’unicum. Da un lato può suscitare spaesamento, dall’altro può permettere di spaziare al tempo stesso oltre canoni precostituiti, avvicinando l’osservatore-lettore-ammiratore ad indagare nelle sue molteplici significanze. 

Le artiste e gli artisti presenti in mostra, in realtà, propongono una varietà di libri-opere come unicum, invitando a cogliere l’aura dell’opera d’arte che, secondo Walter Benjamin, si è perduta nell’epoca della riproducibilità tecnica. Sollecitano la nostra fantasia e stimolano la piacevolezza nell’affrontare un viaggio come full immersion per scoprire “mondi” diversi e singolari. 

I libri-opere in esposizione rivelano la personalità di ogni artista, la sua singolarità, le sue sfumature, come uno storytelling che procede per brani, dettagli, frammenti, colori, gesti, parole, segni che permettono di calarsi nei meandri più nascosti, di conoscere e apprezzarne il portato, di spaziare nell’immaginario, di scoprire in ognuno un autentico “tesoro”.

[testo di Alessandra Scappini]

 

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