L'installazione delle opere nelle vetrine della biblioteca è composta da una serie di alberi in materiale di carta, nei colori del bianco, nero, variazioni di grigio. Nell'atrio sono presenti altre tre opere dell'artista che si richiamano tutte al tema dell'albero.
"L'albero è un'immagine ricorrente nella poetica di Papotto e rappresenta una metafora antropologica e antropomorfica. Simbolo di una relazione analogica uomo-natura, in senso lato è l'immagine della rinascita di ciò che si rinnova in rapporto ai cicli della natura con sorprendente capacità creativa. L'albero è il simbolo della vita che radicata sulla terra segue l'ascesa verso una regione eterica.
Nella configurazione mitica è l'albero cosmico che rappresenta il centro del mondo e il concetto del sacro, e in rapporto al carattere rituale rappresenta l'idea della fertilità, della nascita, dell'iniziazione, della morte e della resurrezione. L'artista rappresenta dell'albero l'idea e lo mostra nudo nella sua struttura e nella sua perdita; attraverso un'azione liturgica lo solleva, senza radici, e crea una relazione dialettica con lo spazio circostante.
Gli alberi di Papotto sono gabbie di carta, strutture elaborate che imprigionano ed animano lo spazio, introducono il silenzio e la religiosità contemplativa.
La loro forma è sacro pensiero, simulacro e specchio, epifania poetica della materia ed estasi che si produce di fronte alle cose di questo mondo.
Se da un lato l'opulenza delle forme viene contraddetta dalla fragilità e dalla provvisorietà del materiale, dall'altro le immagini e i simboli evocano i simulacri del sacro e della natura e rimandano all'anima defraudata e alla negazione di se stessi, invitano alla riflessione e alla preghiera." (testo tratto dall'Introduzione Cinerea Res di Giuseppe Carrubba al catalogo Papotto segue Papotto, Settegionri, 2011)

