Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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Stefano Merli: uno storico militante

Stefano Merli

 

 

Tutta la ricerca storica e teorico-politica di Stefano Merli (1925-1994) è percorsa da cima a fondo dal filo conduttore del socialismo etico-libertario. Il suo capolavoro storiografico è rappresentato dall'opera in due volumi pubblicata nel 1972-1973 presso la Nuova Italia di Firenze: Proletariato di fabbrica e capitalismo industriale. Il caso italiano: 1880-1900, brulicante delle vicissitudini di lavoro e di vita di una moltitudine di lavoratrici e lavoratori italiani della fine dell'Ottocento. Accademico fra i più antiaccademici, naturalmente anticonformista, Merli fu docente universitario a Siena, Venezia e Milano. La sua straordinaria attenzione alla soggettività concreta, in carne e ossa dei lavoratori, alle reali condizioni di vita e di lavoro delle classi subalterne, ai temi dello sfruttamento e dell'alienazione nasceva proprio dalla stessa personale esperienza di Merli nel mondo contadino e operaio della sua infanzia e gioventù. Lo sguardo storico di Merli non era soltanto retrospettivo, perché il suo ritorno indietro, alle origini del movimento operaio voleva essere ed era al tempo stesso un balzo in avanti, un protendersi verso un nuovo inizio, verso l'avvenire della sinistra e del socialismo. La storia del movimento operaio va per lui sempre riletta alla luce e ai fini di una nuova ripartenza della sinistra. L'autentica cultura storica è dunque rivolta a produrre nuova storia, all'invenzione della realtà storica e politica. Egli è così uno storico militante in senso pieno e forte, come dimostra il suo lungo impegno prima nel Psi, poi nel Psiup e nelle formazioni politiche della nuova sinistra negli anni Settanta e all'inizio degli anni Ottanta. Nei suoi ultimi scritti e corsi universitari, Merli torna a riscoprire figure spesso dimenticate o sottovalutate della tradizione socialista e democratica italiana (come, ad esempio, Silone, Faravelli, Caffi, Matteotti, Buozzi, Colorni, Chiaromonte, etc.) e a riflettere sul rapporto tra correnti politico-sociali cristiane e socialiste. Merli ci lascia in eredità un'idea di socialismo etico e libertario, federalista e autogestionario che prevede - in una duplice direzione polemica nei confronti da un lato del totalitarismo comunista e dall'altro dello pseudoriformismo di piccolo cabotaggio - la partecipazione attiva e concreta del popolo al potere.

Il quaderno oltre che disponibile al prestito, può essere acquistato presso il Centro di Documentazione di Pistoia.

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