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Sonetàula

 

A cinque anni dall'apprezzato esordio di "Ballo a tre passi", Salvatore Mereu torna nel 2008 con "Sonetàula", lungometraggio di oltre 150 minuti anch'esso ambientato in Sardegna e parlato in dialetto da attori per la maggior parte non professionisti. Quest'opera coraggiosa, tratta dall'omonimo romanzo di Giuseppe Fiori, racconta della giovane breve vita di Zuanne Malune detto Sonetàula, ovvero "suono di legno", consumata alla velocità del vento tra la fine degli anni Trenta e gli anni Cinquanta del secolo scorso.

Il dodicenne Zuanne a causa dell'assenza del padre, al confino per un'ingiusta accusa di omicidio, viene cresciuto dalla madre e soprattutto educato dal nonno Cicerone, pastore da sempre, e dallo zio Giobatta secondo regole e codici osservati in Sardegna a quel tempo. Anni duri e faticosi vissuti per lo più lontano da casa a badare il gregge con l'idea in testa di vendicare il padre e la speranza di cambiar vita e andare a lavorare nelle miniere del Sulcis, come molti uomini della zona. Ad uno sgarro subito Zuanne reagisce in maniera violenta ed eccessiva ritrovandosi così denunciato ai carabinieri. Rifugiatosi sui monti, si unisce dopo qualche tempo ad un gruppo di banditi dove ritrova Gorìnnari, una sua vecchia conoscenza. Seguono anni di banditismo e solitudine, che Sonetàula trascorre nascosto nei boschi e nelle grotte sui monti vicini. Fatale è il ritorno in paese per visitare l'amata Maddalena reduce da un parto difficile, ormai sposata con Giuseppino che da giovane pastore è divenuto meccanico. Sonetàula viene ucciso dai carabinieri, sotto gli occhi benevoli del piccolo Angelino, figlio di Gorìnnari e amico degli ultimi giorni, mentre braccato fugge tra i campi. 

La storia di Sonetàula viene narrata attraverso episodi che si susseguono nel tempo, ma che possono essere anche piuttosto distanti tra loro e la cui fine viene scandita ogni volta dalla comparsa sullo schermo del nome del personaggio che ne è il protagonista. Mereu sceglie di raccontare ogni singolo episodio molto lentamente come a voler tracciare il più possibile il percorso che porta Sonetàula dalla sua vita in famiglia a quella sui monti, fino alla morte che da subito appare essere inevitabile epilogo. L'intenzione principale del regista sembra essere quella di trasportare fedelmente sullo schermo il romanzo di Fiori che è poi la storia della vita di un giovane bruciata in pochi anni in un periodo di passaggio per il popolo sardo, quello che dalla vita strettamente legata alla natura e alla pastorizia porta alla nascita di nuovi lavori e opportunità offerte dall'avvento della cosiddetta "modernità", nel film rappresentata, per esempio, dall'arrivo in paese della luce elettrica. Protagonista di una bellezza sorprendente è la natura che non fa solo da puro sfondo alle vicende di Sonetàula, ma che spesso ne è fedele complice. Bravissimi e assolutamente nella parte Francesco Falchetto, giovane attore non professionista, che interpreta Sonetàula, Serafino Spiggia (il nonno Cicerone) e Peppeddu Cuccu che fu giovane interprete del bellissimo Banditi a Orgosolo di Vittorio De Seta.

Fabrizio (bibliotecario, Biblioteca San Giorgio)

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