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Signore e signori

Dopo la splendida accoppiata "Divorzio all'italiana" e "Sedotta e abbandonata", Pietro Germi sposta la sua cinepresa dal profondo sud nel ricco Veneto. Lo stile resta quello della commedia di costume e il tradimento ne diviene il focus centrale, visto quasi come un dovere, uno svago necessario della piccola borghesia in un contesto in cui la religione è una cappa sotto la quale sono assiepati tutti i personaggi. L'unico che cerca di sfuggire dall'asfissiante routine, sfidando l'ipocrisia generale, é il ragionier Osvaldo Visigato, interpretato dal carismatico Gastone Moschin; innamorato di Milena (Virna Lisi), cassiera di un bar, progetta di liberarsi della moglie ossessiva ma fallisce e sconfitto si richiude in un mondo suo in cui suoni dall'esterno arrivano filtrati dai tappi nelle orecchie. A questa storia se ne aggiungono altre due: il dongiovanni Toni Gasparini si finge impotente con l'amico medico per poterne sedurre la moglie; la violenza di gruppo di alcuni signorotti su una ragazza di campagna viene occultata con il denaro. Scritto da Germi in collaborazione con Luciano Vincenzoni e la coppia Age & Scarpelli, "Signore e signori" sfrutta vicende accadute a Vincenzoni stesso nella sua Treviso, con una verosimiglianza che procurò al film anche missive, non proprio carine, da quanti si erano rivisti nel film. Con il sorriso Germi anticipa la campagna a favore del divorzio e pur punzecchiando tutti i personaggi, alla fine assolve la coppia Osvaldo&Milena. Palma d'oro al Festival di Cannes nel 1966.

László Krasznahorkai

Leggi l'articolo completo: testo copiato da http://www.indie-eye.it/cinema/recensioni/satantango-di-bela-tarr-ungheria-1994.htmlLászló Krasznahorkai
László Krasznahorkai

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László Krasznahorkai

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Pietro (bibliotecario, Biblioteca San Giorgio)

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