Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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Sigfrido Bartolini incisore

Presentazione del libro Sigfrido Bartolini incisore. Il privilegio del segno, di Edoardo Salvi. Firenze, Polistampa, 2017

Martedì 27 marzo 2018, ore 17.00 – Biblioteca Forteguerriana

Intervengono Rossella Campana e Gianluca Chelucci
Sarà presente l'autore

Locandina
(pdf, 616 Kb)


Sigfrido Bartolini è stato pittore, incisore, scrittore e vivace polemista. Il volume si concentra sulla sua opera grafica: le oltre centocinquanta immagini a colori, suddivise tra xilografie, calcografie e litografie, sono testimonianza di un lavoro cinquantennale iniziato nel 1947 con le prime acqueforti e i primi monotipi, e culminato nel 1983 con la monumentale edizione de Le avventure di Pinocchio, voluta dalla Fondazione nazionale Carlo Collodi per celebrare il centenario della pubblicazione in volume dell'opera e corredata da trecentonove xilografie in nero e a colori realizzate in ben dodici anni di lavoro. Il libro oltre a proporre le incisioni dell'artista pistoiese contiene, nella parte iniziale, un ampio saggio che ripercorre l'attività di Bartolini come incisore, prendendo in considerazione le varie fasi e le tecniche usate.

Sigfrido Bartolini nacque a Pistoia nel 1932 da una modesta famiglia di operai. Si iscrisse alla scuola d’arte della propria città ma per ragioni economiche dovette cominciare a lavorare e riuscì a diplomarsi all’istituto d’arte di Firenze, come privatista, solo nel 1955. Ciò non gli impedì di continuare a dipingere e tenersi informato sulle vicende artistiche e culturali italiane e non. Avendo a disposizione per la realizzazione delle proprie opere soltanto le ore notturne, dipinse in un primo tempo quasi esclusivamente con la tecnica del monotipo per la quale, con particolari accorgimenti, è sufficiente la luce artificiale. Artista dalla personalità complessa, Bartolini è stato incisore, pittore e scrittore. La sua arte, che si è esplicata nella realizzazione di xilografie, incisioni all’acquaforte, acquarelli, pitture a olio, ma anche nella composizione di saggi di varia natura, ha mantenuto una coerenza assoluta, utilizzando un linguaggio fatto di conoscenze importanti, senza rinunciare a un linguaggio popolare, ironico, sottilmente polemico, fatto di toscanismi, anzi di “pistoiesismi” dovuti al contatto di quegli artisti che gli furono amici e compagni di strada.
Bartolini è morto a Firenze nel 2007. Dopo la sua scomparsa la moglie Pina Licatese e i figli Simonetta e Alessio si sono dedicati a farne conoscere e valorizzare l’opera e la figura, facendo della sua abitazione in Via di Bigiano una Casa-museo, aperta al pubblico dal 2011 e inserita nel circuito delle Case della memoria.
Per saperne di più sulla figura e l'opera di Sigfrido Bartolini consultare il sito www.sigfridobartolini.it.

Edoardo Salvi è nato a Serravalle Pistoiese nel 1950. Si è diplomato all’Istituto d’arte di Pistoia e successivamante, all’Accademia di belle arti di Firenze, ha frequentato le scuole di Primo Conti e di Alberto Manfredi. Ha tenuto la prima mostra personale a Firenze nel 1970, la più recente a Pistoia nel 2012. Nella sua carriera di artista ha partecipato a importanti rassegne di incisione contemporanea. Per il regista Franco Checchi ha eseguito scenografie e disegnato costumi per alcuni allestimenti teatrali di opere di Brecht, Gogol, Nabokov, Shaffer. Su commissione della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia nel 2014 ha decorato con dipinti di grandi dimensioni la Casa di Gello, una struttura che ospita una comunità di soggetti autistici gestita dalla Onlus Agrabah. Soprattutto in collaborazione con Roberto Cadonici ha curato alcune mostre sull’arte del Novecento a Pistoia e tenuto diverse conferenze. Ha pubblicato il libro Le arti nel "Ferruccio". Settimanale fascista in una provincia d'Italia (2004), "Quarant’anni di grafica d’arte a Pistoia", "Polemiche artistiche e letterarie nel primo Novecento pistoiese", "Arte e disagio psichico", oltre a saggi su Giovanni Costetti, Renato Fondi, Thomas Neal, Pietro Bugiani, Giuseppe Gai e Jorio Vivareli.

 

 

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