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Presentazione del libro Care ragazze, cari ragazzi

Particolare del campo di Auschwitz

Presentazione del libro "Care ragazze, Cari ragazzi. Da una superstite del lager di Auschwitz Birkenau lettere ai nuovi testimoni"

a cura di Mauro Metteucci

Venerdì 27 febbraio 2015, ore 16.30 - Auditorium Terzani

A cura dell' Associazione Centro di Documentazione di Pistoia

In collaborazione con l' Istituto storico della Resistenza di Pistoia

e con il Centro di Documentazione e di Progetto don Lorenzo Milani di Pistoia

Interventi di Roberto Barontini, presidente dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea per la provincia di Pistoia

Cesare Sartori, giornalista

Mauro Matteucci, curatore del libro

 

Invito (pdf, 1,55 Mb)

 

Il libro è sostanzialmente un epistolario a tre: la scrittrice Liana Millu, Mauro Matteucci - docente dell’ISA Petrocchi - e gli studenti di alcune classi dell’Istituto. Liana Millu che era diventata celebre per il suo libro Il fumo di Birkenau sulla sua esperienza nel lager, intrattenne con grande freschezza e capacità comunicativa per circa dieci anni, dal 1996 fino alla morte avvenuta nel febbraio 2005, un fecondo dialogo con gli studenti trasmettendo loro valori fondanti della convivenza civile: la tolleranza, il rispetto, la cura dell’altro.

Durante l'incontro sarà proiettato il video di una intervista a Liana Millu.

 

Liana Millu nasce a Pisa nel 1914. Ebrea, orfana di madre, fu allevata dai nonni. Fin dalla giovane età manifestò l'interesse per il giornalismo, per il qule si dedicò allo studio con molta passione. Diplomatasi alla scuola magistrale nel 1937 iniziò ad insegnare nella scuola elementare. Con la promulgazione delle leggi razziali fasciste fu espulsa dall'insegnamento e fu costretta a lavorare come istitutrice presso una famiglia ebrea benestante. Nel 1940 si trasferì a Genova. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 entrò nel gruppo clandestino OTTO e in missione per l'organizzazione fu arrestata a Venezia, transitando per il campo di Fossoli e deportata ad Auschwitz, e da lì trasferita a Ravensbruck e successivamente a Malkow. Nel maggio del 1945 venne liberata dopo un anno di prigionia. Da allo fino alla sua morte, avvenuta a Genova nel 2005, ha continuato a testimoniare, soprattutto alle nuove generazioni, la sua esperienza di deportata.

 

 

 

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