Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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Per strade serpeggianti fra monti e dirupi

Presentazione del libro "Per strade serpeggianti fra monti e dirupi". Le strade transappenniniche fra Sette e Ottocento. Futa, Porrettana, Giardini-Ximenes, Foce a Giovo, Vandelli. Atti delle giornate di studio (San Pellegrino in Alpe, 9 luglio 2016, Capugnano, 12 settembre 2015 e 10 settembre 2016), a cura di Renzo Zagnoni, Gian Paolo Borghi, Paola Foschi. Porretta Terme, Gruppo di studi Alta Valle del Reno, 2017

Venerdì 20 aprile 2018, ore 17.00 - Sala Bigongiari

Intervengono Federica Badiali, Paola Foschi, Daniela Fratoni, Andrea Ottanelli e Carlo Vivoli

Locandina
(pdf, 431 Kb)


Il convegno, tenuto in sessioni diverse nel 2015 e 2016 a San Pellegrino in Alpe e Capugnano, affronta il tema della novità rappresentata dalla costruzione delle grandi strade che dalla metà del Settecento alla metà dell'Ottocento vennero realizzate per collegare l'Emilia alla Toscana: la Strada di Toscana da Bologna a Firenze attraverso i passi della Raticosa e della Futa, la Porrettana-Leopolda da Bologna a Pistoia attraverso il passo della Collina, la Giardini-Ximenes da Modena a Pistoia attraverso il passo dell'Abetone, la Vandelli da Modena a Massa attraverso i passi di San Pellegrino in Alpe e della Tambura, la via della Foce a Giovo nella Valle del Serchio. Queste nuove vie di comunicazione cambiarono il modo stesso di viaggiare per valicare l'Appennino (prima a dorso di mulo o di cavallo attraverso le antiche mulattiere di origine medievale, ora con strade carreggiabili e carrozzabili) e rappresentarono l'ingresso della modernità nel territorio montano.
Come di consueto, il convegno ha affiancato alle tre giornate di studio una serie di ricognizioni dirette sul territorio. Inoltre, il coinvolgimento dell'Accademia Lo Scoltenna, che ormai da alcuni anni collabora con il Gruppo di studi Alta Valle del Reno nell'organizzazione delle giornate di studio, ha permesso ancora una volta di allargare l'originaria e più limitata attenzione per i due versanti appenninici bolognese e pistoiese anche al versante modenese, coinvolgendo studiosi del versante del Panaro e arricchendo notevolmente le prospettive culturali del convegno stesso.

 

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