Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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Passeggiate lessicali nel dialetto pistoiese, ricordando Gabriella Giacomelli

Passeggiate lessicali nel dialetto pistoiese, ricordando Gabriella Giacomelli
Incontro con Barbara Beneforti, dialettologa, sui vari linguaggi parlati a Pistoia in relazione alla lingua italiana e all'evoluzione del modo di parlare nel tempo

Sabato 16 dicembre 2017, ore 17.00 - Sala Bigongiari

I dialetti non sono un modo sbagliato di parlare l'italiano, bensì altri modi di parlare continuando l'antico latino, con le loro regole, il loro vocabolario, la loro sintassi. Il latino che si parlava in Toscana fu quello che risentì meno di tutti gli altri i processi di mescolanza linguistica perché l'area etrusca rimase integra, come alleata di Roma, e visse appartata fra Appennino e Tevere. Il dialetto di Firenze ebbe poi la fortuna, verso il Cinquecento, di diventare la matrice di quella che sarebbe stata la lingua italiana. Nel frattempo le persone che vivevano nei vari territori continuavano a parlare come per loro era più comodo, adattando la grammatica e inventando le parole che più servivano nella quotidianità. Per questo il modo di parlare dei vari luoghi è anche una prospettiva diversa dalla quale avvicinarsi alla storia e alle culture dei popoli che li hanno abitati e che li abitano ancora oggi. Ne parliamo in un incontro dedicato al dialetto pistoiese, così come si è modificato nel tempo, cogliendo l'occasione per ricordare Gabriella Giacomelli, allieva di Giacomo Devoto, titolare per lunghi anni della cattedra di Dialettologia italiana dell'Università di Firenze. La professoressa Giacomelli viveva a Firenze ma era originaria di Pistoia. Era una studiosa illustre, nota a livello internazionale, autrice di prestigiose pubblicazioni e coordinatrice della corposissima opera Atlante lessicale toscano. Il suo nome è legato anche al Vocabolario pistoiese di Lidia Gori e Stefania Lucarelli, che la studiosa aveva curato, un testo del 1984 che fa parte delle biblioteche di tanti pistoiesi. È venuta a mancare nel 2002 in un incidente stradale all'età di settantuno anni.

Barbara Beneforti è nata a Firenze nel 1968. Si è laureata in Lettere con una tesi in dialettologia italiana. Vive a Pistoia, dove per dieci dieci anni è stata funzionaria presso l’ente Provincia e si è occupata di promozione delle pari opportunità, immigrazione e contrasto alle discriminazioni. Dalle attività svolte presso il Centro antidiscriminazione della Provincia sono nate due pubblicazioni: Tra luoghi comuni e realtà. Rom e Sinti a Pistoia (2012), uno studio della situazione delle popolazioni nomadi, in particolare Rom e Sinti, presenti nel territorio pistoiese, e Potere alla parola. Racconti, cantilene e prose sparse (2014), che attraverso lo strumento del racconto si propone di dare voce alle persone che si sono rivolte alla struttura per far conoscere le loro storie di disagio e discriminazione. Da pochi mesi lavora a Firenze come funzionaria al Ministero della giustizia. Ha pubblicato articoli e saggi su tradizioni popolari, dialetti, immigrazione e emigrazione italiana, fra i quali nel 1998 E tutti va in Francia, in Francia per lavorare. La storia di una famiglia pistoiese emigrata in Francia e nel 2007 A lungo andare. Le migrazioni da e per Lamporecchio, Larciano, Monsummano Terme e Pieve a Nievole, entrambi insieme al marito Roberto Niccolai. Nel 2011 è uscito il suo primo romanzo, L'ultima stagione. Storia contadina, nel 2016 il secondo, La disertora. Entrambi sono ispirati a vicende realmente accadute, sono ambientati nella campagna alle porte di Pistoia nella seconda metà dell'Ottocento e ci restituiscono un affresco della vita contadina e del mondo mezzadrile negli anni in si faceva l'Unità d'Italia. Ha pubblicato inoltre vari racconti per letture radiofoniche e antologie. Abita sulle colline pistoiesi, in mezzo a un bosco, nella stessa casa dove per oltre un secolo i suoi avi hanno lavorato come mezzadri. Grazie a queste radici profonde, ha sempre avuto voglia di confrontarsi senza paura con i modi lontani. La scrittura per lei è memoria, impegno civile e orgoglio nel provare a dare voce a chi non ha lasciato tracce nella storia.

 

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