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Passeggiando nella tavola periodica

 

Ogni elemento della tavola periodica contiene una sua storia, a partire dalla scoperta: alcuni erano già noti all’antichità, altri (come l’argento e il piombo) sono legati a particolare scoperte scientifiche avvenute nel corso dei secoli, altri ancora, infine, hanno avuto una genesi particolare e ne conosciamo solo alcune tracce. Ci sono voluti tre secoli per redigere e completare la tavola e ne sono state proposte almeno settecento versioni alternative: la prima tavola periodica è stata ideata dal chimico russo Dmitrij Ivanovic Mendeleev nel 1869 e contava numerosi spazi vuoti previsti per gli elementi che sarebbero stati scoperti in futuro. A prima vista la tavola ci appare come qualcosa di preciso, logico e razionale: ogni elemento occupa una casella ed ha determinate e specifiche caratteristiche. Poi però scopriamo che esiste il mercurio (uno dei pochi elementi ad essere liquido a temperatura ambiente) e quindi la certezza che la materia può apparire in tre stati (liquido aeriforme e gassoso) non è più sicura; i contorni si sfumano e rimane la certezza che ogni elemento, come spiega questo saggio, racconta una storia fatta di intuizioni, rivoluzioni e invenzioni. Dentro tutto questo ci siamo noi, esseri umani che ogni giorno colleghiamo un pc, accendiamo un cellulare e modifichiamo i nostri rapporti con un elemento della tavola periodica. Impossibile non pensare al Sistema periodico di Primo Levi, una raccolta di ventun racconti dove ognuno porta il nome di un elemento della tavola periodica e in qualche modo lo collega alla nostra vita quotidiana.

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