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Paolo Tesi Lontano dalle gabbie

 

6 dicembre 2018 - 9 gennaio 2019 - Vetrine e spazio espositivo

Paolo Tesi  Lontano dalle gabbie
A cura di Maurizio Tuci

In occasione del finissage, il pomeriggio di mercoledì 9 gennaio, dalle ore 16.00, Paolo Tesi e alcuni allievi della scuola di disegno realizzeranno prove di artista con disegni e ritratti, anche agli utenti che ne faranno richiesta.

Invito
(pdf, 800 Kb)

Paolo Tesi è un artista pistoiese della generazione che segue da vicino quella “di mezzo”. Suoi quasi coetanei sono infatti Gianfranco Chiavacci, Giorgio Ulivi, Giuseppe Gavazzi, Massimo Biagi ed altri.
Nella ormai ultracinquantennale carriera ha utilizzato la sua straordinaria capacità grafica (è un disegnatore di primissima fascia) per organizzare e domare le pulsioni che gli venivano dal profondo, da un subconscio tanto generoso quanto problematico da decifrare, spesso esplosivo e alla radice ormai da alcuni decenni di una pittura visionaria e coinvolgente.

Dopo le sue prime esperienze, straordinariamente proficue, in qualche modo utilizzate per raccontare il mondo vicino, come quello della famiglia e del paese, Bonelle, già al primo sguardo oltre il borgo, appaiono quasi subito maestosi cavalli, splendidi, filanti velieri e tutto un orizzonte fantastico di immagini coloratissime classificabili come un “neo-fauves” gioioso, leggero, positivo.
E’ solo dopo l’incontro/scontro con Pinocchio e la successiva esplorazione in profondità del burattino di Collodi che cominciano ad affiorare le prime forzature del linguaggio: Pinocchio prima sembra rivoltarsi all’artista, poi però viene assalito, brutalizzato, fatto a pezzi da orrendi, giganteschi, cattivi, ma anche bellissimi insetti. Se si considera che Paolo Tesi si identifica totalmente in Pinocchio, tanto da intitolare una sua mostra “Pinocchio sono io”, il resto della storia sembra facilmente percorribile. Invece quando, pochi anni fa, appaiono gli “Insektuomini”, le posizioni diventano di nuovo instabili, la fusione tra i due elementi (gli insetti e gli umani appunto) si tinge di mistero, di nuovi tremori.

Paolo Tesi si misura con grandi dipinti, magistralmente eseguiti, e di un impatto visivo da far tremare le gambe. Sono sensazioni forti, fortissime, perché la materia trattata è rovente, ‘sparata’ con forza e sapienza costruttive verso chi guarda. E’ come se, miracolosamente, i subconsci dell’artista e degli osservatori, trovando una sintonia invisibile, si parlassero e si facessero partecipi delle rispettive paure. Paolo si esprime, da sempre, costruendo opere di grandi dimensioni. Distribuisce le sue amate ecoline su preziosa carta Magnani o su ruvida carta da manifesti che grattata, incollata, lavata, preparata, esprime tutto il suo vissuto prima ancora di ricevere il colore dall’artista. Nel primo caso il risultato sarà più pittorico, controllato; nel secondo, seguendo la libertà che viene suggerita da un fondo già bellissimo ed evocativo, il dipinto sarà robusto, a volte inquietante.

La mostra “Lontano dalle gabbie” registra un momento interlocutorio della creatività dell'artista. Gli insetti sembrano scomparsi all’orizzonte, come Pinocchio; troviamo invece nei dipinti esposti, frutto del lavoro degli ultimi mesi, una grande quantità di uccelli di specie diverse, spesso incerte e a volte dietro robuste sbarre. Ma chissà perché anche questa volta l’evidenza della rappresentazione deve fare i conti con il subconscio dell’artista. Le opere infatti hanno ancora quel tasso di inquietudine profonda che Paolo Tesi comunica ormai da tanti anni. Solo un po’ più mitigata, forse, o rassegnata. Ma attenzione; ci comunica anche che il vulcano ‘ruggisce’ ancora ed è difficile capire dove colpirà! (Maurizio Tuci)

 

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