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Ombre

 

20 settembre - 4 novembre 2019 - Art Corner

Mostra di Gianni Dorigo
A cura di Fabio De Poli

Inaugurazione venerdì 20 settembre, ore 17

Se è vero che non può esistere luce senza ombra, è tanto più vero per il cinema le cui immagini vivono proprio del contrasto tra luci e ombre. La grande stagione del B/N e del cinema d’autore classico è lì a ricordarcelo attraverso la galleria della nostra memoria cinematografica. Basterebbe pensare anche soltanto al Bergman anni ‘50/’60 che, grazie anche alla genialità del suo direttore della fotografia Sven Nykvist, costruiva una materia visiva di assoluta potenza che proprio grazie a queste due antitesi figurative rifulgeva.

Ora, Ombre, la nuova mostra di Gianni Dorigo, la cui opera si è da sempre caratterizzata per l’interazione tra contributi fotografici del cinema e contributi pittorici, evoca non le opere dei grandi autori ma la parte oscura del cinema, quel cinema de-genere, di serie B insomma, che ci può in qualche modo far pensare all’ombra dell’ombra. Un universo di incubi, paure, angosce, omicidi e violenze in cui l’ombra diviene sempre più esplicitamente metafora del male, così come la luce appare metafora del bene. E in cui quella faccia nascosta, oscura, negata del sé che era stata al centro della riflessione junghiana, acquista sempre più prepotentemente fascino.

“Tu soffri a causa del male”, aveva scritto Jung, “perché segretamente lo ami, pur non essendone consapevole. Vorresti sfuggirlo e inizi a odiarlo. Ma ancora una volta a lui resti legato, perché sia che tu lo ami o che tu lo odi, è lo stesso: sei legato al male.”

Ecco, proprio a questo perturbante fascino del male sono dedicati i sei momenti cinematografici di Dorigo, quasi tutti film di genere (con l’eccezione di uno hitchcockiano), quasi tutti film americani (con l’eccezione di uno diretto da Freda), e comunque tutti caratterizzati dall‘urlo di vittime femminili. Quasi  che l'ombra, in questi sei quadri rigorosamente in bianco e nero, con un comune segno rosso sangue,  fosse destinata a rivelarsi attraverso un urlo. E, allo stesso tempo, questo urlo non fosse che il disperato appello di chi è di fronte a una minaccia mortale, che può però persino, in qualche modo, follemente desiderare il suo carnefice.

Sarà per questo forse che, pensando al nostro pittore mentre nell’oscurità del suo studio rifinisce le opere della mostra, mi diverte pensare che a un tratto possa fermarsi e, provando un improvviso brivido, chiedersi cosa si nasconda alle sue spalle. (Claudio Sestieri)

 

Gianni Dorigo, nato a Ferrara nel 1953, vive a Firenze ed opera come artista dalla fine degli anni Sessanta. Dal 1980 è docente di “Visual design”. Con un’ininterrotta attività, promossa e seguita da gallerie e firme di rilievo, a 21 anni, nel 1974, tiene la sua prima personale e del 1995 è già la sua prima antologica, nel Palazzo Pretorio di Certaldo (a cura di Claudio Cerritelli). E’ stato invitato a molte delle più importanti rassegne d’arte sia in Italia che in Europa, tra le quali la “Quadriennale” di Roma.
Da oltre un decennio la sua ricerca intesse uno speciale ed originale dialogo tra pittura e cinema. Il cinema diviene non solo fonte iconografica e d’ispirazione narrativa ma riflesso di memorie ed emozioni personali. Tra i cicli tematici più recenti si ricordano “Il fiore e il serpente” - l’immagine della donna nel cinema orientale (2007, mostra e catalogo a cura di Luca Beatrice, Sala espositiva del Comune di Castelnovo nei Monti, Reggio Emilia); “Il pianeta delle tempeste” - il cinema dell'URSS (2009, a cura di Martina Corgnati, Andrej Tarkovskij, Claudio Carrabba, Galleria “San Gallo Art Station”, Firenze); “Piccola storia del cinema tedesco” (2010, a cura di Sonia Zampini, presentata a Berlino e Karlsruhe); “Oltre l’inquadratura” (2011, a cura di Sandra Stanghellini, presentazione di Roberta Fiorini, Museo di San Casciano, Firenze); “Il cielo è rosso” - Immagini di cinema in Toscana (2012, mostra e catalogo a cura di Roberta Fiorini, Sala delle Colonne, Comune di Pontassieve, Firenze). Di seguito è stato invitato ad esporre in personale con “Il cielo è rosso - speciale Acqua Cheta musical” (2012, a cura di Barbara Cianelli, Teatro Politeama, Prato); “Il cielo è rosso” - Immagini di cinema in Toscana. La mostra in Mediateca (2013, a cura di Roberta Fiorini, Fondazione Sistema Toscana-Mediateca Regionale, Firenze); “Fotogrammi. Il cinema dipinto” (2013, SACI - Studio Art Centers International, Firenze); “Gianni Dorigo…al Cinema Azzurri” - Fotogrammi tra cinema e pittura (2013, CENTRO MULTI +, Borgo San Lorenzo); per il Comune di Fiesole ha realizzato un'opera dedicata al regista Terry Gilliam, “Premio Fiesole” 2013 ai maestri del cinema, riprodotta anche come multiplo ritoccato a mano per una cartella; una sua opera ha dato immagine al XXXV° Festival Internazionale di Cinema e Donne (2013), a cura del Laboratorio Immagine Donna; nel 2014 la mostra “Musica da viaggio. Il cielo è rosso”, a Roma, “Bistrot il Tiepolo”, a cura di Lia Francesca Morandini.
Tiene la personale “Se una notte d'inverno un viaggiatore”... Libri Einaudi come scatole magiche, presso Immaginaria Arti Visive Gallery a Firenze (presentata in catalogo da Paul Ginsborg), e per l'occasione le Edizioni Pulcinoelefante di Osnago pubblicano, in tiratura limitata, un multiplo dell'artista come “Omaggio a Roberto Cerati”.
Realizza l’opera per l’immagine del XXXVI° Festival Internazionale di Cinema e Donne. Nel 2015 è invitato a realizzare un'opera per la collezione di opere di piccolo formato dall’Archivio Carlo Palli, “Vitamine. Tavolette energetiche” (catalogo Polistampa), con mostra itinerante in diverse sedi quali il Museo del Novecento, Firenze, il GAMC, Viareggio, il Mart di Rovereto, il Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; espone alcune opere del ciclo “I musicarelli”, ispirate ai film musicali italiani (con un testo di Ranieri Polese), nella mostra “I colori dello schermo” presso la Galleria Tornabuoni a Firenze; realizza un'opera per la rassegna “Bianco Nero in Toscana” (a cura di Ilaria Magni) presso il Centro Borghetto di Bagnolo a Montemurlo - Prato.
Per il terzo anno consecutivo realizza un quadro che diventa immagine del XXXVII° Festival Internazionale di Cinema e Donne, “Persona”, (a cura di Paola Paoli e Maresa D'Arcangelo) e, in concomitanza, tiene la personale “Sirene e Amazzoni. Urla sospiri colori” presso “Spazio Glicine” a Firenze. Nel 2016 realizza due opere per la rassegna “Cento anni di pugilato italiano, 1916/2016”, la raccolta d'arte sul pugilato (a cura di Roberto Savi) presentata a Roma nella Casa delle Armi “CONI” al Foro Italico; crea quindici opere per il film “Seguimi” (regia di Claudio Sestieri, di prossima uscita) e un nuovo quadro per XXXVIII° Festival Internazionale di Cinema e Donne, "Sex and Story”.
Nel 2017 espone un libro d'artista nella rassegna “Close relation between a Book and Artwork” presso la Wakayama Prefectural Library-Media Art Hall, a Wakayama in Giappone (a cura di Roberta Fiorini e Miya Ozaki). Ha realizzato l'opera destinata al vincitore del “Premio Roberto Giammanco” nell'ambito di Human Rights Film Festival di Todi e il quadro che dà immagine al XXXIX° Festival Internazionale di Cinema e Donne, “Segnare il tempo”; è invitato a partecipare alle rassegne fiorentine “Patty Pravo. Metamorfosi di una diva”, a cura di Riccardo Benelli, in Palazzo Bastogi e “Sapor di tango”, a cura di Sandra Stanghellini, in Palazzo Guadagni.
Tiene la personale “Tutto è musica”, cinema e musica in arte, presso Banca Mediolanum, Limena (Padova), a cura di Maria Palladino con un intervento in catalogo di Ranieri Polese. Realizza l’immagine di copertina del libro di Paola Emilia Cicerone “Cecità clandestina” (ed. Bulgarini, Firenze). La sua opera per la collezione di piccolo formato dell’Archivio Carlo Palli, “Vitamine. Tavolette energetiche” (catalogo Polistampa), viene esposta al Museo d’Arte Contemporanea “CAMeC” di La Spezia. Nel 2018 realizza l’opera che diviene immagine del XXXX° Festival Internazionale di Cinema e Donne, “Dis/uguali”. Espone le opere del ciclo “I musicarelli” presso Immaginaria Arti Visive Gallery di Firenze.

 

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