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Non è ancora domani (La pivellina)

Asia, una bambina di due anni, viene abbandonata su di una altalena in un parco di San Basilio a Roma. Ad accorgersi di lei è Patti, una cinquantenne che appartiene ad una piccola comunità di circensi che lavorano e abitano nel quartiere. In una delle tasche della tutina la madre ha lasciato una sua foto e un messaggio in cui promette di tornare presto a riprendersela. Comincia così "Non è ancora domani (La pivellina)" dei registi-fotografi Tizza Covi e Rainer Frimmel che, dopo aver girato alcuni documentari, debuttano nel mondo della fiction con un lungometraggio premiato in molti festival in giro per il mondo. La storia della pivellina, ovvero "piccola bambina" nel linguaggio dei circensi, oltre a toccare temi importanti, come l'infanzia e il pregiudizio, sempre in modo delicato e mai banale, ci mostra con rispetto e realismo la vita di questa comunità di artisti di strada, unita e solidale, che i registi conoscono molto bene per avervi girato nel 2005 il documentario "Babooska". Seppur narrando una vicenda inventata, il film è così radicato al mondo reale che il limite tra finzione e realtà risulta assai sottile. I protagonisti del film, infatti, interpretano se stessi e recitano seguendo un copione che lascia loro molta libertà nei dialoghi e nei movimenti. Un altro aspetto importante che caratterizza "La pivellina" e il modo di lavorare di Covi e Frimmel è la scelta di quest'ultimi di occuparsi direttamente di ogni componente del film (sceneggiatura, fotografia, montaggio, suono, regia) rendendo così più facili e snelle certe operazioni, soprattutto in un'opera di questo genere. Una troupe composta da due sole persone, infatti, quasi si "mimetizza" tra le roulottes del campo, ottenendo così una recitazione ancor più spontanea e riuscendo ad osservare in profondità i diversi aspetti della vita nella piccola comunità. Il finale della storia rimane in fondo aperto, non ci viene mostrato l'arrivo della madre e il distacco di Asia da Patti. Ma non è questo l'importante. Essenziale è tutto ciò che c'è stato prima, ciò che gli autori hanno voluto raccontare per farci vivere insieme ad Asia e agli altri protagonisti una storia dalla quale è impossibile non essere conquistati.

Fabrizio (bibliotecario, Biblioteca San Giorgio)

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