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Montecatini nei ricordi: mostra di Rino Ferrari

Foto di una delle opere esposte

19 agosto - 9 settembre 2014 - Spazio espositivo

 

Invito
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"Montecatini nei ricordi nelle "pergamene" di Ferrari
Rino Ferrari continua a fare la storia attraverso panorami che il tempo ha modificato oppure irrimediabilmente cancellato. Lo ha fatto in passato con la Foggia antica, la sua città natale, e lo ripete oggi con la città di adozione, Montecatini Terme servendosi di quella “mano” che possiamo definire inimitabile nel tracciare sulla pergamena immagini servendosi della punta a china, una tecnica raffinata in cui, non solo eccelle, ma sicuramente è patrimonio del suo esser artista completo visto che pure la sua pittura ha scavalcato i confini nazionali proponendosi con successo anche in America. Quando presentai la cartella di Foggia negli States non pensavo che avrei dovuto ripetermi con la città dove ho trascorso tutta la mia infanzia e parte dell’adolescenza, e dove le consistenti tracce di monumenti e degli edifici storici, rilevate con la consueta maestria da Rino Ferrari, mi hanno riportato a tempi lontani e sicuramente più spensierati. Fra gli elaborati di questa preziosa “cartella” ce n’è uno che propone uno scorcio di quello che oggi si chiama Corso Matteotti: vi è riportato anche il palazzo dove abitavo. Ma il discorso personale deve fermarsi qui perché rischia di scivolare nel sentimentalismo. E torniamo quindi a queste “tavole” frutto di una intensa ricerca storica d’archivio dove Ferrari fissa immagini d’epoca delle “Leopoldine”, del “Tettuccio”, di quella che oggi è Piazza del Popolo dove ancora figura la struttura liberty della vecchia chiesa, il “Kursaal” a cui si accedeva da un antico cancello. E le due tavole forse più suggestive: il centro di Montecatini Alto e il “Gambrinus” da sempre, fino ad oggi, salotto culturale della città. Il primo “dilatato” estensivamente per non perdere nulla delle antiche tracce, delle insegne, dei particolari oggi scomparsi; un’operazione che viene ripetuta per il “Gambrinus” che si apre a ventaglio con tutte le sue caratteristiche, del resto mantenute sostanzialmente nel tempo. Ho sempre sostenuto che più che le parole contano le immagini: chi osserverà questi lavori, oltre alla eccezionale tecnica, vi avvertirà gli umori e le atmosfere di un’epoca, ricostruita, sì, sui documenti, ma anche su reinventazioni e racconti. Forse il progresso non ha stravolto completamente Montecatini che conserva tenacemente le sue linee liberty che ormai la caratterizzano nel mondo, mescolate a un soffio nostalgico. Ferrari con questo salto nel passato codifica gli aspetti della città termale così com’era. E le finissime tramature che esaltano le strutture e persino i lastricati delle vie e delle piazze, contribuiscono ad esaltare il suo lavoro fatto con incredibile precisione e stilisticamente perfetto. Nella magia del ricordo. (Franco Riccomini)

 

La Memoria deve restare in noi
Durante importanti eventi culturali di livello internazionale vengono proposte a volte altrettante mostre di grande qualità intellettuale. In occasione della Biennale di Venezia del 2010 la prestigiosa Fondazione Cini ospitò nella sua sede nell’isola di San Giorgiouna bellissima ed esaustiva esposizione sulla creatività di Giuseppe Piranesi, uno dei più incredibili eclettici di tutti i tempi. Tra i tanti lavori esposti - progetti di dipinti, di sculture, di oggetti e mobili - mi aveva molto colpito una serie tra le più famose delle sue incisioni, quella delle “Vedute delle Piazze di Roma”. La descrizione minuziosa ed attenta di ogni dettaglio che una Piazza di quell’epoca possiede e racchiude in sé era descritta in una perfetta armonia ed era il fulcro di tutta la composizione di quell’ opera: l’importante era trattenere per i posteri l’immagine esatta della realtà architettonica in tutto il suo sapore di vita. Le opere erano esposte a paragone ed a contrasto con le fotografie della stessa piazza, fotografata ai giorni d’oggi, dal grande Gabriele Basilico. L’incredibile era che ad un’ attenta analisi le due immagini rappresentavano una piazza identica: allora come oggi, non presentava nessun nuovo intervento architettonico, nulla era stato né distrutto né sostituito. Un raro caso nel quale la storicizzazione attraverso l’immagine non era, in questo caso, indispensabile per salvaguardare ai posteri com’era la città d’allora. La raffinata mostra di Rino Ferrari allestita nella Biblioteca San Giorgio di Pistoia è invece a noi indispensabile per salvaguardare nella nostra memoria com’era Montecatini Terme. Considerato tra i maggiori eredi di quella capace corrente descrittiva dell’architettura Italiana che partendo da Canaletto, Bellotto, Marieschi, Pannini e Piranesi è giunta fino a noi, l’artista con le sue “ Ricostruzioni Storiche “ ci accompagna con queste opere in un viaggio di un tempo lontano e purtroppo ormai dimenticato. Ecco la sua penna ci ricorda che, una volta si chiamava Piazza Umberto I: oggi abbattuta la Chiesa e la Casa del Fascio si chiama Piazza del Popolo. Ricoperto il fiume Salsero le facciate delle Leopoldine: oggi sono state sostanzialmente ridisegnate. Corso Matteotti: oggi è stata totalmente ricostruita nella sua totalità all’angolo di Piazza del Popolo. L’artista intende appunto sottolineare come irrimediabilmente sono state cancellate nel corso del tempo parti della Città. Mentre Pino Pinelli nelle descrizioni della vita romana dell’ epoca voleva sottolinearne la quotidianità dei suoi abitanti, Rino Ferrari inserisce nelle sue opere figure immobili, bloccate dal tempo quasi consce di essere unici testimoni di una imminente cancellazione dalla storia. La perfezione dell’esecuzione, quasi l’artista possedesse un suo personale grand’angolo, lo porta ad essere considerato degno erede di una corrente indispensabile per la nostra storia d’Italia.                                                                      (Daniele Crippa, scritto nel giorno di Sant’Alessio del 2014 in Portofino)

 

Rino Ferrari, nato a Foggia, vive ed opera dal 1978 in Toscana. Dopo gli studi superiori ha intensificato la sua attività pittorica che si è affiancata all’arte “grafica” a cui ha dedicato cinque anni di studi per la ricostruzione della “Foggia Antica e Scomparsa”, una collezione di 22 opere in china su pergamena acquistate ed ospitate nel Museo della sua Città. Dal 2006 al 2008 si è dedicato alla realizzazione del ciclo dedicato a Montecatini Terme, sua città d’adozione. Queste sue opere sono state poi esposte sia alle Terme Excelsior sia nelle Sale Comunali di Montecatini nell’agosto e settembre del 2008. Ha tenuto numerosissime “personali” in Italia ed all’estero. Nel 2000 ha partecipato al prestigioso International Art-Expo di San Francisco e nel 2001 all’International Art-Expo di New York. Sue opere sono attualmente presenti in gallerie d’arte e collezioni private in Europa e negli Stati Uniti.

 

 

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