Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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particolare della copertina

Bretagna, punta occidentale della Francia, la regione protesa verso l’oceano. Una terra ricca di storie e tradizioni, di piccole isole abituate ai pericoli del mare: forti maree, tempeste e soprattutto un insidioso tratto pieno di scogli a fior d’acqua, la chaussée de Sein, dove nel tempo sono naufragate decine di navi. Per evitare futuri disastri furono costruiti nel corso dell’800 una serie di fari, a partire dalla terraferma e nelle isole vicine. Ma non bastò. Dopo l’ennesimo naufragio nel 1859, il governo di Parigi decise che serviva un faro in mare aperto, per segnalare la massima estensione della secca. Nacque così il faro di Ar-men, la cui storia è raccontata nel fumetto Ar-Men. L’inferno degli Inferni (Tunuè, 2019) da Emmanuel Lepage.
Albo di grande formato che cattura da subito, con la sua copertina, l'attenzione di chi lo incrocia con gli occhi. Emmanuel Lepage, autore belga consacrato anche con il Prix ad Angouleme, scrive e disegna una storia epica, affascinante, caratterizzando bene i suoi protagonisti, avvalendosi di una sapiente miscela narrativa di realtà e finzione.
Quello che colpisce immediatamente sono i disegni. I volti dei personaggi, soprattutto i loro occhi molto espressivi, l'uso della luce e dei colori, la cura nel rappresentare il mare e la sua forza dirompente, il riverbero del sole sulle acque spumose. E' una storia affascinante quella dell'Ar-Men, uno dei fari più noti al mondo. Un simbolo del coraggio e dell'intelletto dell'uomo che ha osato sfidare, vincendo, la forza della natura.
Questo ci racconta Lepage, prendendo spunto dalla storia della creazione del faro, un viaggio nella storia di un uomo, fatto della sua caduta e della sua rivalsa, della solitudine e del ricordo, del mito che si fonde con il reale. Germain, il protagonista e guardiano del faro, passa le sue giornate all'interno di questa casa verticale costruendo una routine che lo aiuta a mantenere un equilibrio, una serie di atti necessari che si ripetono, con costante attenzione e che assumono quasi i connotati di un percorso meditativo e spirituale. Germain non è solo sul faro, c'è la figlia con la quale passa forse i momenti più piacevoli raccontandole storie fantastiche e Louis, l'altro guardiano, anche lui depositario di un inconfessato travaglio interiore. Durante una tempesta la porta che protegge la cucina del faro dalla furia degli elementi cede e, successivamente, l'intonaco all'interno del faro, crepato dall'umidità, rivela una serie di scritti.
Una narrazione che come dice Germain al compagno Louis rappresenta “Un tesoro. Una storia per le nostri notti future...”.
Ar-Men è la più affascinante delle contraddizioni: paradiso e inferno, solitudine e umanità, sogno e fantasmi. Un punto di luce minuscolo per controllare l'immensità del mare.

 

Recensione di Luca Lucherini

 

 

 

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