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Millennials

Un particolare della copertina


Premiato come miglior fumetto per ragazzi al Napoli Comicon, il consiglio dei millennials di questa settimana è l’ultima opera uscita dalla famiglia “Sualzo-Vecchini”, La zona rossa, edito da Il Castoro.
Gli autori, Silvia Vecchini e Sualzo, scelgono di raccontare un tema difficile, il terremoto, e lo fanno attraverso gli occhi di un gruppo di ragazzi: Matteo, Giulia e Federico. Tre ragazzi 'qualsiasi', la cui vita, una notte, viene scossa fin nel profondo. Il terremoto arriva all'improvviso portandosi via la quotidianità.
Consci del potere universale delle storie, gli autori restituiscono, con la delicatezza che oramai li contraddistingue nel panorama editoriale, le vite spezzate di un paese dell'Appennino. La zona rossa, però, non mette in scena solo emozioni forti, ma riesce a fissare su carta una tragedia, cercando contemporaneamente di raccontare che in fondo a ogni difficoltà – sia piccola che grande o, come in questo caso, enorme – c’è sempre una speranza che sta a noi alimentare.
Relazioni, legami, interessi, scuola, sonno sono sconvolti dalla drammaticità del momento ma, per chi quell’esperienza l’ha vissuta, sa che la desolazione del momento porta a galla l’umanità e il cuore di ciascuna persona coinvolta.
La rabbia, la paura, il senso di impotenza... sono emozioni che investono tutti, non guardano in faccia all'età, ma ognuno ha il suo particolare modo di ripartire, di ricominciare, di ribadire a se stesso cosa vale nella vita e a chi ci si aggrappa quando non si ha più niente.
Sono l’amicizia e l’umanità che permettono di spogliarsi della paura e capire che la vera sfida è quella di guardare ad ogni piccolo passo della vita, ad ogni sfumatura, con gioia e forza d’animo. Chi si lascia sfidare cambia in meglio e i momenti acquistano il loro peso, perché si fa «quello che c’è da fare», senza pretese, le debolezze dell’altro diventano l’occasione per piangere assieme ma anche per essere coraggiosi.
Un fumetto che si fa divorare e amare dai ragazzi, ma anche dagli adulti, forse perché guarda dentro ciascuno di noi, oltre l’età anagrafica, quella “zona rossa”, spesso fatta a pezzi dal terremoto che chiamiamo vita, che riesce a risorgere grazie alla poetica delle parole e dei colori, che restituiscono speranza a sentimenti che magari non siamo bravi a esprimere ma che sono lì, in fondo a un cuore arrabbiato, impaurito o disperato, in attesa di essere aggiustato e tornare a brillare.

Cristina (bibliotecaria San Giorgio)

 

 

 

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