Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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Marino Marini Cavalli di carta


Il disegno è la parte più intima dell’artista, è la parte più immaginativa, e quindi è la parte più vera (Marino Marini)

 

16 febbraio - 30 marzo 2019 - Teca Primo piano

A cura della Fondazione Marino Marini

Quando il giovane Marino Marini nel 1917 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze decide inizialmente di frequentare i corsi di Disegno e di Pittura di Galileo Chini e solo nel 1922 si iscrive al Corso Speciale di Scultura di Domenico Trentecoste. La carriera artistica di Marino, segnata dalla fama di scultore, nasce quindi sotto l’amore per il disegno e l’incisione, un amore che durerà tutta la vita.

Durante la sua attività Marino infatti realizza oltre 360 soggetti fra litografie e acqueforti, alcuni di queste vanno a creare delle cartelle, alcune di queste concepite come veri e propri libri d’artista, dove i grandi fogli di carta vengono piegati a “quartini” e a testi critici e poesie susseguono tavole impresse con il torchio. Queste cartelle, comuni a molti degli artisti coevi, in Marino assumono uno spessore particolare, vuoi per le tirature limitate, vuoi per l’attenzione al dettaglio che queste prendono. Aprendo una delle grandi scatole che confezionano questi “album” sembra quasi di aprire un antico codice miniato dove, scordandosi quasi del testo, quello che risalta è il colore o il segno grafico che alla fine ti porta a soffermarti sulla bellezza intrinseca della carta.

Dagli archivi della Fondazione Marino Marini di Pistoia, designata dalla moglie Marina come custode di quella parte più intima dell’artista, emergono due libri dove Marino si “diverte” ad illustrare prima nel 1942 Il fiore delle Georgiche nella traduzione del futuro premio nobel Salvatore Quasimodo e poi nel 1955 (ma i disegni sono datati 1944) una elegantissima e preziosissima stampa de Le ultime lettere di Iacopo Ortis di Ugo Foscolo.

Con questa mostra inizia la collaborazione della biblioteca con la Fondazione Marino Marini che, in occasione della presentazione della donazione di due libri d'artista alla San Giorgio, ospita alcuni libri e opere d'arte di Marino Marini.

In mostra

Il fiore delle Georgiche
nella traduzione di Salvatore Quasimodo. 5/11/1942 Edizioni della Conchiglia – Collana dei poeti antichi e moderni diretta da Luciano Anceschi e Salvatore Quasimodo.

Ultime lettere di Iacopo Ortis

ora pubblicate dalla Conchiglia ed illustrate da Marino Marini (con disegni datati 1944) Opera Stampata nei torchi della Conchiglia nell’anno 1955 su carta alla forma appositamente fabbricata dall’antica Cartiera Magnani di Pescia. 145 esemplari numerati da 1-145, 14 esemplari numerati I XIV e un esemplare A

Idea e Spazio
12 acquaforti di Marino Marini con poesie di Egle Marini – Les Cent Bibliophiles de France et d’Amerique – Paris
Finito di stampare il 7 marzo 1963 sui torchi dei Fratelli Crommelynck per la parte calcografica e de Fequet et Baudier per la parte tipografica
100 volumi su carta Vélin Rives 51x38 cm numerati da 1 a 100
28 volumi su carta Vélin Rives 51x48 cm per i collaboratori
50 volumi su carta Vélin Rives 58x45 cm numerati da 1 a 50

Tout Près De Marino
10 acquaforti di Marino Marini con testo di Egle Marini – Société Internationale D’Art XXE Siécle – Paris
Finito di stampare il 25 maggio 1971 sui torchi di Lacourière et Frélaut per la parte calcografica e de Fequet et Baudier per la parte tipografica
15 volumi su carta Japon nuemrati da I a XV e 6 prove d’artista numerate da A a F
25 volumi su carta d’Arches numerati da XVI a XL e 6 prove d’artista numerate da G a L
75 volumi su carta d’Arches numerati da 1 a 75 e 20 prove d’artista numerate da 76 a 95
6 volumi nominali per i collaboratori 3 su carta Japon e 3 su carta d’Arches

 

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