Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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Lupus in fabula

Particolare della copertina del libro lupus in fabula di Walter Fochesato edito da Tivullus edizioni


"Lupus in fabula", è anche il titolo del volume pubblicato nel 2004 da Titivillus, un libro e una mostra ad esso legata, frutto di un lungo lavoro attorno alla figura del lupo, leggendario personaggio che continua ad animare, nelle sue numerose declinazioni, le storie dei bambini: dalla belva famelica, al lupetto gentile, al lupo ballerino, o imperatore, a quello dei tre porcellini o dei sette capretti, alle versioni grottesche, umoristiche, simboliche di cui è piena la letteratura per ragazzi.

Roberto Denti, scrittore ed esperto di letteratura per ragazzi, a proposito della figura del lupo, così scriveva in un saggio pubblicato sulla rivista "Liber" che contiene un dossier dedicato al lupo (n. 29, 1995-1996)

"Il lupo è fra i più antichi animali entrati nella storia e nella letteratura. Dalla lupa capitolina che allattava Romolo e Remo al “Superior stabat lupus …” di Esopo, dalle feste dei lupercali romani alle divinità dei paesi nordici con la saga di Beowulf, il lupo è presente come nemico (ma sovente anche come aiuto) dell’uomo.
Il Medioevo non lo dimentica: San Francesco lo ammanisce, il poeta François Villon lo ricorda con un bellissimo verso per i lunghi inverni di fame:

Sur le Nöel, morte saison
Que le luops se vivent de vent
(verso il Natale, morta stagione,
quando i lupo vivono di vento).

Non è inoltre casuale che tuttora si dica comunemente “ho una fame da lupo”. L’animale è usato in senso metaforico in una delle fiabe più antiche, "Cappuccetto rosso", nelle due versioni tramandateci da Perrault (unica fiaba della sua raccolta che non ha un lieto fine) e dai Grimm (con l’aggiunta di un cacciatore che accomoda tutto e uccide il lupo). Meno famosa, la fiaba de "Il lupo e i sette capretti" resta come base di quella più recente, e molto nota (anche grazie a Walt Disney) de "I tre porcellini". Le fiabe rimangono comunque  sempre alla base della narrativa per i bambini più piccoli, e il lupo, come protagonista, è sempre attuale. Nella letteratura contemporanea per l’infanzia merita attenzione particolare la raccolta dei racconti di Bruno Munari "Cappuccetto rosso, verde, giallo, blu e bianco" […]. In essi, sul leitmotiv della fiaba classica, le vicende vengono trasformate in un mondo contemporaneo o magico secondo schemi attuali. Appassionato di lupi è certamente Tony Ross, noto soprattutto come illustratore, ma anche autore di testi di grande interesse. Già nel suo "Cappuccetto rosso" Ross propone alcune varianti inattese: la bambina gira per il bosco in bicicletta, il taglialegna (il cacciatore, in periodo di problemi ecologici, non è più attuale) è il padre di Cappuccetto e il lupo, diventato vegetariano, coltiva il suo orto con le patate. Ma Ross ha scritto e illustrato anche un indimenticabile "Al lupo al lupo", sulla base del vecchio racconto popolare “L’uomo che gridava al lupo” ma con protagonista un bambino le cui vicende assumono una dimensione del tutto imprevista. Ormai animale in via di estinzione, il lupo resta nella tradizione fiabesca un protagonista ancora attuale perché la paura che i nostri antenati avevano di lui è rimasta sempre ancestralmente radicata anche nelle generazioni di oggi, che pur non hanno visto e non vedranno mai un lupo se non in qualche documentario televisivo che parla della sua possibile salvezza. Anche per i ragazzi già in grado di leggere e di apprezzare direttamente un testo di narrativa, il tema del lupo è molto spesso presente. Certamente il romanzo più noto è quello di Daniel Pennac "L’occhio del lupo", dove il rapporto fra l’animale chiuso dietro le sbarre dello zoo e il ragazzo che gli diventa amico diventa un aspetto emblematico del nostro vivere quotidiano. Anche Guido Quarzo, con "L’ultimo lupo mannaro in città" affronta un tema attuale, ma il suo racconto richiede una certa esperienza di vita per venir apprezzato come merita. Buon successo ha avuto inoltre "L’ultimo lupo" di Mino Milani, scrittore e insieme sensibile alle più moderne istanze ecologiste. Il lupo non è quindi scomparso dalla letteratura per bambini e ragazzi. Anzi […] resta un protagonista sempre molto vivace, sia per i suoi aspetti positivi (naturalistici) che per quelli negativi (la paura nella fiaba)." (Roberto Denti, "Lunghi inverni di fame")

Per saperne di più sul personaggio del lupo nei libri per ragazzi, rinviamo alla bella bibliografia Al lupo, al lupo! Storie di lupi, lupetti e lupacchiotti nei libri per ragazzi, curata dalla Biblioteca comunale di Trento, 2007.
La bibliografia è disponibile per la consultazione in San Giorgio Ragazzi, in occasione della rassegna di libri dedicati al lupo realizzata in concomitanza con lo spettacolo in programma al Teatro Bolognini.

 

Informazioni sullo spettacolo
Domenica 19 gennaio 2014, ore 16 - Piccolo Teatro Mauro Bolognini
Lupus in fabula
Giallo Mare Minimal Teatro
Drammaturgia di Renzo Boldrini
Regia di Michelangelo Campanale
Fascia indicata 5-10 anni

 

Scheda dello spettacolo
Bruno Bettelheim in "Il mondo incantato, uso importanza e significati psicoanalitici delle fiabe" raccomanda l'importanza di raccontare le fiabe classiche senza illustrazioni per favorire la formazione di un immaginario infantile.
Seguendo questa indicazione, ancor più autorevole in un presente che immerge i ragazzi in un vero e proprio bombardamento iconico tramite i supporti di riproduzione elettronica e digitale dell'immagine, abbiamo, pur con qualche utile tradimento creativo/pedagogico, realizzato per il pubblico dei ragazzi e delle famiglie lo spettacolo "Lupus in fabula".
Uno spettacolo che anziché operare una riduzione scenica di uno dei testi per ragazzi più conosciuti, “I tre porcellini”, in realtà realizza un'amplificazione di quel racconto inglobandolo in una storia incentrata su una famiglia ed in particolare su una mamma che, avendo tre figli, racconta loro la storia dei piccoli porcelli. Una mamma così affettuosa che quando racconta quella storia ai figli, per non spaventarli, omette o banalizza la figura del lupo ... ma quando per quei tre bambini arriva il tempo di poter uscire dalla casa paterna e materna per affrontare il bosco della vita, con i suoi mille sentieri, trappole, scorciatoie e il lupo diventa una minaccia reale allora: com'è noto, non tutti sapranno reagire alla stessa maniera, difendendosi in modo efficace.
Il tradimento creativo e parziale all'indicazione iniziale di Bettelheim sta nell'affiancamento al lavoro di attore di figure proiettate con cui l'attore interagisce per evocare personaggio e luoghi. Quindi lo spettacolo utilizza anche immagini, figure ma non tanto legate all'immaginario grafico relativo alla famosa fiaba dei porcelli, quanto ispirate all'opera pittorica di alcuni maestri delle arti figurative del '900.

 Scheda dello spettacolo
(pdf, 120 Kb)

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