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Luca De Silva : le forme visibili dei pensieri invisibili

 

(Invito,
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13 gennaio - 17 febbraio 2018 - Vetrine e Spazio espositivo

Mostra a cura di Laura Monaldi in collaborazione con l'Archivio Carlo Palli

Inaugurazione sabato 13 gennaio - ore 17.00
In occasione dell’inaugurazione sarà presentato il libro di Luca De Silva Utopie, a cura di Attilio Maltinti e il CD "La mia eternità" con musica di Cristiano De Silva e voce di Francesco Pinzani, a cura di Dino Castrovilli.



L’arte di Luca De Silva è un viaggio della mente e nella mente, teso a sondare i campi mistici e misteriosi dell’armonia e dello spirito, in una continua e incessante creazione capace di annientare il tempo e fare dello spazio un connubio di espressione ed emozione.
In questo percorso intimo che perdura dagli anni Sessanta a oggi, Luca De Silva apre le porte della sua personalissima carriera, offrendo negli spazi espositivi della Biblioteca San Giorgio un cammino di conoscenza e di scoperta nonché una sintesi cronologica e tematica delle tappe più importanti della sua ricerca estetica. Libri d’artista, libri oggetto, installazioni e piccole opere dialogano fra le vetrine e gli spazi della biblioteca per offrire ai visitatori un corpus completo e monografico di un artista che ha dedicato la propria vita all’arte e all’arduo tentativo di dare un senso alla vita e ai complessi legami comunicativi della modernità.
(Laura Monaldi)

 

Luca De Silva è nato nel 1947 a Firenze dove vive e lavora. Fin da bambino ha amato la natura, in particolare gli alberi, i prati le foreste e gli animali, soprattutto quelli delle campagne agricole, andando nel periodo dell’Istituto d’Arte, per alcune estati a fare il pecoraio per passione al Cerro sul Monte Giovi.
Si è diplomato presso l’Istituto d’Arte e poi all’Accademia di Belle Arti di Firenze. All’istituto d’Arte ha conosciuto Marcello Guasti che lo ha iniziato all’arte moderna e contemporanea; poi diventeranno amici.
Si è dedicato all’arte fin da piccolo dicendo alla madre, all’età di cinque anni, che da grande avrebbe fatto il pittore. Hanno contribuito alla sua crescita i genitori, appassionati di arte, musica, filosofia, psicologia e mitologia. Si appassiona alle letture di Emilio Salgari e poi in seguito a Italo Calvino le cui letture contribuiranno ad alimentare il suo immaginario creativo. Nel 1979 dopo aver letto Le città invisibili, scrive a Calvino allegando una cartolina di Castiglioncello con sopra un intervento artistico. Calvino gli risponde con una particolare cartolina che rappresenta un dipinto di una città Tibetana.
Nel 1970 conosce Alba Rosa Mastini che diventerà la sua compagna di viaggio, fondamentale nel creare incontri culturali e culinari nella loro abitazione con artisti, poeti, musicisti e ballerini, dagli anni Settanta a primi anni Novanta.
Una fase importante è stata la collaborazione con Mario Daniele e Roberto Venturi sia della pubblicazione di Album-Extra del 1986, una rivista completamente fatta a mano con opere originali degli artisti partecipanti, sia dell’apertura dello spazio espositivo chiamato Container, in cui è stata presentatata una panoramica di mostre di artisti italiani, francesi, tedeschi, spagnoli, belgi, olandesi.
Dal 1970 al 1972 ha realizzato alcuni cortometraggi in 8 mm come Ergosum e Forma insieme a Giampaolo Di Cocco.
Nel 1973 ha iniziato la sua attività espositiva. Si è occupato di arte anche come promotore e organizzatore di eventi come la Feria di Luglio del 1978 insieme a Eugenio Miccini e Sandro Acquaticci; Il giardino immaginato del 2006 con Anna Lambertini, Tessa Matteini e Bruno Corà; Underground-piacere sono un artista, invitando nel 2007 giovani artisti di discipline diverse a incontrarsi in un sottopasso del Comune di Firenze; Daimons, progetto dell’Associazione Culturale AARC in collaborazione col Comune di San Casciano Val di Pesa, per l’evento Il genio fiorentino promosso dalla Provincia di Firenze; collaborazione all’organizzazione del convegno Biodiversità urbana e natura in città promosso dalla Commissione agricoltura del Consiglio Regione Toscana e dall’Università di Firenze a cura di Anna Lambertini e Dino Castrovilli; collaborazione, nel 2012, al progetto e allestimento della mostra Orbatello da asylum a biblioteca, presso la Biblioteca di Umanistica sede di Storia dell’Arte di Firenze, a cura di Carla Milloschi.
Dal 2009 è curatore di Archi-tè. Incontri trasversali, una serie incontri culturali e mostre d’arte presso la Biblioteca di Architettura dell’Università di Firenze che tuttora continua.

 

 

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