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Lo zio di Brooklyn

 

Dalla geniale trasmissione televisiva "Cinico Tv" che su Raitre, all'inizio degli anni novanta, scuote la televisione italiana dal vuoto della pubblicità e delle trasmissioni voyeristiche delle reti commerciali, nasce questa prima opera per il cinema del duo palermitano Ciprì e Maresco. Bianco e nero, uomini nudi, immersi come totem in un ambiente desolato e inospitale, cani e immondizia a fare da scenografia con rimandi a Browning, Jodorowsky, Pasolini, Lynch è tutto questo "Lo zio di Brooklyn". Privo di una vera trama, il soggeto ruota attorno all'arrivo in Sicilia dello zio di Broklyn ospitato da quattro fratelli convinti da due boss locali che vogliono contrastare la supremazia della banda del capofamiglia. Tutta la sceneggiatura è fatta di siparietti che prendono vita, dove attori immersi in un eterno torpore prendono vita solo per recitare il loro numero (una battutta, una barzelleta, ma anche un semplice suono corporale, una pernacchia o un rutto). Su di essi incombe un cielo sempre uguale di un bianco e nero apocalittico. "Lo zio di Brooklyn" può esser raccontato anche attraverso tutto quello di cui è privo: non ci sono donne (i pochi personaggi femminili sono interpretati da uomini); non ci sono notti, ma il tempo é unico e immutabile; non ci sono negozi e nessuno lavora, la società cosumistica e capitalistica rimane fuori dalllo schermo; non ci sono sentimenti e gli attori scelti da Ciprì e Maresco esprimono se stessi solo attraverso i propri corpi debordanti limitando al minimo la mobilità del volto. "Lo zio di Brooklyn" diventa espressione di un cinema della fine o dell'inizio, un funerale della vita stessa della sua proiezione verso una modernità continua e un suo canto del cigno, ma anche un ritorno all'origine ad una natura dove il concetto stesso di volgarità è inesistente.

László Krasznahorkai

Leggi l'articolo completo: testo copiato da http://www.indie-eye.it/cinema/recensioni/satantango-di-bela-tarr-ungheria-1994.htmlLászló Krasznahorkai
László Krasznahorkai

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László Krasznahorkai

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Pietro (bibliotecario, Biblioteca San Giorgio)

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