Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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I verbi della San Giorgio.

 

Lettori selvaggi - Resto qui, di Marco Balzano

 

Parola chiave : Battaglia

Nel suo romanzo intitolato Resto qui, Balzano ci presenta il duro e difficile periodo in cui Mussolini nella primavera del ’23 mise al bando il tedesco, occupando e stravolgendo con cambiamenti radicali la storia. Lo sfondo del racconto è il paese di Curon, situato al confine con l’Austria e la Svizzera, dove la protagonista, Trina, narra la sua storia alla figlia, al fine di non perdere la propria identità e di ricordare questi avvenimenti tanto atroci. Trina è una studentessa che sta preparando l’esame di maturità, in lingua italiana, malgrado la popolazione parli solo la lingua tedesca, infatti afferma che: “In quelle valli di confine, la vita era scandita dai ritmi delle stagioni. Sembrava che quassù la storia non arrivasse. Era un’eco che si perdeva. La lingua era il tedesco, la religione quella cristiana, il lavoro quello nei campi e nelle stalle”, per sottolineare la situazione di arretramento della popolazione. Quando Mussolini però sale al potere cambia tutto: i nomi delle strade, la lingua e afferma che per lavorare è obbligatorio conoscere l’italiano. La protagonista si innamora di un uomo Erich, con il quale si sposa e ha due figli, Michael e Marica. La bambina però all’età di dodici anni scompare dalla famiglia e viene portata in Germania dagli zii. La ragazza lascia solo una lettera, che trasforma i dolori e le sofferenze dalla famiglia in totale indifferenza.

La battaglia più grande che vede coinvolti Trina ed Erich è una battaglia non solo fisica e con le armi, ma anche morale. Sono costretti a lottare contro le distanze e la riforma di Mussolini che prevede l’arruolamento all’esercito di tutti i cittadini uomini. La battaglia è vissuta in prima persona da Erich, il quale dopo molto tempo torna a casa ferito, nel corpo, ma soprattutto nello spirito, decidendo di non tornare più a combattere. Parliamo di battaglia morale poiché in Trina ritroviamo una lotta continua nella ricerca della speranza accompagnata dalla sofferenza: la speranza di poter un giorno riabbracciare la figlia e la sofferenza per il marito, che si trova tanto lontano e il quale ogni giorno è esposto a un grande rischio. I due innamorati però, vivono la loro battaglia insieme, una battaglia contro il tempo e la paura, che li porta ad allontanarsi dalla loro terra natia, per nascondersi dalle truppe tedesche, fino al termine della guerra. La battaglia sembra aver trovato pace nel momento in cui si riprendono i lavori di costruzione della diga e le tante lettere, rivolte, occupazioni e prese di posizione da parte di Erich non sono servite a impedire la realizzazione di quest’ultima. Un giorno, infatti, l’acqua sommerge ogni cosa: solo la punta del campanile emerge dal lago e sul fondale si ritrovano i resti del paese di Curon. La battaglia finale viene persa dal popolo e in particolare da Trina, che alla fine rimane vedova, ma grazie a tutti gli ostacoli che ha superato nella vita, può dire di aver mostrato un grande coraggio e una grande forza.

(Alessandra Niccolai,  Classe IV C Liceo Linguistico dell’ITCS Pacini di Pistoia anno scolastico 2017-18)


 

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