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Les parapluies de Cherbourg

 

Cherbourg, 1957. Nella nebbiosa e piovosa cittadina affacciata sulla Manica, due giovani, Guy e Geneviève, si amano e sognano un futuro insieme. Guy abita con l'anziana zia che l'ha cresciuto, mentre Geneviève vive con la madre portando avanti con fatica un negozio di ombrelli, "Les parapluies de Cherbourg". La notizia dell'imminente partenza di Guy per il servizio militare getta nello sconforto i due ragazzi che si separano alla stazione ferroviaria di Cherbourg promettendosi amore eterno. Ma la distanza forzata e la presenza interessata, seppur discreta, di Roland Consard, conosciuto da poco tempo da Geneviève e da sua madre, allontanano progressivamente i due innamorati. La ragazza, rimasta incinta nell'ultima notte d'amore passata con Guy, si trova sola e bisognosa di certezze e di protezione. La madre non ha mai incoraggiato la relazione della figlia con il giovane meccanico e vedendo di buon occhio l'interesse di Roland riesce a facilitare gli incontri tra i due fino a condurli al matrimonio. Guy, ferito nella guerra d'Algeria, fa ritorno a Cherbourg dove la zia è ormai in fin di vita, sempre accudita dalla giovane Madeleine. Intanto Geneviève e sua madre hanno lasciato da tempo la città e il negozio. Guy, dopo un periodo difficile, ritrova la serenità e la forza di andare avanti grazie alla dolce Madeleine. Dopo pochi anni, Geneviève insieme alla figlioletta Françoise ritorna a Cherbourg e incontra, per caso, Guy alla stazione di benzina da lui gestita. Un incontro breve caratterizzato da poche parole e dal rifiuto di Guy, a cui Madeleine intanto ha dato un figlio, di conoscere Françoise.

Suddivisa in tre parti - "La partenza", "L'assenza" e "Il ritorno" - la storia è semplice e, almeno nelle premesse, già nota. Però, quando tutto fa pensare appunto ad una commedia rosa dallo scontato lieto fine, il regista, Jacques Demy, ci riporta alla vita reale con i suoi contrasti, le sue difficoltà e i suoi compromessi. Esemplare è la scena in cui Geneviève, confessando tutta la sua disperazione per la partenza del suo Guy fino a pensare di poter morire senza di lui, si sente rispondere dalla madre che "si muore d'amore solo al cinema". "Les parapluies de Cherbourg" (Francia 1964), primo vero successo di Jacques Demy, è un delizioso e originale film musicale - è cantato dall'inizio alla fine - che il regista è riuscito a confezionare con l'aiuto soprattutto di Michel Legrand, musicista e compositore francese con cui collaborerà in molte altre occasioni, e di Jean Rabier, direttore della fotografia che aveva già collaborato nel 1962 con Agnès Varda, compagna di Demy, in "Cléo de 5 à 7" e che ha legato la sua carriera soprattutto a Claude Chabrol. Protagonista insieme a Nino Castelnuovo, all'epoca già interprete in film importanti come Un maledetto imbroglio e Rocco e i suoi fratelli, una giovane e bellissima Catherine Deneuve che Demy chiamerà per altri suoi film come La favolosa storia di Pelle d'Asino e "Les Demoiselles de Rochefort". Vincitore della Palma d'oro a Cannes, "Les parapluies de Cherbourg" quest'anno ha compiuto cinquant'anni dall'uscita nelle sale cinematografiche e merita certamente lo sforzo di una visione in lingua originale sottotitolata in italiano.

Fabrizio (bibliotecario, Biblioteca San Giorgio)

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