Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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Le stanze di Dzian

Dal 4 ottobre al 29 ottobre 2022 - Art Teche, Atrio di ingresso

Finissage con l’autore mercoledì 26 ottobre ore 17.00

 

Le stanze di Dzian. L’evoluzione cosmica dal nulla assoluto all’antropogenesi

Libri d'artista di Vittorio Tolu

 

Invito
(pdf, 679 kB)

 

La mostra presenta una piccola scelta dei tanti libri d'artista realizzati da Vittorio Tolu, quasi tutti in copia unica, tra il 1965 e il 2022. Sono libri da sfogliare, libri-scultura, libri-oggetto... Ha assemblato via via per la loro realizzazione vari materiali, in sintonia con i titoli, tenendo conto altresì della parallela ricerca formale e concettuale che ha portato avanti in scultura e in pittura, insistendo su elementi antropologici legati alla memoria della vita e della morte, come dedalo e intreccio di esperienze. Dall'astrattismo oggettuale-minimale di S (1965) ad Atlante (1970) dove ha fatto uso, in molte tavole, di citazioni spesso in chiave empirica e ironica su temi riguardanti la scienza, la geografia, l'ecologia, la demografia, l'urbanistica ecc., passando da Un cubo di cronaca (1970), formato da quadrati di carta di giornale di cm 8x8, sovrapposti e tenuti insieme da colla Vinavil che contiene in sé avvenimenti e cronache di un giorno, destinati a perpetua illeggibilità. Attraversando poi i libri-scultura con Malanggan (1993) che allude a una sepoltura e Arianna a Nasso (1994) inciso con la sgorbia sulle pagine incollate di una vecchia enciclopedia, per arrivare a Mutus liber (2004) che si ispira all'antico trattato sulla Grande Opera alchemica edito nel diciassettesimo secolo. Fino ad arrivare a due opere realizzate su taccuini Moleskine a soffietto: Eurasia proménade (2019) e A zonzo senza sapere dove andare (2021). Nel primo, una linea continua parte da Capo Finisterre, a sinistra, e arriva a Hokkaido passando attraverso due continenti. Nel secondo, un vagabondaggio filosofico a piedi in un percorso con luci e ombre tocca sia luoghi conosciuti che improbabili. E infine Extra omnia! (2022) che porta in evidenza una lente posta su alcune aree di crisi del mondo.

 

Vittorio Tolu
Dal 1958 inizia l’attività artistica rivelandosi eccellente pittore al Concorso Nazionale Primavera di Firenze, sono anche gli anni in cui presenzia assiduamente all’attività culturale ed espositiva della Galleria Numero di Fiamma Vigo a Firenze. Nell’ambito di questa collaborazione, che durerà fino ai primi anni Settanta, l’artista ha modo di maturare e sviluppare il proprio lavoro, intensificando scambi e contatti artistici; citiamo, ad esempio, una delle prime grandi esposizioni internazionali di arte astratta, svoltasi nei primi anni Sessanta, nelle principali città della Danimarca, a cui partecipa insieme a tutti i compagni di Numero. Proseguendo il suo lavoro nell’ambito della Galleria fiorentina, contribuisce nel 1967, alla formazione del gruppo Set, che lo porta ad esporre in numerose gallerie italiane, come le Gallerie Numero di Roma e Venezia, la Galleria Carabaga di Genova, ma anche a Bologna alla Galleria De Foscherari e alla Modern Art Agency di Napoli. Tra il 1969 e il 1970 fa parte del gruppo F 1 di Firenze (citiamo la Mostra Ventunoundicisessantanove, alla Galleria Diaframma, Milano, 1969) con il quale realizza le cassette Multibox, assemblaggi artistici realizzati da una vera e propria partecipazione di gruppo. Dopo essersi cimentato nel disegno, nella ceramica, nella litografia e nello sbalzo su rame, passa gradualmente alla forma astratta e all’assemblaggio, vicino al ready-made duchampiano fino a sviluppare in chiave concettuale certe soluzioni formali di alcuni lavori degli anni Settanta, in particolare dell’Atlante. È stato vicino al gruppo dei poeti visivi, amico di Eugenio Miccini, il quale presenta le sue opere in occasione della mostra Chroma e geometria allo Studio d’Arte Il Moro, Firenze, 1973; e soprattutto, amico di Ketty La Rocca, per la quale collabora al video Appendice per una supplica, 1972. Ha creato anche libri d’artista, ricordiamo, oltre al già citato Atlante, anche Un cubo di cronaca o Libro cubo pressato, 1970; negli anni Novanta realizza sculture-installazioni polimateriche e si è interessato anche alla Mail Art. Dalla grande quantità di collaborazioni si evince che Tolu è un’artista particolarmente poliedrico e ricettivo, difficile da inserire in un’unica tendenza artistica; infatti, nel corso della sua attività che tuttora segue essendo molto prolifera, si è sempre rinnovato e rigenerato grazie all’ambiente culturale a lui contemporaneo.

 

 

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