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Le recensioni dei ragazzi - Qualcosa c'inventeremo, di Giorgio Scianna

A volte la cosa difficile non è diventare adulti, ma imparare ad essere ragazzini

Il romanzo racconta i cambiamenti nella vita di due fratelli adolescenti rimasti da poco orfani.
Nonostante le drammatiche circostanze, la narrazione è esente da qualsiasi sentimentalismo e l’autore non partecipa emotivamente alle vicende, ma rappresenta una sorta di cronaca della nuova quotidianità dei due ragazzi, narrando in modo obiettivo i fatti, i pensieri e le azioni.
Mirko e Tommaso sono due ragazzi molto forti: non si fanno abbattere dalla situazione e non si sottomettono al tragico destino come spesso accade in condizioni analoghe. Non peggiorano, ma anzi cercano di migliorarsi. Si accorgono che rigare dritto è l’unico modo per andare avanti nel momento in cui dalla loro vita sono improvvisamente scomparsi i due punti di riferimento più importanti.
E’ dunque forte la continua voglia di farcela e di raggiungere i propri obiettivi. Collaborazione e determinazione: queste sono le strade parallele che i due ragazzi seguono per affrontare da soli i problemi della realtà. Non hanno grandi pretese se non quella di rimanere a Milano, la loro città. Rifiutano infatti in ogni modo i tentativi di trasferimento a Pavia di zio Eugenio, il loro tutore. Rimanere a casa a vivere da soli in una situazione simile può sembrare un ostacolo alla vita sociale.
In realtà i due protagonisti riescono brillantemente ad abituarsi a vivere in completa autonomia (ad eccezione degli aiuti finanziari inviati dal loro zio) e non trovano nessun grande impedimento in questa nuova situazione, ma anzi vivere da soli costituisce per loro una fonte di libertà ed è origine di tutte le avventure da loro affrontate e del loro percorso di crescita.

Con questo romanzo, Scianna non solo offre ai lettori una storia felice e a tratti commovente, ma attraverso tale storia fa un indagine sul mondo, sui modi di pensare e di agire degli adolescenti e più in generale degli uomini. Evidenzia come la realtà sia cattiva, e ci ponga spesso dentro a situazioni problematiche e davanti a scelte molto difficili da compiere. Nella vita nulla è mai sicuro e stabile.
Sta a noi, per quanto possibile, riuscire a tenere le cose sotto controllo. Scianna in questo romanzo tratta tematiche piuttosto complesse e delicate, che tuttavia riesce ad alleggerire con una scrittura altamente scorrevole, basata su dialoghi composti da brevi discorsi diretti. Le riflessioni dell’autore sono brevi, concise e oggettive. Tutto ciò rende inevitabilmente piacevole la lettura dell’opera.
(Recensione di Massimiliano, Classe IV Liceo Scientifico Amedeo di Savoia Duca d'Aosta)

Giorgio Scianna è nato nel 1964 a Pavia, città dove vive tuttora pur lavorando a Milano. Comincia la sua carriera da scrittore nel 1997 scrivendo il racconto Jukebox incluso nell’antologia Anticorpi edita da Einaudi. E’ proprio con questa prima pubblicazione che ha inizio il sodalizio (attivo ancora oggi) tra lo scrittore e la casa editrice. Nel 2007 il suo primo romanzo Fai di te la notte viene premiato a Treviso con il premio letterario Giovanni Commisso. Segue nel 2010 la pubblicazione di un secondo romanzo Diciotto secondi prima dell’alba. Nel 2011 partecipa al festival Inquilibrio di Castiglioncello con lo spettacolo La palestra tratto dal suo omonimo testo teatrale. Dallo stesso anno inoltre collabora con la rivista mensile Linus. Del 2014 è il romanzo Qualcosa c’inventeremo, attualmente la sua opera più letta e conosciuta.

 

 

 

 

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