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Le recensioni dei ragazzi - Ci sono bambini a zigzag, di David Grossman

Nome: Nono Feierberg. Luogo di nascita: Gerusalemme. Stato civile: celibe (ma certo), di conseguenza: un padre e una Gabi. Amico: Mikah Dubovsky. Segni particolari: una profonda cicatrice sulla spalla destra; un proiettile di pistola appeso al collo con una catenina. Altre particolarità: il mio hobby, la polizia.

 

Così David Grossman presenta il bambino a zigzag per eccellenza dell'omonimo libro "Ci sono bambini a zigzag". Nono o Nonik, ripetendo l'appellativo che sua madre gli attribuiva, è un bambino particolare: conosce i numeri di matricola di tutti gli ufficiali del distretto di Gerusalemme, ogni arma e veicolo in dotazione, ha la collezione di tutti i ricercati degli ultimi 5 anni, ma soprattutto riesce a diventare l'orgoglio di Felix Glick, il più ricercato fuorilegge.
La vicenda ha inizio quando Nono, prossimo al suo bar-mitzvah, maggiore età religiosa, sale su un treno per Haifa che lo dovrebbe condurre dal severo zio Shemuel, professore e autore di manuali di pedagogia, con la speranza che i suoi metodi possano raddrizzare un po’ il carattere ribelle di questo bambino. Ben presto però Nono scopre che si trova su quel treno non tanto per giungere a Haifa ma per  assumere le vesti di una marionetta nelle mani di suo padre, noto detective e di Gabi, una sorta di matrigna.
I due hanno infatti organizzato una sorta di caccia al tesoro per Nono che dovrà individuare, tra i tanti passeggeri del treno, colui che potrà rispondere alla sua domanda: "Chi sono?". Tra tutti i compagni di viaggio, Nono è attratto dall'enigmaticità e dall'eleganza di Felix ed è proprio da questo incontro che hanno inizio tutte le loro follie: guidare un treno e fermarlo in mezzo alla campagna ingannando il macchinista, nascondersi dai poliziotti, correre su auto rubate, cambiare identità, guidare di notte un escavatore per “riportare il mare” ad un’intera città, sono solo alcune tra le attività scellerate alle quali i due cedono.
Tutti questi momenti che "non si possono misurare con l'orologio ma solo con i battiti del cuore" confermano la natura a zigzag di Nono: "un bambino senza eguali, un po' delinquente, un po' anima bella" e, come si scopre nelle ultime pagine del libro, degno nipote di Felix e della famosissima attrice Lola Ciperola, nonché mito di Gabi.
Nono è indubbiamente pronto per affrontare al meglio il bar-mitzvah. Sa tutto della vera madre Zohara, morta da anni, estrae la cassetta di sicurezza che quest'ultima gli aveva lasciato in banca, riceve l'ultima spiga d'oro con la quale Felix era solito marcare i suoi capolavori e infine lo scialle viola di Lola, anelato da Gabi. "Ci sono bambini a zigzag" può apparire per gran parte del testo una storia di avventura ma è proprio negli ultimi capitoli che emerge l'essenza del romanzo, un romanzo di formazione nel quale si compie la crescita di Nono che diviene consapevole del suo essere a zigzag, dell'esistenza in se stesso di più componenti in contrasto tra loro, ma ugualmente degne di coesistere. Prima dell'avventura con Felix, infatti, Nono ha sempre rinnegato una parte di sé, l'ha combattuta, senza sapere che quell’irrequietezza, quel “formicolio” che sente ogni tanto dentro la sua testa e che lo rende un vero combina-guai, è in realtà parte del suo sangue e del suo passato.
(Recensione di Federica, Classe II del Liceo classico Forteguerri)

 

 

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