Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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La montagna e l'architetto: fotografie, disegni, progetti, storie di Giovanni Michelucci sulla montagna pistoiese

Fotografia esposta

 

Invito
(pdf, 1800 Kb)

Mostra della Fondazione Giovanni Michelucci a cura di Andrea Aleardi, Jacopo Ammendola, Corrado Marcetti, Maria Teresa Tosi, con la collaborazione di Massimo Colombo e Nadia Musumeci

25 novembre 2011-21 gennaio 2012 - Vetrine

 

La montagna pistoiese è stata una presenza importante nella vita e nel complesso del lavoro creativo di Giovanni Michelucci (Pistoia 1891- Fiesole 1990), uno dei grandi protagonisti dell'architettura del Novecento.
Abetone, Faidello, Cutigliano, Pian di Novello, Pian degli Ontani, Prà di Chiavello, Poggetto, Pianosinatico, Lizzano, Il Melo, Maresca, e altre località ancora il cui nome compare a margine di tanti disegni autografi, costituiscono le tappe di un itinerario di luoghi di frequentazione consueta dell'architetto.
Il paesaggio della montagna pistoiese, denso di richiami alla memoria degli anni giovanili, è stato per Michelucci una sorta di rifugio spirituale, di luogo di meditazione e di rigenerazione in cui ritrovare comunione con la natura e comunità con gli abitanti. È stato anche una fonte inesauribile d'ispirazione del suo lavoro artistico.
Le fotografie scattate durante le tradizionali escursioni raccontano quanto questo territorio fosse allo sguardo dell'architetto ricco di elementi di osservazione della natura e di riferimenti culturali, finemente filtrati attraverso una capacità interpretativa, altamente sensibile e creativa.
Le lettere, le pagine di diario, gli appunti sui block notes narrano ulteriormente dell'intensità del rapporto con la montagna e con l'ambiente umano accogliente in cui Michelucci si ritrovava e in cui a sua volta accoglieva amici e collaboratori. Narrano dei luoghi, delle persone, della quotidianità, delle letture e delle riflessioni, degli impegni assunti per incontri e visite da effettuare coi ragazzi delle scuole del paese.
Nei soggiorni sulla montagna pistoiese Michelucci continuava a lavorare ai progetti in cui era impegnato traendo dall'ambiente sollecitazioni e suggerimenti per ripensare e talvolta rimettere totalmente in discussione le architetture e gli spazi immaginati. Nel rapporto con la montagna Michelucci non perseguiva ambizioni professionali, i progetti riguardanti località dell'Appennino tosco-emiliano furono pochi, nati piuttosto in un rapporto di amicizia con le persone che li avevano richiesti e come atto d'amore nei confronti dei luoghi a lui cari. È il caso dei progetti per Faidello (1950) o di quelli per Cutigliano (1980) luoghi prediletti di soggiorno in diversi periodi della sua vita. Le progettazioni, per motivi diversi da caso a caso, non si tradussero il più delle volte in concrete realizzazioni ma costituirono comunque vivaci momenti di condensazione della vita culturale e sociale delle comunità interessate, prime destinatarie delle sensibilità progettuali di Michelucci.

Fotografie, disegni e progetti dell' architetto sulla montagna pistoiese, sono una parte poco nota del suo lavoro creativo e, per quanto riguarda gli scatti fotografici, in gran parte inedita. Si tratta di tre nuclei espositivi ricchi di rimandi e relazioni e sempre espressione dell' intensità della presenza della montagna pistoiese nello spessore creativo ed immaginifico dell'architetto.

 

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