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La mia vita non proprio perfetta

Ristoranti alla moda, tazze di cioccolata calda in bistrot eleganti, quartieri pittoreschi, skyline londinesi da favola: la vita di Katie è davvero perfetta. O almeno così appare nel suo account Instagram. In realtà è tutto molto diverso: Katie, la protagonista del penultimo frizzante romanzo della Kinsella, ha 26 anni e proviene da un paesino di campagna nel Summerset, ma il suo sogno nel cassetto è sempre stato quello di vivere a Londra. Arrivata nella metropoli, si accorge da subito che la vita è molto diversa da quella che si era immaginata: è costretta a vivere in un minuscolo appartamento con due coinquilini strani e ogni giorno impiega almeno due ore per andare al lavoro, lottando con milioni di pendolari e un sistema di trasporti che assomiglia a una giungla urbana. Katie è l’ultima arrivata in un’agenzia di branding, dove le vengono assegnati i compiti più noiosi e la sua opinione non ha nessuna importanza. All’improvviso perde il suo lavoro e incapace di trovarne un altro (persino nell’efficiente Londra non è così facile trovarne uno nuovo) si ritrova a tornare nel suo paese natale per aiutare il padre e la matrigna che stanno cercando di realizzare un’attività propria, il glamping. Chiusa una porta, si apre un portone per Katie: non solo l’attività andrà a gonfie vele (grazie alla sua vena creativa), ma avrà anche l’opportunità di conoscere in modo più approfondito Alex, il suo ex capo. Il messaggio del libro giunge chiaro al lettore: la vita perfetta non esiste per nessuno, siamo tutti imperfetti e di conseguenza le nostre vite non possono essere altrimenti. Sono piuttosto le persone e gli affetti di cui ci circondiamo a restituire senso e calore alle nostre esistenze. Ecco perché mostrarsi per quello che non si è non è mai una scelta vincente (anche se la nostra società talvolta ci indirizza a questa via): vale la pena, invece, apprezzare ciò che siamo e ciò che (realmente) possediamo. Nel caso alla fine del libro qualcuno si chieda se l’account #mynotsoperfectlife (lamiavitanonproprioperfetta) esista veramente su Instagram, la risposta è affermativa: potete pubblicare le foto delle vostre vite imperfette e aggiungere l’hashtag #mynotsoperfectlife e le migliori verranno riprese dall’account ufficiale.

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