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La casa dei poeti: il rifugio del tempo. Mostra di Cristina Palandri

Una delle opere esposte

 

Invito
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7 dicembre 2013 - 25 gennaio 2014 - Vetrine e Spazio espositivo

Mostra di Cristina Palandri

a cura di Siliano Simoncini

Partecipano alla mostra l'artista Giordano Pini con il gioiello "Omaggio a Cristina Campo" e  la stilista Martina Lucarelli con l'abito disegnato e dipinto a mano "Omaggio ad Alda Merini"

La mostra di Cristina Palandri che porta il titolo Le case dei poeti - Il rifugio del tempo trova il suo fondamento nel pensiero del poeta concittadino Roberto Carifi. In effetti, le opere presenti negli spazi espositivi della Biblioteca San Giorgio, costituiscono un “canto” lirico/visivo e un’esortazione a vivere quel tremore dell’anima evocato nell’incipit. L’arte con il suo immaginario iconografico può questo; dal suo profondo atavico, rigenerandosi continuamente, porta consolazione e apre spiragli di “luce” sul senso della nostra esistenza, allo stesso modo di quel lampo nella profondità della notte auspicato dal poeta. La carità del pensiero come donazione rivelatrice affinché il mondo del disagio infantile, dei sofferenti, degli emarginati, possa essere vissuto nella condizione della speranza. Ebbene Cristina, da sempre, ha messo a disposizione il fare arte a fini umanitari e terapeutici - è stata una valida insegnante di un laboratorio creativo per la disabilità psichica - oltre, come nel nostro caso, a “agire” culturalmente, organizzando mostre “inconsuete” in grado di sollecitare i visitatori alla riflessione e a interessarsi più concretamente dei problemi che affliggono le moltitudini disperate. Cristina, però, attua questo fine senza che dipinti e disegni mettano angoscia (ciò era ed è, peculiarità dell’arte espressionista); piuttosto, tali opere pongono l’osservatore di fronte a delle metafore “metafisiche” e “surreali”, in grado di attrarre la mente e il cuore ovvero, il pensiero e l’anima che, attraverso l’estetica e il portato iconologico, innescano quel circuito virtuoso che sublima l’attimo della percezione, in presa di possesso del sé. Credo proprio che le intenzioni e il significato attribuiti dalla nostra artista alla mostra, siano queste. Perché sono così convinto? Conosco Cristina da una vita e ho seguito altre sue analoghe esperienze; inoltre, lei medita a lungo prima di “uscire allo scoperto” e sovente mi chiama per discuterne a fondo, per avere una referenza amichevole e sinceramente critica. Di fatto cerca un consenso che rafforzi ulteriormente la sua poetica artistica e, soprattutto, la sua “ideologia” di fondo. Un amico interessato alle cose dell’arte, non serve al proficuo e scambievole confronto? Le case dei poeti dipinte, modellate e disegnate da Cristina Palandri, divengono in tal modo rifugio di un tempo consacrato alla rivelazione. Cosa dunque, più che il connubio arte e poesia, può operare per la salvezza del mondo? Ecco quindi quale può essere il compito della Carità del pensiero, eletto da Carifi con il suo saggio. (Siliano Simoncini)

In occasione della mostra, l’artista Cristina Palandri ha realizzato una serie di acqueforti che saranno vendute durante il periodo dell’esposizione presso la biblioteca e il cui ricavato è destinato al “Progetto di protezione all’infanzia in Benin” delle Suore Salesiane di Don Bosco.

In collaborazione con l’Associazione Amici della San Giorgio, il 18 gennaio è previsto un incontro dedicato alla poesia, con letture di testi poetici di Emily Dickinson - una delle poetesse richiamate nella mostra - a cura di Grazia Frisina, accompagnata da intermezzi musicali eseguiti dal maestro Luca Magni.

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