Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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Iperrealismo

 

16 febbraio - 19 aprile 2017 - Art Corner

Riproduzioni fotografiche di opere di Richard Estes

In arte ciò che è effetto è inventare un quadro che produca quell’effetto e nessun altro. Isolare nel tempo momenti singoli. La fotografia è una di quelle arti che rispecchia automaticamente il mondo esterno producendo un’immagine visiva ripetibile con esattezza, una tecnica che combacia perfettamente con il cuore dell’iperrealismo: l’arte di scattare una fotografia realizzata a mano.
Recuperare, selezionare ed infine esaltare l’immagine, sono questi i tre punti cruciali. La pittura intesa, in questo caso, come “fotografia manuale” permette di ispirarsi alla realtà eliminando alcuni dettagli presenti e aggiungendone dei nuovi.
Spesso la scelta del soggetto non è mirata, non dipende da un dettaglio che colpisce l’artista, semplicemente è dettata dal caso. Tutto nasce dalla capacità di rendere scene di vita quotidiane “più vere del vero”.
La rivoluzione visiva dell’iperrealismo ha contribuito a modificare il modo di “vedere” il mondo, ha diffuso la conoscenza delle capacità innate degli artisti di scansionare e scrutare i soggetti in un nuovo panorama visivo. Dalle impressioni serigrafiche in grande formato alla pittura in acrilico direttamente su grandi tele, proiezioni di vita vera,“pezzi di realtà” protagonisti di un vero e proprio atto creativo.

L'Iperrealismo è un genere di pittura e scultura i cui artisti si servono di tecniche fotografiche e di una meccanica riproduzione della realtà per costruire l'illusionismo delle proprie tele e delle proprie sculture. Il fenomeno dell’iperrealismo, derivato dalla pop art, si delinea intorno agli anni sessanta negli Stati Uniti con la mostra del 1964 “The Painter and the Photograph” alla New Mexico University di Albuquerque, mentre sul piano internazionale l’affermazione della corrente avviene nel 1972.
Tra i pittori più famosi ricordiamo gli americani Chuck Close, Richard Estes, Ralph Goings.
Richard Estes, pittore statunitense, è considerato uno dei fondatori del movimento fotorealista internazionale della fine degli anni '80, insieme a pittori come Ralph Goings, Chuck Close e Duane Hanson, già appartenente al movimento Aerovisual di Collarmele. Le sue opere più conosciute sono i paesaggi urbani, molto accurati nei dettagli. (Felisia Toscano)


Richard Estes nacque all'ospedale di Kewanee nell'Illinois, ma gli Estes abitavano a trenta chilometri nel piccolo centro abitato di Sheffield, duecento chilometri ad ovest di Chicago. Quando era ancora in tenera età, Richard si trasferì con i suoi a Evanston. Lavorò per un anno in una compagnia di assicurazioni mettendo assieme il denaro per visitare l'Europa. Compirà il viaggio l'anno seguente visitando l'Inghilterra, il Belgio (Bruges), l'Olanda (Amsterdam), la Francia (Parigi), l'Austria (Vienna) e l'Italia (Venezia e Roma). Nell'ottobre del 1951 ritornò negli Stati Uniti con l'intenzione di studiare Architettura con il celebre Ludwig Mies van der Rohe all'"Illinois Institute of Technology". Arrivò però troppo tardi per l'iscrizione alla scuola. Sarà poi accettato all'"Art Institute of Chicago" dove completò gli studi tra il 1952 e il 1956.
Presso l'"Art Institute of Chicago" Estes poté approfondire la conoscenza di pittori realisti come Edgar Degas, Edward Hopper e Thomas Eakins, ben rappresentati nella collezione della scuola. Richard si trasferì a New York nella seconda metà degli anni '50. Lavorò per i dieci anni seguenti come grafico con vari editori di riviste (ad esempio un anno per "Popular Science" e agenzie pubblicitarie di New York). Nel 1962 visse per un anno in Spagna. Dal 1966 ebbe risorse economiche sufficienti per dedicarsi alla pittura a tempo pieno. Richard ebbe la prima di molte mostre personali nel 1968, alla "Allan Stone Gallery". Nel 1971 ricevette una borsa di studio di 7.500 $ dal "National Council on the Arts".Partecipò, nel 1972, alla rassegna "documenta 5".
Di carattere piuttosto riservato, vive tra New York, dove dal 1973 ha uno studio a Manhattan con vista sul Central Park, e il Maine.
Le sue opere sono state esposte tra gli altri al "Metropolitan Museum of Art", al "Whitney Museum of American Art", al "Solomon R. Guggenheim Museum" e al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.
Estes dichiara di trovare interesse per il Canaletto, il Bellotto e Thomas Eakins. È stato, a sua volta, tra i pittori più ammirati da Salvador Dalí. Le sue opere sono in gran parte paesaggi urbani, viste diurne di strade spesso deserte, negozi. Anche se per lo più i soggetti preferiti sono luoghi pubblici di New York ha dipinto anche opere ambientate a Chicago, Parigi, Venezia, San Francisco, Praga, Barcellona, Londra, Cordova, Firenze. Nell'ultimo decennio si è dedicato anche ai paesaggi naturali: il Machu Picchu (Perù), ghiacciai ("Hubbard Glacier", "A glacier at Kenai Fjords National Park", 2005) dell'Alaska, panorami del Maine ("A View of Somes Sound", 1995).

 

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