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India mon amour


India mon amour
«Nella campagna del Bengala. Una bambina camminava a fatica sulla piccola diga che separava due campi di riso. Portava una borsa piena di libri e di quaderni. Tornava da scuola, ed ero sicuro che dall’alba non aveva mangiato più niente. Mi rivolse un bel sorriso e mi salutò con la mano. Mi frugai in tasca sperando di trovarvi qualcosa da offrirle. Ne estrassi soltanto un biscotto e glielo diedi. Mi ringraziò come se le avessi messo in mano la luna, poi riprese il cammino. La seguii con lo sguardo. Qualche minuto dopo incrociò un cane scheletrico. Vidi che la bambina spezzava in due il biscotto e ne dava la metà all’animale. L’India mi aveva dato una bellissima lezione di condivisione.» Dominique Lapierre, il grande viaggiatore. Ha girato il mondo in qualità d’inviato per il settimanale Paris Match. Ha passato due anni in India negli anni ’70 per scrivere Stanotte la libertà, forse il più bel libro sulla storia dell'indipendenza indiana. A Calcutta, dopo aver incontrato Madre Teresa, ha scritto La città della gioia, bestseller mondiale da 2 milioni di copie. Con sua moglie ha fondato City of Joy Aid, l'associazione umanitaria con cui, da trent'anni, sovvenziona cliniche, scuole, mense e centri di riabilitazione. In Mezzanotte e cinque a Bhopal ha raccontato la tragedia della nube tossica che nel 1984 avvelenò e uccise migliaia di persone nel cuore del Paese.

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