Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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Incontro con Marcella Spinozzi Tarducci

Particolare dalla copertina del libro

Presentazione del libro Sono ancora io. L'epopea di una famiglia toscana

In collaborazione con FIDAPA Sezione di Pistoia

Giovedì 3 aprile 2012, ore 17.00 - Sala Bigongiari

Marcella Spinozzi nasce a Orvieto nel 1936 ma allo scoppio della seconda guerra mondiale, nel 1939, la famiglia si trasferisce in Toscana dove la scrittrice abita prima a Pistoia, poi a Pisa, infine a Firenze, città in cui vive ancora oggi. Laureatasi in Lingue e letterature straniere nell’ateneo fiorentino, ha insegnato Lingua e letteratura inglese negli istituti superiori fino al 1984. Artista eclettica, si è dedicata alla pittura, alla musica con lo studio del pianoforte e alla poesia, in cui ottiene lusinghieri riconoscimenti in vari premi letterari. Da sempre ha coltivato l’interesse per la narrativa ed esordisce con questo romanzo autobiografico dove raccoglie le esperienze più significative della sua vita. Un suo racconto, dal titolo Giulia, ha ottenuto il Fiorino d’Oro alla XXVIII edizione del Premio Firenze nel 2010.

Il romanzo narra in forma autobiografica le vicissitudini della protagonista che, nella cornice allargata della storia familiare, coprono l’arco di quasi un secolo. E sono proprio le alterne vicende di questa casata a costruire il tessuto del racconto a partire da quando essa, discesa da un piccolo paese della montagna pistoiese, riesce a emergere attraverso figure di rilievo come il nonno, che diviene imprenditore di successo. Mentre alcuni fra i suoi figli continuano l’attività paterna, uno si afferma come medico, un nipote sarà nominato presidente di uno dei più grandi enti nazionali. Fino a quando si assiste al languire dell’industria iniziata dal capostipite e al disperdersi della famiglia.
Sullo sfondo la storia dell’Italia, vista da un’angolatura intima che non produce giudizi ma dà solo testimonianze: la seconda guerra mondiale con la caduta del fascismo, il dopoguerra, la rinascita del paese, il boom economico e poi la degenerazione di certe conquiste sociali che hanno provocato anch’esse, in parte, il malessere odierno.

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