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Il silenzio degli uomini

 

La giornalista Iaia Caputo, dopo aver raccontato con grande successo la femminilità moderna con Le donne non invecchiano mai, volge lo sguardo sulla condizione maschile. La parola d’ordine è silenzio: sì perché se anche l’uomo è destinato ad apparire e proferire parole “pubbliche” (pensiamo a quanti uomini cavalcano la scena politica rispetto alle figure femminili) questa sua condizione appare slegata dall’esperienza umana, dal contesto emozionale e privato. Nel libro l’autrice parla di «condizione tragica» del maschile, riferendosi al malessere che colpisce tanti uomini per non essere più dei padroni “incontrastati” del mondo. Si affaccia nel mondo maschile una condizione di fragilità che però non tutti gli uomini accettano. E chi non vuole fare i conti con il cambiamento e con la nuova condizione della donna prova paura e sgomento che sfocia spesso nella rabbia. Un sentimento che si palesa negli uomini quando vengono lasciati dalle loro compagne, quando nel lavoro devono rendere conto a figure femminili, quando una sentenza di tribunale affida i figli alla madre. Ecco che allora l’uomo si abbandona al gesto violento, compiendo vere e proprie tragedie. Questo testimonia insieme la frustrazione per un’incontrastata potenza perduta e l’assoluta impotenza di fronte alla libertà che le donne stanno faticosamente guadagnandosi.

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