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Il piccolo fuggitivo

 

"Little fugitive" è un film precursore, sia per tematiche che per stile, di molto cinema successivo. Nel 1953, l'anno della sua uscita, il manifesto del "New American Cinema" era ancora da inventare. Solo nel 1960 sotto la guida di Jonas Mekas molti giovani registi rivendicheranno con orgoglio l'essere lontani dal cinema di Hollywood e al di là dell'Oceano Atlantico "Fino all'ultimo respiro" di Jean-Luc Godard e "I quattrocento colpi" di François Truffaut daranno spinta alla "Nouvelle vague" del cinema francese. Eppure ben sette anni prima il fotografo Morris Engel decide di utilizzare una cinepresa 35 mm realizzata da un suo amico, che aveva la particolarità di fare a meno del cavalletto aderendo al corpo dell'operatore, una camera-man che anticipa la futura camera in spalla. Coinvolgendo sua moglie fotografa Ruth Orkin e il fidato Ray Ashley, giornalista e scrittore, Morris Engel compone la truope de "Il piccolo fuggitivo". Il film viene scritto da Ashley, diretto da Engel e montato da Ruth Orkin, ma figureranno poi tutti e tre come condirettori. Nell'estate del 1952, sulla spiaggia di Coney Island a New York, il piccolo Richie Andrusco, attore improvvisato, inscena la sua fuga. Tra il comico e il tragico il film è romanzo di formazione per il protagonista che crede di aver ucciso con un fucile suo fratello maggiore, mentre in realtà è stato preso in giro da altri due ragazzi che con pomodoro hanno inscenato il colpo mortale. Coney Island, moderno paese dei balocchi, è il luogo dove rifugiarsi e spendere i soldi lasciati a casa dalla madre che è dovuta partire improvvisamente. Tra zucchero filato, tiri a segno, giri sui pony e raccolta di bottiglie sulla spiaggia per autofinanziarsi i divertimenti, l'eroe di questo film diventa grande. Il film venne premiato col Leone d'argento alla Mostra del cinema di Venezia e distribuito con successo negli USA dalla stessa etichetta dei film del Neorealismo italiano. Ad esso seguirono poche altre opere della coppia Engel-Orkin ("Lovers and Lollipops", "Weddings and Babies") che non ottennero grande plauso. Gli anni sessanta erano alle porte, con loro il vento nuovo del cinema era pronto ad invadere gli schermi e molti altri film avrebbero riscosso una fortuna più longeva de "Il piccolo fuggitivo".

Pietro (bibliotecario, Biblioteca San Giorgio)

 

 

 

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