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"Ossessione" di Luchino Visconti

L'opera che inaugura il Neoralismo e forse lo anticipa rispetto al manifesto di "Roma città aperta" è senza dubbio "Ossessione" di Luchino Visconti. Il film nasce attorno al gruppo della rivista "Cinema", i cui collaboratori tra gli altri sono Mario Alicata, Giuseppe De Sanctis, Gianni Puccini giovani antifascisti. Il punto di partenza di "Ossessione" è il romanzo di James M. Cain "Il postino suona sempre due volte" del 1934, già portato sullo schermo in Francia con il titolo "Le dernier tournant di Pierre Chénal (1939). Durante gli anni nei quali in Francia fu assistente alla regia di Renoir, Visconti entra in possesso di una copia dell'opera di M. Cain e decide di trarne una nuova versione per lo schermo. Alla sceneggiatura partecipano lo stesso Visconti, Mario Alicata, Giuseppe De Santis, Gianni Puccini e non accreditati Moravia e Antonio Pietrangeli. Fin da subito l'intenzione è quella di allontanarsi dall'estetica dei telefoni bianchi, non girare nei teatri di posa e utilizzare molti esterni per le riprese. Il romanzo noir serve da canovaccio per il film, da esso viene espunta tutta la parte giudiziaria e ci si concentra sul rapporto tra i protagonisti Giovanna Bragana e Gino Costa. Per l'ambientazione viene scelto il delta del Pò, Ferrara in particolare ma anche Ancona (città poco vista sul grande schermo) nella quale Gino reincontrerà Giovanna dopo una primo tentativo di porre fine al loro rapporto tormentato. Il film rivela il talento di Clara Calamai, seconda scelta di Visconti che avrebbe preferito per il ruolo Anna Magnani, rinunciataria perché incinta. Giovanna appare in scena con le gambe divaricate sul tavolo della cucina a un estasiato Gino. La soggettiva di Massimo Girotti, coincide con lo sguardo dello spettatore sopreso di tanta sensualità esibita. Eros e thanatos iniziano, da quel primo sguardo, un patto in cui la morte busserà due volte alle loro porte.

László Krasznahorkai

Leggi l'articolo completo: testo copiato da http://www.indie-eye.it/cinema/recensioni/satantango-di-bela-tarr-ungheria-1994.htmlLászló Krasznahorkai
László Krasznahorkai

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László Krasznahorkai

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Pietro (bibliotecario, Biblioteca San Giorgio)

 

 

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