Biblioteca San Giorgio, Pistoia


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Il dono, la cultura della scelta

3 - 23 marzo 2017 - Spazio espositivo

Inaugurazione venerdì 3 marzo, ore 17.00

(cartolina, pdf
recto 415Kb, verso 79Kb)

La donazione come trapianto da Nicholas Green ai nostri giorni
Mostra realizzata da Aido Provinciale Pistoia

Rispondendo all’istanza della diffusione della cultura della donazione di organi, la Regione Toscana ha varato un progetto denominato Toscana Capitale della Donazione. In questo ambito sono promosse iniziative con il sostegno finanziario della Regione, volte a far conoscere gli aspetti sanitari e sociali del trapianto. La mostra ospitata in biblioteca rientra tra queste iniziative.

Durante l’inaugurazione sarà presente L’Ospedale delle Bambole di Pistoia con un banco speciale per donatori e pazienti in attesa di “trapianto”.
Hai una bambola senza u

n braccio o un peluche che ha perso un orecchio in battaglia? Portali e scopriremo insieme come curarli.
A cura di Orecchio Acerbo Associazione Culturale.

AIDO
Nasce nel 1970 da un’idea di solidarietà di Giovanni Brumat che, frequentando per lavoro i centri di dialisi, colse la disperazione di quanti che, per sopravvivere, dipendevano da una macchina. Cominciò così a pensare al trapianto. Da quel momento si dedicò alla realizzazione di questo obbiettivo. Brumat comprese subito la necessità di costituire un’associazione con lo scopo di sensibilizzare i cittadini alla donazione d’organi.

La diffusione a livello nazionale
Il 14 novembre 1971, nacque a Bergamo l’associazione Donatori Organi Bergamo (DOB). Le adesioni furono immediate e l’associazione assunse il carattere nazionale, trasformandosi in Associazione Italiana Donatori Organi (AIDO). Sono passati tanti anni da allora, i soci sono passati dai circa 9.000 dalla fondazione, ai circa 1.400.000 attuali ma lo spirito di diffusione della cultura del dono non è mai venuto meno.

Nicholas Green
Ciò che ha contribuito in maniera determinante a promuovere la cultura della donazione in Italia è stato un evento tragico, occorso il 29 settembre 1994. La vicenda di Nicholas Green ha costituito l’esempio che ha sensibilizzato migliaia di persone al tema dei trapianti. Nicholas era un bambino di sette anni in vacanza in Italia con i genitori e la sorellina. La famiglia fu aggredita da due rapinatori mentre in auto viaggiava sulla Salerno-Reggio Calabria. A essere colpito nell’auto crivellata di colpi è Nicholas che, nonostante le cure al Policlinico di Messina, muore il 1 Ottobre.
I genitori compiono una scelta non comune in quegli anni: decidono di donare gli organi del figlio. Cuore, fegato, pancreas, reni e cornee: questi organi salvano la vita a cinque persone e restituiscono la vista ad altre due.
L’Italia all’epoca era agli ultimi posti in Europa per la donazione di organi, la vicenda di Nicholas ha un’eco internazionale e compie nel nostro Paese una svolta decisiva per la diffusione delle donazioni di organi e per l’incremento dei trapianti. Con un effetto domino inarrestabile che ha portato il nostro Paese ad essere in Europa un punto di riferimento in questo campo.

 

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