Biblioteca San Giorgio, Pistoia


Salta i link dei verbi.
 

Il commissario a fumetti

Il commissario tra le pagine dei libri, sul grande e piccolo schermo ma anche a fumetti. Proprio in quest'ultima versione è il protagonista della mostra allestita da lunedì 19 a mercoledì 28 febbraio nelle vetrine e negli spazi espositivi della biblioteca, dedicata ai commissari Mascherpa – personaggio principale dell'omonimo fumetto pubblicato sulla rivista "Polizia moderna" – e Ricciardi,  ideato dallo scrittore Maurizio de Giovanni e trasformato in fumetto da Sergio Bonelli Editore.

L'evento fa parte delle manifestazioni collaterali dell'ottava edizione del Festival del Giallo Pistoia, in programma dal 23 al 25 febbraio 2018

Il commissario di Polizia Moderna

«Iniziai a pensare per la nostra rivista a un nuovo modo di raccontare ai lettori più giovani il lavoro di un gruppo di poliziotti in un commissariato, le loro indagini più o meno complesse, alcune legate alla cultura mafiosa, ma anche e forse soprattutto la loro umanità, fatta di passioni e vissuto personale». Con queste parole Annalisa Bucchieri, direttrice responsabile di "Polizia moderna", il mensile ufficiale della Polizia di Stato, spiega come nasce Il commissario Mascherpa, primo fumetto a puntate della Polizia di Stato, ambientato a Diamante, nel cosentino. Creazione esclusiva per il mensile, il fumetto è disegnato da Jonathan Fara e sceneggiato da Luca Scornaienchi

Il vicequestore Giovanni Mascherpa, ma per tutti il commissario, nasce il 10 marzo 1977 a Seminara, un piccolo comune in provincia di Reggio Calabria, situato tra le montagne dell’Aspromonte e il mar Tirreno. Padre milanese, madre del Sud. Poliziotto per vocazione. Ha scelto questo lavoro per seguire le orme dello zio Gaetano, ucciso nel corso di un conflitto a fuoco con alcuni “uomini d’onore” durante la guerra di ’ndrangheta degli anni ’80. Segue sempre il suo istinto per risolvere le situazioni più complicate, pronto all’azione e disponibile a sacrificare qualsiasi cosa pur di raggiungere l’obiettivo. Ha una grande passione per Vasco Rossi, i romanzi di John Grisham e una fidanzata che studia architettura alla quale promette spesso il matrimonio, salvo poi rimandare la data delle nozze, ogni volta per un motivo sempre diverso. Nel tempo libero frequenta una palestra di boxe. La sera si ferma a cena da Palmino, al lido Sabbia d’Oro, vicino al commissariato, dove qualsiasi piatto viene condito con abbondante peperoncino che, puntualmente, gli provoca un forte bruciore di stomaco. Un commissario triste nella Napoli degli anni '30.

Il commissario Ricciardi

Nelle vetrine della biblioteca è in mostra invece la versione a fumetti del commissario Ricciardi, creatura nata dalla penna dello scrittore napoletano Maurizio de Giovanni. Investigatore anomalo, mal sopportato dai superiori per la sua indifferenza agli ordini ed evitato dai sottoposti per il carattere introverso, Ricciardi si muove nella Napoli degli anni '30 e nasconde un segreto inconfessabile, che lui chiama "il Fatto": fin da bambino vede le vittime di morte violenta nel momento di spirare e ne percepisce il dolore del distacco. Questa condizione lo porta a vivere in un'atmosfera di persistente tristezza, circondato dalle immagini di corpi straziati e dall'amarezza delle loro ultime invocazioni d'aiuto.
È Sergio Bonelli Editore che reinventa le vicende di Ricciardi: una vera e propria sfida che ha visto impegnati tre sceneggiatori – Claudio Falco, Sergio Brancato e Paolo Terracciano –, quattro disegnatori – Daniele Bigliardo, Lucilla Stellato, Alessandro Nespolino e Luigi Siniscalchi –, e cinque coloristi della scuola di Comix del capoluogo campano – Ylenia Di Napoli, Andrea Errico, Mariastella Granata, Francesca Carotenuto e Marco Matrone –, coordinati da Mario Punzo e Giuseppe Boccia.
Il loro lavoro ha magistralmente riportato in vita la Napoli di quasi un secolo fa. Dimore sfarzose e bassifondi fatiscenti, piazze e monumenti ritratti nei minimi dettagli fanno da sfondo alle azioni di vittime e carnefici: dalla galleria Umberto I a piazza Municipio, dal rione della Sanità alla Salita Capodimonte, un viaggio affascinante alla scoperta di una città brulicante, ricca di fascino e contraddizioni. «Una città – afferma de Giovanni – fatta a strati come una cipolla. Nelle epoche è cambiata solo la parte superficiale, quella che si vede dall'esterno: l'essenza, la realtà più profonda, è rimasta costante nel tempo».

Sono quattro gli albi a fumetti del commissario Ricciardi prodotti da Sergio Bonelli Editore: "Il senso del dolore", "La condanna del sangue", "Il posto di ognuno" e "Il giorno dei morti". Il primo ha debuttato in libreria nell'autunno 2017 e i successivi usciranno a cadenza quadrimestrale. «Di fronte a un testo scritto siamo attivi – ha commentato de Giovanni –. Mentre leggiamo un libro non possiamo fare altro: chiacchierare, navigare sui social, guardare un film. Anche per questo narrativa, cinema, telefilm e fumetti hanno linguaggi diversi. Quello che, come scrittore, posso rendere attraverso la narrativa è in primo luogo proprio l'interiorità dei personaggi. Ne racconto i sentimenti più che le azioni. Quando invece si lavora sui linguaggi visivi, è necessario affidare l'interiorità alle espressioni dei personaggi, ai loro volti e alle loro interazioni. Così il commissario Ricciardi a fumetti non è traduzione in realtà della mia inventiva letteraria. Ma la traduzione di quanto io avevo immaginato in un'altra fantasia». «Una delle cose più belle di questa collaborazione – ha aggiunto il direttore editoriale Michele Masiero – è che la scrittura di de Giovanni è particolarmente emozionale e approfondisce la letteratura popolare. Così abbiamo unito le forze, cercando di mettere insieme le migliori qualità di entrambi. Ed è nato il commissario Ricciardi a fumetti». «La trasposizione dal racconto scritto a quello per immagini – ha evidenziato il disegnatore Daniele Bigliardo – non è mai indolore. Le scelte che si compiono nell'adattamento tra un media e l'altro sono ardue e coinvolgono, non senza sacrificio, l'immaginario e l'operato dell'autore. Quando si legge un romanzo, ciascuno immagina il colto dei protagonisti e dover operare questo tipo di scelta, assegnando un "volto" definitivo a personaggi tanto letti ed amati, è di per sé complesso».

Nelle vetrine della biblioteca sono esposte alcune tavole tratte da "Il senso del dolore" e "La condanna del sangue", sceneggiati rispettivamente da Claudio Falco e Sergio Brancato e disegnati da Daniele Bigliardo e Lucia Stellato. Le tavole tratte da "La condanna del sangue", in particolare, rappresentano un'importante anteprima dell'albo in uscita a marzo.

 

Ad un clic da te