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Il Cerchio

 

L’inquietante romanzo Dave Eggers racconta la carriera pressoché fulminea della giovane Mae, tipica ragazza americana che lascia la provincia e un grigio impiego da burocrate per essere assunta dal Cerchio, compagnia multinazionale che somiglia tanto a Google (con l’assorbimento di Facebook, Twitter e PayPal) capace di far fuori la concorrenza e assumere il monopolio della rete. Il Cerchio è stato fondato da Ty, pensatore simil-asceta che volendo combattere l’anonimato sulla rete ha fatto in modo che ogni persona potesse avere un solo account e dunque, una sola password, sin dalla nascita. In breve ne Il Cerchio, grazie al racconto di Mae che all’inizio della sua esperienza fatica ad “integrarsi” ma, poi finisce per essere l’emblema della trasparenza, si sviluppa la teoria dell’info-comunismo, manifestata da una serie di motti su cui spicca la privacy è un furto (gli altri sono: I segreti sono bugie e Condividere è prendersi cura). Condividere diventa non più un’opportunità ma un obbligo e chi si eclissa, chi si ripara dagli occhi della rete viene accusato di celare oscuri segreti: se non sei trasparente cos’hai da nascondere? In nome della sicurezza e dell’accessibilità, telecamere open-access vengono piazzate in ogni luogo che ciascun utente del Cerchio può controllare e la classe politica, sempre in nome della trasparenza e sotto la spinta della rete, accetta di indossare una microtelecamera al collo che li segue passo-passo durante la giornata. La lettura di questo romanzo, al pari di quella dei capolavori di Philip Dick, colpisce, perché parla delle nostre ossessioni e ci prefigura scenari futuri in cui gli individui sono assoggettati al dominio della rete.

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