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I libri del Premio Ceppo

Immagine tratta dal web

"Coppie minime" di Giulia Martini

Giulia Martini vince il Premio Ceppo Selezione Poesia under 35 con Coppie minime per la capacità e l’estro di trovare una chiave poetica per le antitesi e le contraddizioni della vita in uno schema binario tra ragioni della mente e ragioni del cuore in cui ogni parola, ogni concetto, “scivola” e determina il successivo dando vita a una sorprendente catena di associazioni foniche e concettuali auto-ingabbiandosi in uno schema al tempo stesso tradizionale e modernissimo, classico e ipertecnologico. Le forme chiuse usate, la natura endecasillabica del dettato, il ritmo regolare del canone poetico italiano, riscritto e rivissuto, non si dimostrano vincoli o ostacoli da superare ma si rivelano occasioni di apertura e respiro in cui l’esordio, in genere fattuale ed esperienziale, porta a esiti inauditi e spiazzanti grazie anche a una (apparentemente) naturale fluidità di ritmo e immagine, un’alternanza sapiente di voce, senso e silenzio: «i pensieri escono fricativi / dalle gelosie delle tue finestre / fingendosi orchidee, ma sono orchi / che conto agli sbocchi delle vie».

La poesia ricrea la vita, dà voce alla perdita, all’assurdo quotidiano e abita negli interstizi tra parola e pensiero, tra dolore reale e sublimato, tra fonema e semema, tra esperienza di tutti i giorni e ingombrante inevitabilità dell’arte: «La traccia del poema / modulata su un suono / mi sembra la tua faccia. // Appare la facciata / del Duomo in piazza Duomo / come un grande problema.» Anche le citazioni dai poeti del passato servono sì a cercarvi – come già faceva Eliot – un paradigma per dare un senso alla desolazione della contemporaneità (il «deserto» di cui parla Martini nella prima sezione), ma servono anche a porsi in dialogo intertestuale con altre voci forti e dolorose, specie quelle di una certa tradizione femminile, per innovare e preservare, per giocare e rievocare, per attrarre l’attenzione, per esplorare ambiziosamente e con orgoglio una nuova strada.

Andrea Sirotti (giurato del Premio Ceppo)

 

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